L’antologia definitiva di Angelo Branduardi, tra grandi successi, musica di ricerca e qualche rarità.
Prima di tutto una premessa necessaria. La “Platinum Collection” dedicata ad Angelo Branduardi è un’antologia ufficiale. Per questo non ha nulla a che vedere con operazioni che le case discografiche fanno di tanto in tanto per far uscire qualcosa su un loro vecchio artista, specie se questi ha dato alle stampe un nuovo album di successo. Angelo Branduardi è una delle figure cardine della musica italiana. Il suo stile, originale ed eclettico, resta ancora oggi inimitabile: a lui si deve l’introduzione nella musica rock e d’autore italiana del violino, e a lui si devono forme e strutture musicali che approdano alla musica celtica, in un periodo in cui non andavano ancora di moda Irlanda, new age e affini. Questa antologia risulterà gradita non solo a chi si vuole avvicinare all’affascinante universo sonoro del menestrello della musica italiana, ma anche a chi di Branduardi possiede più o meno tutto. E vediamo il perché. In tre CD (in vendita ad un costo contenuto) ci sono si tutti i maggiori successi (da “Si può fare”, che apre il disco, alle classiche “Alla fiera dell’est”, “La pulce d’acqua”, “Ballo in Fa Diesis minore” e “Il signore di Baux”), ma anche qualche rarità. E iniziamo proprio da quest’ultime. Bellissime la nuova versione de “Il viaggiatore”, incise da Branduardi appositamente per questa raccolta, così come quella di “Confessioni di un malandrino”, che invece appartiene ad un session del 1971, e che doveva essere inclusa in album (mai uscito) di Branduardi. In oltre 30 anni di carriera (l’antologia esce proprio per celebrare questo traguardo) il suono di Branduardi risulta sempre attuale e mai antico e scontato. Questo perché l’artista milanese non si è mai fatto influenzare dalle mode e dagli stili che si sono continuamente succeduti. Sempre a proposito di pezzi rari, da segnalare anche “Francesco”, un brano inedito, anche questo del 1971, e di cui in pochi conoscevano forma e contenuto. Passiamo ora in rassegna al resto della produzione. Per quanto riguarda i classici su citati, sono tutti presenti nelle versioni dal vivo contenute nel live “Camminando, camminando”, in quanto le versioni originali sono di proprietà di un’altra casa discografica. Si apprezzano volentieri anche i brani tratti da “L’infinitamente piccolo”, l’album su San Francesco d’Assisi, da cui vengono estrapolate “Il cantico delle creature” (dal testo immenso), “Il sultano di Babilonia e la prostituta” (cantata in coppia con Franco Battiato) , “Nelle paludi di Venezia…” e “La predica della perfetta Letizia”. Da riscoprire anche i brani di “Branduardi canta Yeats”, basato su testi del poeta irlandese William Butler Yeats, di cui si segnalano “La canzone di Angus, il vagabondo” e “Il violinista di Dooney”. La complicità tra le musiche di Branduardi e i testi della moglie Luisa Zappa è uno degli connubi artistici più prolifici della musica italiana. Non mancano i brani che hanno visto Branduardi collaborare con Pasquale Panella (“Fou De Love”), Roberto Vecchioni (“La donna della sera”) e Giorgio Faletti (“Il giocatore di biliardo”, “L’apprendista stregone” e “Il dito e la luna”). Da non perdere anche il curato booklet, con un intervento scritto ad hoc da Angelo Branduardi.