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Interviste
Pubblicato il 10/08/2005 alle 02:33:52
Matia Bazar: c’è tutta una storia intorno, ma anche un presente
di Ambrosia J.S. Imbornone
La band genovese non può prescindere dalla sua lunga storia e dai successi del passato, ma ruggisce ancora grazie alla carica della nuova vocalist Roberta Faccani, che nella tappa di Barletta del 31 luglio si dimostra un vero animale da palco.

Tanti anni di carriera legati da un filo sottile a cui sono appese le canzoni che danzano leggere nell’aria: così definisce i trent’anni di attività dei Matia Bazar il batterista Giancarlo Golzi. E’ lui l’unico a non aver mai abbandonato il gruppo e a costituire il motore della base ritmica dei Matia, dopo la prematura scomparsa del bassista Aldo Stellita; è la memoria storica di una delle band italiane più amate, che ha regalato al suo pubblico canzoni memorabili, sospese tra la sperimentazione ritmica ed elettronica e il gusto per la melodia e le linee vocali d’eccezione. Sotto il grande palco coperto, nelle foto che compongono la scenografia occhieggiano gli ex-Matia,il chitarrista Carlo “Bimbo” Marrale, i tastieristi Mauro Sabbione e Sergio “Sergheij” Cossu; la storia della band è raccontata da questi scatti e da filmati d’epoca che fanno venire un nodo in gola e risvegliano i ricordi di un pubblico variegato, composto da adulti, giovani e bambini che cantano a squarciagola, ma è anche narrata dalle testimonianze dei diretti protagonisti, che non possono prescindere da quello che la band è stata. Così il polistrumentista Fabio Perversi, violino e tastiera dei Matia, non senza emozione ricorda i successi ottenuti dal 2000 ad oggi e dice ormai di sentirsi pienamente parte del gruppo, Golzi rievoca il fortunato periodo da talent-scout, autore e produttore di Piero Cassano, artefice del successo di Eros Ramazzotti ma anche collaboratore di Mina, Anna Oxa, Milva, Dori Grezzi, Fiorello e tanti altri, mentre lo stesso Cassano instaura un costante, amichevole dialogo con un pubblico molto caloroso, ricordando che la band non ama polemiche e gossip, ma ha vissuto come tutti i gruppi anche momenti piuttosto difficili. Eppure l’affetto dei fan è stato ed è tuttora la spinta inesauribile a ricominciare e continuare e sono i loro applausi il regalo più gradito per la band e l’incoraggiamento più entusiasmante per la nuova voce del gruppo, la grintosa Roberta Faccani, già cantautrice nonchè corista di Adriano Celentano, Mario Lavezzi, Ornella Vanoni e Paola Turci. Nelle foto che affiancano i manifesti del “Profili svelati tour” non mancano d’altro canto neanche i volti delle tre precedenti vocalist della band: l’estrosa e limpidissima voce storica Antonella Ruggiero (1975-89) e Silvia Mezzanotte (1999-2003), l’ultima cantante della band, nota al grande pubblico per i successi sanremesi “Brivido caldo”, “Questa nostra grande storia d’amore” e “Messaggio d’amore”, ora entrambe soliste, e tra loro la sensuale Laura Valente (1990-98), carismatica voce del periodo più pop-rock del gruppo, tuttora appassionata di musica, ma soprattutto mamma a tempo pieno e felicemente signora Mango. Raccogliere l’eredità di ben tre cantanti in un gruppo con una carriera così lunga e costellata di successi non è facile, ma Roberta parte con il piede giusto: non imita lo stile vocale di nessuna delle sue tre colleghe, ma porta nel gruppo la sua anima intrisa di un soul molto black, ma anche di blues e rock. Il repertorio del gruppo nei nuovi arrangiamenti si fa così meno virtuosistico e più veloce e la Faccani lo interpreta con il suo personale stile di cantante e di donna. Essendo non solo chitarrista ma anche batterista, sente molto il ritmo e si dimostra un vero animale da palco: entra nelle atmosfere delle canzoni e dal vivo sfodera una carica davvero coinvolgente, che si sprigiona fino allo spasimo soprattutto nella sensualissima “Ti sento”, ricca di metafore eleganti e allusive. Dall’apparizione sanremese con la passionale “Grido d’amore” e dalle prime esibizioni live televisive della band la nuova vocalist appare molto più inserita nello spirito dei Matia e molto più a suo agio con le ardue canzoni dell’era targata Antonella Ruggiero. Roberta dà il meglio di sé nelle note più calde e profonde e sceglie di giocare su tonalità più basse in pezzi come nella classica “Vacanze romane”(aperta da una bella intro in cui la tastiera usa il pad del piano per poi mutarsi in fisarmonica) o nelle strofe de “La prima stella della sera”, seguendo l’esempio di Laura Valente, che amava sfruttare ogni tanto anche le potenzialità di un cantato oscillante verso un parlato seducente; tuttavia, forte di un’estensione vocale di tre ottave, la Faccani sfoggia una notevole abilità anche negli acuti, che rammentano le interpretazioni sofferte di una Tina Turner. Un’ottima prova canora ad esempio è offerta da Roberta in uno dei brani del disco “Profili svelati”, “La verità”, riflessione e presa di coscienza della solitudine e dell’abbandono, pregna di rabbia e dolore. Convincono nel nuovo album d’altronde anche i duetti della Faccani con Piero Cassano, che alterna la chitarra acustica alla tastiera; le due voci si intrecciano anche nell’orecchiabile singolo estivo “Che sarà mai”, proposto pure nell’encore. Golzi dal canto suo conferma il suo talento di batterista confrontandosi anche con ritmi che esulano dalla tradizionale ballata melodica: se l’infervorata e infiammata “Per un’ora d’amore”, in cui la tastiera emula invece il suono di un organo anni ’70, molto suadente, in stile Motown, si apre ad un accenno di samba, in un gradevole medley l’atmosfera serena di “Solo tu” sfuma nel fresco reggae di “Mister Mandarino”, in cui le percussioni sono molto in evidenza. A Giancarlo tocca anche un bell’assolo di batteria nella chiusura di “Cavallo bianco”; è lui poi a spiegare la genesi di un altro dei nuovi brani di “Guerriero nel sole”, dedicata a Fabrizio Meoni, il campione di Enduro e Rally, deceduto a seguito di una fatale caduta durante l’undicesima tappa della Parigi-Dakar 2005. Prima che le suggestive immagini della moto di Meoni nelle dune del deserto vengano proiettate sul maxischermo alle sue spalle, Giancarlo ricorda un grande campione, ma soprattutto un grande uomo, che devolveva i premi in denaro delle sue vittorie per la costruzione di ospedali e scuole in Senegal. Mentre gli spettatori si godevano le gara in panciolle, più volte sulle piste si sono verificate delle tragedie: il pensiero di Golzi va così a “tutti i campioni dei motori” che il pubblico televisivo ha visto scomparire quasi in diretta, nella consueta spettacolarizzazione anche del dolore. I rivoli di malinconia però saranno asciugati definitivamente nell’encore dalla solare “C’è tutto il mondo intorno”, vero inno a superare l’isolamento e le paure e a buttarsi a capofitto nell’imprevedibile ed eccitante fluire della vita. Se anche questo pezzo è stato impreziosito da un bel finale di batteria, non è mancata nemmeno a Fabio Perversi l’occasione per mettersi in evidenza: molto applaudita è stata una sua improvvisazione, animata da due tastiere e da una batteria elettronica. Cassano si accattiva invece le simpatie del pubblico quando tra battute e risate lo dirige per fargli cantare a cappella un pezzetto di “Brivido caldo”, registrata e conservata come ricordo della tappa del 31 luglio. L’energia e l’entusiasmo catturato dai microfoni è tanto; se all’inizio del concerto Roberta aveva ammesso che per lei è cominciata con i Matia una nuova vita e che sul palco ogni giorno, come titola una delle nuove canzoni, è “Come il primo giorno”, sicuramente può dirsi soddisfatta del suo primo tour con il gruppo: il pubblico l’ha promossa a pieni voti.

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