Abbiamo incontrato il 41°Parallelo, band rock pugliese con all’attivo un album uscito nel 2005 dal titolo "Metti che sia" (Rai Trade/Edel), che sta in questi giorni riscuotendo un notevole successo per via della pubblicazione del loro video su Libero
"41° Parallelo" è un gruppo pop-rock che trae spunto dal parallelo che passa per Napoli e New York e unisce idealmente la melodia mediterranea al rock classico.
Il gruppo è composto da 5 musicisti, con alle spalle un'esperienza ventennale che esordisce con un disco che raccoglie 10 brani scelti tra gli oltre 40 composti negli ultimi tempi. L’album si intitola "Metti che sia", è prodotto da RAITRADE e distribuito da Edel.
Il 41°Parallelo nasce nel 1991. Riceve nel corso degli anni diversi apprezzamenti positivi da parte di personaggi noti nell’ambito radiofonico.
I musicisti del 41° Parallelo:
Andrea Orlando, autore dei testi, è il cantante del gruppo.
Pasquale Daniele, pianoforte e tastiere
Domenico Mazzone, chitarre
Gianfranco Castrignano, chitarre, autentico perno intorno a cui si muove la vita del 41° Parallelo. Con la Zerodb, sala d’incisione da lui diretta, dà vita alla registrazione dei lavori del gruppo.
Gianfranco Masi, batteria e percussioni
Il 41° parallelo è un gruppo pop rock con forti tendenze alla sperimentazione.
Il risultato non intacca lo spirito melodico, imprescindibile per un gruppo di musicisti italiani.
I due chitarristi, primo nucleo del gruppo, Domenico Mazzone e Gianfranco Castrignano iniziano a suonare insieme fin dai tempi del liceo (primi anni ottanta) esibendosi con due chitarre acustiche in varie situazioni live.
Intorno alla metà degli anni ottanta si aggiunge al duo Andrea Orlando che, oltre alla sua voce, porta una novità: un testo scritto su una musica composta precedentemente dal nucleo di quello che sarà il 41° parallelo .
Il brano si chiama “Paura di volare” e segna la prima svolta musicale.
Scrivere nuovi brani diventa quindi una esigenza del gruppo che in pochi mesi mette su un repertorio tale da produrre un LP "Dopo l'esodo" (Dicembre 1991).
Comincia così anche una discreta attività live principalmente in Puglia, terra di origine, ma anche con qualche puntatina a nord.
Altra svolta del gruppo arriva nel 1990 quando l'ingresso di Pasquale Daniele alle tastiere e Gianfranco Masi alla batteria rappresenta la maturazione della line up che corrisponde alla attuale formazione.
Segue un intenso periodo di concerti in giro per l'Italia e la produzione di nuovi brani che, grazie al fatto di aver messo su uno studio di registrazione completamente autonomo e professionale, consente al gruppo di registrare le nuove idee e quindi poter arrangiare e registrare i nuovi brani.
Infine l'incontro con il produttore Gioacchino Rispoli che, credendo sin dall' inizio nelle potenzialità della band, porterà alla realizzazione e produzione del CD "Metti che sia" (Promovideo-Raitrade distr. Edel).
Quanti album avete all'attivo?
Abbiamo all'attivo due album.
Il primo è un'autoproduzione datata 1992. Un lp dal titolo "Dopo l'esodo" .
È composto da sette brani di nostra composizione (Paura di volare-Esodo-Cono d'ombra-Uomo d'onore-Polvere di stelle-C'era una volta-Storia d'amore).
Naturalmente si tratta di un disco che abbiamo venduto principalmente durante i nostri concerti.
Il secondo invece è un “disco” vero e proprio il cui titolo è "Metti che sia" prodotto da Promovideo-Raitrade e distribuito da Edel.
I brani (Metti che sia-Venti di tempesta-Niente da dire-Sogno-Amore perso-Ti porto via con me-Il mio spirito-Cielo terso-Eterea-Rosso vivo) sono abbastanza etereogenei e passano dal rock più deciso di venti di tempesta alla melodia intimista di “Rosso vivo” con delle punte di sperimentazione (“Il mio spirito”).
Avete altri progetti in cantiere?
Beh sì c'è parecchio che bolle in pentola...
Innanzitutto abbiamo già ultimato otto nuovi brani più altri quattro in fase di arrangiamento che faranno parte del prossimo cd.
Siamo in attesa di iniziare a suonare in giro e abbiamo cominciato a lavorare alla sceneggiatura del prossimo video.
Come intendete proseguire la vostra esperienza come gruppo?
Facendo esattamente quello che abbiamo fatto negli ultimi 15 anni e cioè credendoci sempre e comunque, anche nei momenti di maggiore difficoltà spesso dovute al particolare momento negativo in cui versa la musica in genere.
Intendiamo andare avanti fino a quando avremo qualcosa da dire, e lo faremo senz'altro a prescindere dai contratti, dischi, concerti e quant'altro.
Avete dei progetti solisti?
Per il momento nessuno di noi ha all'orizzonte progetti solisti convinti comunque che la forza della nostra musica affonda le radici nel nostro progetto comune e nella perfetta coesione che abbiamo tra di noi sia a livello musicale che a livello personale.
In quali e quanti concerti vi siete esibiti?
L'attività live ha sempre rappresentato la nostra maggiore forza espressiva.
Suoniamo sempre e da sempre. La situazione che ci ha gratificato maggiormente è stata nella estate del 1992 in cui abbiamo avuto la possibilità di suonare con il grande bassista Richard Sinclair, membro di gruppi storici come The Wilde Flowers, Caravan, Hatfield and the North e Camel.
Quando sarà pronto un nuovo vostro album?
Il nuovo cd sarà pronto tra la fine di settembre e i primi di ottobre. Poi bisognerà fare il punto della situazione e agire di conseguenza.
Avete riscosso molto successo su Libero Video. Potete raccontarci come è andata?
Ci siamo accorti casualmente che era partita una nuova sezione di Libero.it nella quale si poteva fare l’upload di un video e dato che il nostro era già ultimato abbiamo aderito all'iniziativa, naturalmente dopo aver avuto l'ok dal nostro produttore. In seguito ci siamo resi conto che il video era molto cliccato e anche i commenti erano molto incoraggianti.
Parlateci del video...
Abbiamo sentito, insieme al nostro produttore, l'esigenza di realizzare un video ma all'inizio eravamo incerti sul brano. In seguito, anche in virtù delle numerose e-mail che giungevano all'indirizzo del nostro sito www.41parallelo.com, ci siamo resi conto che dovevamo lavorare sul brano "Venti di tempesta", secondo pezzo del disco.
Il brano ha una forza di impatto notevole ed è quello che volevamo esattamente...
Non siamo una boy band...E’ un brano di chiara denuncia che trae spunto dalla caduta del muro di Berlino che aveva dato l'idea che parecchi muri stessero per cadere a partire da quel momento... Ciò non è avvenuto. Sono ancora tanti i muri da abbattere a tutti i livelli e pensiamo che la forza della musica abbia un'importanza strategica per poter divulgare una cultura costruttiva e di dialogo pacifico anche all'interno di posizioni diametralmente opposte.
Le contaminazioni musicali sono il primo esempio di come si possa far convivere culture diverse senza necessariamente farsi male o erigere "muri".
Il video è stato girato essenzialmente in 2 location: il nostro studio di registrazione e nelle vicinanze di un sito archeologico, in Puglia, nei pressi di Egnazia.
Il rock progressive in Italia ha ancora spazi?
Siamo convinti che qualsiasi genere musicale, dotato di contenuto, possa pretendere degli spazi. Noi non ci consideriamo un gruppo "rock progressive".
Contrari da sempre alle etichettature molto pericolose in qualsiasi campo artistico, pensiamo di avere una chiara estrazione rock, che è il nostro punto di partenza e di maggiore forza espressiva, ma nelle nostre produzioni non mancano brani tendenti alla melodia più pura (ascolta “Rosso vivo”) o a qualche punta progressive dovuta al nostro amore folle per la sperimentazione.