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Interviste
Pubblicato il 29/08/2006 alle 12:47:33
Daniele Bianchini dei Jumbo, il progressive rock vissuto fin dalla sua nascita
di Giancarlo Passarella
Che momento d'oro per il progressive italiano quello dei primi anni'70. Ne parliamo con Daniele dei Jumbo che ci racconta anche di Kafka, Mauro Pagani, Jethro Tull, Franco Battiato, Antonio Vivaldi, la disco music, John Mayall, il festival Re Nudo.

Che momento d'oro per il progressive italiano quello dei primi anni'70. Ne parliamo con Daniele dei Jumbo che ci racconta anche di Kafka, Mauro Pagani, Jethro Tull, Franco Battiato, Antonio Vivaldi, la disco music, John Mayall, il festival Re Nudo.

Qui accanto i Jumbo nei primi mesi del 1970

Ecco QUI ! si comincia : Belle domande ! Mi dai un'ottima occasione per raccontare cose che pochissime persone conoscono

Che soggetto e' Daniele Bianchini: prima ancora di fargli una domanda, mi da la risposta. Vediamo di fare le cose regolari: io prima faccio la domanda e poi tu mi dai la risposta. VA BENE? Pronto?

Come furono le origini della band? Quali sono state le attività musicali dei componenti prima di entrare nel gruppo?
Io suonavo già da anni (1966) con Aldo Gargano, bassista da sempre con i Jumbo.
Con Aldo al basso io alla chitarra ed un amico batterista (praticamente un trio) nel 1967-1968 si suonava in un famosissimo locale milanese chiamato Carta Vetrata conosciuto in tutta Europa come la vetrina musicale dell'epoca.
Le jam session si sprecavano in quel locale: musicisti di tutti i tipi, genere, nazione - potrei fare nomi a non finire. Nomi che poi sarebbero diventati famosi e che lo sono tutt'oggi !
Alvaro Fella nello stesso periodo cantava e suonava il basso (1967-1968) con Vito Balzano alla batteria, il chitarrista Mario Dalla Stella, mio carissimo amico d'infanzia (vedi chitarre lp & cd di Franco Battiato). Paolo Donnarumma altro grande amico, formavano praticamente il gruppo di Maurizio Arceri (oggi Krisma con Cristina Moser). Sergio Conte (che aveva già partecipato con Alvaro ad un progetto in N°1 etichetta di Lucio Battisti) proprio in quegli anni svolgeva obbligatoriamente servizio militare in marina -
Ed è proprio in quel locale ed in quel periodo (fine'69 / inizio'70) in quel clima che avvenne l'incontro fatale.
Nasce così l'idea di trasformare il nome Jumbo da cantautore, qual'era già Alvaro (vedi 45 giri In the summertime, quel famoso brano dei Mungo Jerry), in un nome per un gruppo! All'idea aderisce anche il produttore di quell'epoca – E' fatta ! Si cambia casa discografica e si parte con il nuovo progetto: così nascono i Jumbo come gruppo. Sergio Conte finirà il suo servizio militare e contribuirà notevolmente al progetto. Dario Guidotti, pluristrumentista - flauto & armonica - si inserirà poi nel gruppo durante la registrazione del primo Lp ufficiale intitolato JUMBO.

Quali erano all'epoca le tue conoscenze musicali?
Nasco nel 1953 e subito vengo contagiato da mia nonna che tenendomi tra le sue braccia mi canta con una notevole impostazione vocale liriche & romanze
(Verdi, Vivaldi ...) Mio padre amava la musica "tutta", dallo swing alla musica napoletana. Mio fratello (dieci anni più grande di me) ascoltava Elvis Presley, Gershwin, Harry Belafonte, tutta roba Americana d'importazione anni'50. Nel 1959 ho 6 anni vado alle scuole elementari e lì c'è una maestra di Mmusica con un pianoforte a coda. L'Emozione è Grande! Si comincia a fare musica. All'età di 8 anni i miei genitori mi regalano una chitarra acustica! La mia prima chitarra! Il tempo passa ed arrivano gli anni'60 e con essi anche The Beatles, Bob Dylan, Rolling Stones, Moody Blues, Animals e The Who. Qui al Piper di Milano arriva anche il grande Jimi Hendrix & Experience ........ Beat, Pop, Blues, Jazz, Funky, Rock, Hard, Folk e Classica.

Di quell'epoca dimmi i tuoi chitarristi preferiti e quali gruppi ascoltavi?
John Mc Laughlin con Mahawishnu Orchestra, i King Crimson di Robert Fripp, Ravi Shankar, Miles Davis, Yes, Colosseum, Led Zeppelin, Keith Jarrett, Frank Zappa, Jimi Hendrix e tanti altri. I Jumbo negli anni'70 hanno avuto in più occasioni, l'onore di condividere palco e talvolta anche strumenti con nomi famosi, avendo così l'opoortunita' non solo di sentirli suonare, ma anche di poter conoscere personalmente artisti come i Genesis di Peter Gabriel, Amon Duul, Le Orme, Jean Luc Ponty , Electric Light Orchestra, Popol Vuh, Banco del Mutuo Soccorso, gli Osanna, gli Area e tantissimi altri. Ci sarebbe da fare anche un lunghissimo elenco di artisti meno noti ma non per questo meno bravi!

Il vostro primo album ha fatto una buona impressione nel pubblico?
Furono stampate in fretta e furia 1000 copie di prova (solamente 6 giorni di sala tutto compreso, registrazione & mixaggio) e dopo nemmeno sei mesi... vendute tutte! E così bisogna subito preparare un'altro disco .

In quel tempo le vostre inclinazioni si orientavano verso la musica acustica?
La scelta di momenti acustici alternata a momenti duri hard, si spiega con l'esigenza di rendere ben definite alcune immagini attraverso la musica. Tutto serve per creare la giusta atmosfera, a evidenziare ed esaltare i testi e la voce di Alvaro. Il contrasto tra acustico ed elettrico, l’uso contemporaneo di “vecchio” e “nuovo” costituisce un modo per creare musica totale.

Dopo il poco tempo che era trascorso tra il primo e il secondo album si sente un'evoluzione su DNA. Come é stato questo processo di cambiamento?
Direi un cambiamento quasi naturale: del resto tra il primo ed il secondo lp passa quasi un anno. Il tempo trascorso insieme e l’intenso lavoro svolto da tutti i componenti del gruppo, crea le condizioni per conoscersi meglio.
Intesa, fiducia e comprensione sono cose che hanno bisogno di tempo per poter maturare, concretizzandosi in un lavoro di gruppo sempre più affiatato .

In DNA si può ascoltare un’influenza alla Jethro Tull, é così vero?
Se è così allora anche in Passing by c'è un brano che se vogliamo ricorda i Jethro(mi riferisco al brano The clowns). Non credo possa bastare il suono di un flauto per ricordare una somiglianza. Grande merito di Dario Guidotti è anche l'uso dell'armonica senza nessun riferimento a John Mayall.

Le liriche di Miss Rand sembrano uno scherzo macabro, perché questo pezzo é stato scritto da Alvaro? E’ un aneddoto vero?.( per me é un bel pezzo)
Con quel brano si voleva spezzare la crudezza del concetto espresso nell'album DNA. Con quel brano si è voluto creare un momento bizzarro, effervescente, ironico e nello stesso tempo drammatico. Non è un aneddoto, ma solamente un'estremizzazione della realtà . Ottimo l'arrangiamento.... Come brano di chiusura dei nostri concerti, Miss Rand ha sempre portato il pubblico alla richiesta di un bis. E' un gran bel pezzo! OTTIMA SCELTA !

C’é qualche riferimento della filosofia di Kafka nelle liriche di DNA oppure nell'album Vietato...?
Nessun riferimento se non casuale !

Le liriche di DNA sono viscerali: cosa avete cercato nella musica di quell'epoca, quale era la vostra proposta?
Sicuramente una presa di coscienza (ancora oggi latitante). Raccontare liberamente quello che tutti già sanno ma che nessuno dice per convenienza, ipocrisia, sfruttamento.......DENUNCIARE ! CONDANNARE ! E RIFIUTARE tutto ciò .

Quasi unanimemente si considera Vietato... come il capolavoro dei Jumbo. Sei d'accordo?
Come si può non essere d'accordo ? Certamente Vietato è per la cronaca l'unico lp a cui è stato concesso ai Jumbo di poter registrare il disco in 2 settimane (14 giorni mix compreso) su di un banco 16 tracce quadrifonico - sconvolgente novità per l'epoca. Per quanto mi riguarda sicuramente Vietato è lp meglio registrato. Nel contenuto DNA rimane a mio parere l'opera più significativa del gruppo: lp pero' meno fortunato con una sola settimana di mixaggio, compreso su banco da 8 piste.

Si può ascoltare un'evoluzione nell'album Vietato..., con una maggior sperimentazione ed elementi di musica classica. C'é qualche passaggio d'improvvisazione?
Niente è al caso ! Si tratta di una jam session in presa diretta: per il resto si è lasciato solo qualche momento libero al violino nel brano Via Larga.
Le uniche improvvisazioni nel disco Vietato... sono quei pochi e rari fraseggi d'organo e di chitarra. tutto il resto è meditato & scelto con cura , niente a caso.

In questo album c'é la collaborazione di Franco Battiato. Lui aveva una certa relazione con voi oppure c'é solo la sua collaborazione in questo album?
Lo spirito e la collaborazione in quei periodi era all'ordine del giorno.
Franco Battiato e i Jumbo in più serate avevano condiviso palco e strumenti emozioni, amarezze, soddisfazioni, sogni e delusioni. Quante notti e quanti chilometri d'autostrada tra una serata e l'altra abbiamo vissuto prima di suonare insieme GIL. E poi c'era l'Agenzia TRIDENT (nella persona di Maurizio Salvadori, amico & organizzatore) a cui tutti e due si era legati per motivi organizzativi & contrattuali.

Come sono state recepite le liriche di VIETATO dal pubblico, dato che c'é il riferimento di temi come: droga, violenza, sesso ecc...
Dal pubblico è stato recepito benissimo! Dalla critica altrettanto bene, ma dal sistema ........ FU CENSURATO!

Quale é stata la ragione per scrivere su queste tematiche?
Per togliere ogni dubbio, sul retro copertina di Vietato ai minori di 18 ANNI ? venne appositamente riportato il testo che segue:
Se seguite questo genere di musica sapete che il nostro messaggio non si basa su formule illusionistiche di vita , ma su realtà che ci coinvolgono direttamente.
" Non siete i primi a parlarne " diranno molti. D'accordo , questo non conta , quello che vogliamo è superare con voi le barriere dei falsi perbenismi , dei " non si deve " , dei " non si può ".
C'è gente che non vuole sentirne parlare o ne parla sottovoce per buona educazione o forse perché tutto ciò deve essere : Vietato ai minori di 18 anni ?

Avete avuto l'adeguato supporto di radio, fanzine, ecc?
Radio & televisioni dell'epoca erano soggette ad un regime censorio che non ha favorito il gruppo dei Jumbo così come molti altri validi artisti. Solamente da parte della carta stampata c’era una buona informazione, anche se le riviste e i mezzi di comunicazione di quel tempo non erano così numerose come oggi. Nonostante tutto furono molti anche i passaggi Radio Televisivi (Italia, Svizzera e tutta l'ex Jugoslavia)

I Jumbo li potevamo duqnue tranquillamente definire una band di successo
Se penso a tutte quelle serate e al pubblico che vi partecipava, direi proprio di si. Teatri, stadi, palazzetti, raduni e manifestazioni di tutti i tipi con affluenza di pubblico che variava dalle migliaia, sino ad arrivare alle centinaia di migliaia e più. A volte un vero e proprio MARE di PERSONE.

In quali festival avete suonato? Avete stretto amicizia con altri gruppi?
Praticamente abbiamo suonato in tutti i festival e tutti i numerosi raduni che a quel tempo si sono tenuti in Italia. Da Re Nudo a Milano al BE-IN di Napoli, da Avanguardia e nuove tendenze a Villa Borghese. Per quanto riguarda le amicizie direi che i Jumbo hanno sempre legato molto bene con tutti. Niente rivalità, niente invidie o sgarbi. Anzi .... collaborazione, scambio d'idee e tanta solidarietà, vera e sincera.

Probabilmente la voce di Alvaro e la tua chitarra erano le etichette più emergenti del gruppo: tu e Alvaro dirigevate la band?
Nessun capo, nessuna direzione. Alvaro proponeva testo ed accordi. Poi SVISCERARE - ARRANGIARE - ESALTARE - era il lavoro che restava da fare ai musicisti del gruppo. Grande il lavoro musicale di Sergio Conte che tante idee e musica ha regalato al gruppo. Ottime le intuizioni di Aldo Gargano, notevoli e risolutrici gli interventi di Dario Guidotti - non ultimi le ritmiche di Vito Balzano & Tullio Granatello oggi costruttore e produttore delle famose batterie Tamburo.

Per quale motivo il fenomeno del rock progressivo ha avuto un momento assai intenso e una vita così breve?
Il prog nasce alla fine di un lungo percorso non solo musicale ma in qualche modo anche da una evoluzione sociale e politica. Vorrei ricordare al riguardo, come si volle a metà degli anni 70 sostituire a tutti i costi il prog con la disco music. Forse quel fenomeno che smobilitava così grandi masse a qualcuno dava fastidio. Quella fu una scelta obbligata a cui non tutti aderirono .

Da altri paesi si vede l'Italia come un paese dove c'é una forte rinascita del rock progressivo. Questo é vero?
Il prog quello vero non è mai MORTO! Per cui non c'è RINASCITA ma solo CONTINUITA'. Mauro Pagani (ex PFM), Roberto Cacciapaglia e tanti altri come loro continuano a fare MUSICA! La musica quella vera non finirà MAI! Forse cambia nome e sonorità. Ieri vinile - oggi cd - domani chissà!
Non è solo in Italia che torna il prog: un pò in tutto il mondo c’è questa tendenza. CHE SIA SOLO UNA MODA? O forse siamo tutti figli, nipoti e pronipoti del ............ Grande Suono.

Parlaci del cd Passing by
Il cd Passing by esce nell'ottobre 2001, cd autoprodotto. Non è poi così nuovo rispetto ai dischi citati. Infatti il progetto nasce nel 1991 dopo la reunion di Parigi, celebrata dal cd . Alcuni brani come The clowns, Metropolis e Passing by sono stati composti tra la fine degli anni 70 inizio 80.
Le nuove tecnologie mi hanno spinto al progetto: fare interagire macchine e uomini, affiancando il suono del vecchio Gibson ed Hammond con i nuovi suoni digitali, confluire tutto un passato fatto di suoni esperienza e ricordi in un presente in perenne mutazione. Decisivo nel 1992 l'incontro con Antonio Vegliante( computer programming & tastiere).
In realtà non è un nuovo cd ma semplicemente la stampa di materiale inedito, rivisto e corretto con le tecnologie che offrivano gli anni 90. E così prende vita anche un progetto multimediale (solo in parte realizzato). Interazione Live con Video e interventi di attori, grazie anche alla collaborazione di Olga Naldini & Sasa (danza & mimo)... Telecamere a circuito chiuso ... scenografie ed effetti ...! Tra una registrazione e l'altra, lo spettacolo ha avuto anche un buon riscontro di critica e di pubblico. Poi con testardaggine e un po’ d'incoscienza il solito chitarrista decide di rispolverare quel materiale molti anni dopo autoproducendolo. 1991-2001 Passing by (andando-camminando in senso metaforico - nella vita)

Passing by può essere un album diverso rispetto ai dischi precedenti?
La grande differenza è nella qualità e nelle sonorità. Nei contenuti invece, trovo che la differenza sia solamente nell'evoluzione naturale delle cose, nel senso di una sana e genuina continuità. Del resto ogni lp o cd dei Jumbo ha una sua storia tutta personale. Sia nel modo nei tempi, nei contenuti e negli strumenti impiegati e nelle modalità di registrazione. Ad esempio nel caso del brano Lakota nonostante la tecnologia a disposizione è stata volutamente inserita una seconda versione. LAKOTA Live - registrata dal vivo con un PORTATILE MC... sai quelli col microfonino da incasso e senza dolby ....
I Jumbo(da sempre) non si sono mai posti la scelta di quale genere musicale suonare! Credo esistano fondamentalmente due generi di musica: quella buona e quella cattiva. E poi le ETICHETTE generano discriminazione !

Che impressione ti fa sapere che oggi Jumbo é apprezzato internazionalmente di più che negli anni 70?
Fa una strana impressione ......... in un certo senso fa anche piacere,
ma dall'altra ti FA .... do – sol - re – la – mi - si
Ciao e grazie per questa intervista... a presto!

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