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Interviste
Pubblicato il 28/01/2005 alle 22:46:40
Modà: le nostre Nuvole di Rock
di Antonio Ranalli
I Modà potrebbero essere la vera rivelazione del prossimo festival di Sanremo. Con un album all’attivo, “Ti amo veramente”, già protagonista delle classifiche di vendita, la band milanese tenta ora il grande salto. E noi siamo pronti a scommetterci.

In una giornata d’inverno ascoltiamo la musica italiana di domani. Loro si chiamano Modà e i lettori più attenti si saranno sicuramente accorti di loro grazie al singolo “Ti amo veramente”, che ha dato il titolo anche al loro album di esordio, uscito lo scorso ottobre per la New Music. Questi ragazzi, provenienti dalla periferia milanese, sembrano incarnare il sogno rock all’italiana, che tante formazioni analoghe inseguono. Ma è solo con le idee e un po’ di autenticità che si può arrivare a gloriosi risultati. Ora Kekko (voce), Paolo Bovi (tastiere e cori), Tino Alberti (chitarra acustica), Stefano Forcella (basso), Manuel Signoretto (batteria) e Diego Arrigoni (chitarra elettrica) sono pronti ad affrontare anche la prova più ardua, che nel loro caso si chiama Festival di Sanremo. I Modà, infatti, parteciperanno alla prossima edizione della kermesse ligure, nella categoria emergenti. Il pop-rock ti avvolge sin dal primo ascolto e non ti lascia più. Nella loro musica non c’è nulla di scontato, ma solo tante sorprese pronte a stupire anche l’ascoltatore più distratto. Con queste premesse siamo convinti che i Modà potranno rappresentare qualcosa di importante al festival di Sanremo. Intnato, dopo aver dato in pasto alle radio “Dimmi che non hai paura”, il singolo che ha anticipato l’uscita dell’album, ora è la volta di “Nuvole di Rock”, brano che sin dal titolo non ha bisogno di presentazioni. L’esordio discografico “Ti amo veramente” contiene 11 tracce più una ghost-track di “Ti amo veramente” in versione acustica. L’album è uscito al prezzo speciale di € 15,45.

Mi ha molto colpito l’album, che trovo decisamente fresco e stilisticamente variegato. In particolare “Nuvole di Rock”, il vostro recente singolo, mi sembra esemplare, e credo che possa essere considerato il vostro brano manifesto. In che modi e tempi è avvenuta la scrittura dei brani?

Tino: Il fatto che ti ha colpito “Nuvole di Rock” ci fa molto piacere. E’ vero: questo è il nostro brano più rappresentativo, sin da quando stavamo preparando il disco.

Kekko: L’album è il frutto di una vita di cose messe insieme. Nelle canzoni c’è tutto quello che nei miei 26 anni ho vissuto e ho visto vivere. Sicuramente “Nuvole di Rock” rappresenta la rabbia e la sofferenza di quando suonavamo e cercavamo qualcuno che credesse nella nostra musica. Nella canzone c’è una frase per me molto importante: “Ditemi che cosa devo fare, per stare sopra una nuvola e per farmi ascoltare”. Il senso è che se io vivo per la musica, ma nessuno mi dà la possibilità di farmi ascoltare che senso ha tutto questo? Poi c’è “Uomo diverso”, che è praticamente ispirata ad una storia capitata a Tino. Insomma canzoni in cui abbiamo descritto quello che avviene nel branco, e dove c’è tutto quello che si vede da quando si nasce, ma anche l’amore. In “Mentre sogni” c’è un ringraziamento verso una persona che mi sta vicino. Quello che più ci soddisfa è che, nonostante qualcuno abbia provato a paragonarci a questo o quell’artista, l’album è molto personale, e soprattutto suonato e arrangiato da noi al 100%.

“Ti amo veramente” è stato il brano che vi ha fatti conoscere al pubblico delle radio. Quali sono state le prime reazioni, positive e negative, ricevute all’indomani del lancio?

Kekko: Quando è uscito “Ti amo veramente” indubbiamente il brano è piaciuto a molti, perchè l’hanno trovato molto diretto e orecchiabile. Da parte della critica, come accennavo prima, c’è stato chi ha provato a classificarsi in qualche genere o filone, ma senza successo. Infatti, noi siamo molto poliedrici e lo abbiamo dimostrato con il secondo singolo “Dimmi che non hai paura”, con il quale abbiamo avuto importanti risultati. E’ stato sorprendente anche il riscontro che abbiamo avuto nelle classifiche delle suonerie, che oggi rappresentano un importante settore di mercato.

Parliamo ora del gruppo. Artisticamente quali sono le vostre origini? E’ da molto che suonate insieme?

Manuel: I Modà sono nati tre anni fa a Milano. Ad inaugurare il progetto sono stati Paolino, il nostro tastierista, e Kekko. Poi due anni fa è entrato Diego, che si è portato dietro Stefano. Io sono l’ultimo arrivato. Loro avevano bisogno di un batterista e così ho accettato subito di suonare con loro. Quanto ai nostri riferimenti musicali, ognuno di noi ha i suoi stili musicali preferiti. Io amo la classfica, a Diego piace l’hard rock ecc. E proprio da queste differenze nei gusti musicali che deriva la poliedricità del disco.

Immagino che ora le attenzioni sono tutte concentrate sulla prossima edizione del Festival di Sanremo, dove sarete in gara tra le 12 nuove proposte. Che brano presenterente? Stilisticamente sarà vicino al sound del vostro album di esordio?

Kekko: Prima di tutto speriamo che il pezzo piaccia. Noi ci abbiamo lavorato molto insieme a Giuliano Boursier (produttorre di Luca Dirisio n.d.a.), che ha collaborato agli arrangiamenti e che sarà il nostro direttore d’orchestra a Sanremo. E’ stata un’esperienza importante fare le prove con lui. E siamo molto soddisfatti del risultato finale. Il pezzo si chiama “Riesci a innamorarmi”, un pezzo di stampo rock inglese.

A quando i prossimi concerti dal vivo?

Kekko: Subito dopo il Festival di Sanremo ci metteremo al lavoro per preparare la parte live, con cui speriamo di toccare numerose località italiane.

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