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Interviste
Pubblicato il 21/03/2005 alle 16:08:41
I Pèrche dei Folkabbestia
di Antonio Ranalli
I Folkabbestia ci raccontano il nuovo album live “Pèrche”, che segna la collaborazione con Finaz dei Bandabardò. E ci invitano ai concerti a sostegno di Nichi Vendola, candidato presidente alla Regione Puglia.

I Folkabbestia sono tornati. Un nome, quella della band pugliese, che dai travagliati territori dell’underground italiano ha decisamente debordato verso una popolarità più ampia, arrivando quest’anno ad omaggiare i numerosi fans con un disco live, tratto da diverse registrazioni del tour 2004. Alla base dei riconoscimenti ricevuti dal gruppo c’è senz’altro la grande capacità di “musicisti intrattenitori” affermatasi in centinaia di concerti tenuti negli ultimi 4 anni, con partecipazioni importanti (concerto del Social Forum di Firenze con oltre 200.000 spettatori, diretta per la BBC da Milano e 2 tour in Germania-Svizzera e Austria ) e folli (la mitica 30 ore da Guiness dei primati nel 2003). “Pèrche”, il nuovo lavoro, uscito a metà febbraio per UPR e distribuito da Edel, è comunque un punto di arrivo e di rilancio, e ripropone il meglio della produzione del gruppo rielaborato e rivisitato alla luce dei circa 500 concerti degli ultimi 4 anni, dei circa 600.000 chilometri percorsi sul valoroso Orazio, inarrestabile pulmino e sulle decine e decine di migliaia di spettatori con cui la band ha suonato, ballato, bevuto e spesso tirato mattina. Così oltre a ben 17 brani live, che contengono il meglio della produzione delle Bestie (tra cui: “Alla Manifestazione”, “Stayla Lollo Manna”, “Breve Saggio”, “il Frikkettone) e 4 inediti suonati nei concerti ma mai pubblicati in precedenza (tra gli altri “Vulisse addiventare nu brigante” grande brano della tradizione lucana rivisitato in chiave rock, teso e coinvolgente e “Cicce Pè”, inedito del gruppo già prediletto dai fan dei concerti targati Folkabbestia,), il cd offre la grande chicca delle “nuove strade” percorse dal gruppo, con i due inediti da studio “Pèrche”, travolgente non sense su parole e fatti, mixato da Carlo Rossi, e “Un altro giorno” dove le Bestie offrono una parte forse meno conosciuta di se stessi, quella romantica ed emotiva, ma che proprio per questo stupisce ed emoziona. La produzione artistica di Finaz (Bandabardò) ha arricchito in sound ed immediatezza e ci presenta un gruppo più maturo e completo. Un’ondata di musica e vitalità verso la quale è difficile rimanere indifferenti, una grande occasione per tutti quelli che hanno sentito parlare dei Folkabbestia non avendo avuto occasione di “toccare con mano” , ma anche per i fan , che si troveranno tra le mani un cd “pieno e succoso”. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Mannarini (cantante e chitarrista), che insieme a Francesco Fiore (basso), Nicola De Liso (batteria) e Fabio Losito (violino) rappresenta il gruppo.

Allora Lorenzo, ti aspettavi questo crescente successo dei Folkabbestia, nonostante siete una band lontana dal mainstream musicale? Penso ai vostri concerti sempre più affollati, ad un pubblico fedele e che vi segue ovunque. Qual è il vostro parere?

Non è che ce lo aspettavamo proprio. Però sono tanti anni che percorriamo questa strada. Siamo stati sempre un passo in avanti e alla fine penso che i risultani siano dipesi anche da queso. E’ proprio il vero spirito della musica popolare, che si diffonde di più con il passaparola, che non con altri tipi di operazioni promozionali. In 10 anni abbiamo costruito questo pubblico affezionato, che ci segue in tutta Italia. E poi, considerando che siamo partiti dal sud, eravamo anche più svantaggiati rispetto ad altri artisti.

Veniamo a “Pèrche”, il nuovo disco dal vivo. Voi siete un gruppo che trae forza soprattutto dai concerti. Quali motivi vi hanno spinto a dare alle stampe questo lavoro, dopo tre album in studio?

Abbiamo fatto fino ad oggi tre dischi in studio. E in questi album ci siamo sempre fatti la domanda di come mai non riuscivamo mai a mettere in studio il coinvolgimento che diamo quando siamo su un palco a suonare. E così è nato il live, con i brani realizzati dai Folkabbestia nel tour dello scorso anno. Credo che dopo tanti anni ci stava bene. Il live rappresenta il punto di arrivo per un percorso già fatto. Inoltre ci sprona a realizzare in studio canzoni più curate, e a mettere più in evidenza la nostra propensione live.

Poi ci sono anche due brani inediti, tra cui “Pèrche”, che da il titolo al disco.

Questa canzone nasce da un cartello che abbiamo trovato in Irpinia. Era appeso ad un palazzo, e recitava proprio le parole che canto all’inizio della canzone. Praticamente c’era un palazzo che, a tanti anni dal terremoto, era metà distrutto e metà aggiustato. E il cartello si chiedeva il “Pèrche” di tutto questo. Ci piace prendere le frasi del popolo, anche se sono un po’ sgrammaticate, perché rappresentano la vera realtà, lontana da quel mondo patinato che passa in Tv. Siamo per una canzone sociale, fatta con divertimento. Poi c’è “Un altro giorno”. In questo caso si tratta di una ballata d’amore. Non ne facciamo spesso, ma è un altro aspetto dei Folkabbestia. Poi questa canzone ci piaceva molto. Per entrambi i pezzi abbiamo avuto la collaborazione di Finaz della Bandabardò, che è stato l’orecchio esterno del gruppo.

Nel live non manca “La festa di Gigin”. Penso che sia una dei brani più rappresentativi dei Folkabbestia. Come è nata questa canzone?

“La festa di Gigin” è una canzone composta in onore di un nostro caro amico, che si chiama Celestino, ma che tutti chiamano Gigi. Lui è una specie di maestro, che vive in campagna dalle parti di Martina Franca. Lo andiamo spesso a trovare, e da lui si fanno bellissimi banchetti a base di prodotti locali e in completa armonia e amicizia. E’ una canzone che vuole rimarcare il vero senso della festa e del passare il tempo in amicizia; non la serata inutile in discoteca.

So che siente impegnati per la campagna elettorale di Nichi Vendola, candidato per il centrosinistra alle elezioni regionali in Puglia. Che tipo di concerti ci saranno?

I Fokabbestia e altri artisti sono scesi in campo per Nichi Vendola. C’è la possibilità di cambiare di cambiare le cose in Puglia e crediamo che sia giusto dare un contributo alla campagna di Vendola. Per questo ci saranno una serie di concerti. In particolare ci sarà una maratona di 120 ore di musica, promossa dal comitato “Artisti per Nichi”. Noi suoneremo il 30 marzo a Brindisi. Con noi ci sarà anche Otello Profazio, un cantautore calabrese, del quale abbiamo inciso una canzone, la Bandabardò e altri nomi. Poi suoneremo l’1 aprile a Bari per la chiusura di questa serie di concerti.

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