“La fabbrica delle nuvole” èil primo singolo del cantautore Enrico Giretta. Un pezzo che anticipa il suo album di esordio, atteso per l’autunno.
“La fabbrica delle nuvole”, da alcuni giorni nelle radio, è il primo singolo estratto dall’album, in uscita in autunno, che segna il debutto discografico del cantautore Enrico Giaretta. Nato nel 1970 a Latina, Enrico Giaretta ha alle spalle un percorso musicale ricco e variegato. Diplomato al Conservatorio in pianoforte, non ha mai perso la connotazione classica che caratterizza le sue melodie intense ed eleganti, pur avendo rielaborato il meglio della canzone d’autore italiana grazie a una lunga esperienza nei piano bar e soprattutto grazie alla fertile collaborazione con Franco Califano. Enrico Giaretta ha passato otto anni sotto l’ala protettiva del “Maestro”, da cui ha ereditato le sfumature di un mestiere appassionante e talvolta controverso come quello dell’artigiano della canzone. Fino alla decisione di camminare sulle proprie gambe. O volare. Perché trasferitosi a Milano ha avuto l’occasione di presentare il suo progetto musicale al Blue Note, lasciando incantato il pubblico. È seguito un anno di ricerca artistica ed esibizioni live con la complicità del suo amico e grande violinista Olen Cesari, che condivide fino in fondo il suo progetto con la casa discografica (la Olen Art) fondata per l’occasione. Ultima tappa del percorso di Enrico Giaretta, New York, dove è stato girato il video (in preview on line sul sito dell’artista, da dove si potrà scaricare anche il singolo).
Come nasce “La fabbrica delle nuvole”?
“La Fabbrica delle nuvole” è il singolo composto in Zimbabwe, all’ombra della cascate Victoria. Ero il mio amico socio, il violinista Olen Cesari, e sono rimasto letteralmente scioccato dall’Africa e dalle cascate Victori. Si parla di un continente unico. O di qualcosa di unico. Tuttavia è proprio lì che nascono le mie nuvole. E’ stato un vero colpo di fulmine. Il pezzo è uscito da solo al pianoforte.
Che cosa dobbiamo aspettarsi dal tuo primo album? Che tipo di pezzi ci saranno?
Il percorso artistico di come suonerà si può già trovare nell’ascolto del singolo. La particolarità è che mi sono ritrovato a suonare in paesi diversi ed in ogni posto che ho scoperto mi sono portato via una nuvoa canzone. Dunque per ogni paese visitato ho composto una nuova canzone: Cuba, Australia, Africa ecc. Almento 8 brani su 12 sono scritti in 8 paesi del mondo.
Dunque un album multietnico?
Non esattamente. C’è sempre una coerenza musicale. Non faremo cose diverse da un brano all’altro, però si potrà avvertire qualche sottile differenza…
Quali progetti sono previsti oltre disco?
Da fine settembre, con l’uscita del singolo, ci sarà anche un tour. C’è da dire che questo nuovo singolo contiene, oltre al pezzo principale, anche una versione piano, violino e voce e una traccai video.
Tra i musicisti che partecipano a questo disco c’è anche il bassista Tony Levin. Com’è nata la collaborazione con questo grande musicista?
La collaborazione è avvenuta tramite Olen Cesari, che ha partecipato ad una data del tour di Peter Gabriel. In quell’occasione ha av uto modo di consocere Tony. Hanno in comune la passione per il pro-tools, e da lì è nato tutto. Poi sono diventati amici.