In principio c’erano gli Eiffel ‘65 e la techno-pop di fine Anni ’90, poi la parentesi in lingua italiana, dopo la dipartita ed esperienza solista di Gabry Ponte gli Eiffel scompaiono definitivamente per diventare BLOOM ’06.
In principio c’erano gli Eiffel ‘65 e la techno-pop di fine Anni ’90, poi la parentesi in lingua italiana, dopo la dipartita ed esperienza solista di Gabry Ponte gli Eiffel scompaiono definitivamente per diventare BLOOM ’06.
C’erano una volta gli Eiffel 65 e i 15 milioni di album venduti in tutto il mondo, dischi d’oro e di platino, una posizione di prestigio nella classifica album USA di Billboard (5° posto) con l’esordiente “Europop”, riconoscimenti come nomination ai Grammies e premiazioni come i Montecarlo World Music Awards. Tutto questo ad opera di tre giovanissimi ragazzi meglio noti con i loro diminutivi: Maury, Jeffrey e Gabry. E’ bastato un ritornello accattivante “Da ba dee Da ba di da” per far conoscere all’intero pianeta la potenza di “Blue”, il primo estratto dal sopra citato “Europop”, poi la volta di “Contact” (2001) per poi chiudere la parentesi del progetto con “Eiffel ‘65” l’album tutto in italiano, il cui singolo “Quelli che non hanno età” li ha portati sul palco di Sanremo.
Gabry Ponte, il terzo componente della band, si è dedicato a progetti solisti come produttore e remixer, mentre Maurizio “Maury” Lobina e Gianfranco “Jeffrey” Randone hanno riposto nell’armadio gli abiti da “astronauti”, indossati nei video di “Blue” e “Move Your Body”, per pensare ad una svolta musicale che ora ha un nome ben preciso: BLOOM ’06.
No, non sono i nuovi Eiffel ’65, niente techno, sì all’elettronica senza rinunciare al pop, ci sono nuove sperimentazioni sonore che prendono vita, un po’ strizzando l’occhio a quanto hanno fatto fino ad ora i Depeche Mode, cioe’ una combinazione di effetti sonori, batteria pulsante e chitarra, il giusto connubio tra rock e dance che non stona, i Planetfunk insegnano…
I BLOOM '06 si presentano bene: un album a prezzo speciale intitolato "Crash Test 01", che incontra la volontà della loro casa discografica, Universal, di iniziare una nuova campagna di prezzi, e non solo in Italia. Un totale di otto canzoni e un singolo "In The City" per la promozione radiofonica, accattivante ed ipnotico già dal primo ascolto, assolutamente da ascoltare anche in versione remix: “E.N.C. - I Can't Get No Sleep”.
Spiccano tra i brani l'intro "When The Party Is Over" affidato alla voce di Jeffrey, che sottolinea con la sua energia vocale grande armonia e forti stati d’animo nei primi 5 minuti e 3 secondi di ascolto dell’album, “Don’t Say These Words" per la sua dolce melodia e presa romantica, "The Crash" solare ed elettronica, "The Old Fields Of Angels" per rimanere in linea con l’atmosfera dell’album e per non dire “preferisco quella o l’altra canzone”. L’intento è portare l’ascoltatore dal primo all’ultimo brano senza dare spazio alle preferenze. Ed inoltre si concedono alla lingua italiana con tre romantiche “Cielo Spento”, “Per Sempre” e “Vorrei Essere Come Te”.
Per il resto lasciamo spazio alle parole di Maury e Jeffrey, “BLOOM 06”, che dichiarano:
“Siamo orgogliosi del cammino percorso finora e ne conserveremo gelosamente ricordi, traguardi e insegnamenti ma avevamo voglia e bisogno di cambiare, di rinnovarci, di esplorare nuovi orizzonti, di cercare stimoli e suoni diversi, di respirare aria nuova ….
E per meglio soddisfare queste voglie abbiamo ritenuto opportuno procedere rivedendo, prima di tutto, i fondamentali:
dal posto in cui si lavora , alla strumentazione e metodi da usare , fino alle persone con cui si collabora e ci si confronta.
Le cose e le persone cambiano e le storie (anche quelle belle purtroppo) hanno sempre una fine…. Bisogna saperlo accettare: fa parte della vita di ognuno.
Quello che non è cambiato sono le intenzioni e le motivazioni.
Cerchiamo sempre di scrivere canzoni con testi e melodie ricercate sebbene dirette e comunicative. Questa volta però abbiamo scelto un vestito meno immediato e di conseguenza più coraggioso ma soprattutto diverso da tutto ciò che abbiamo indossato solitamente e in fondo anche diverso da ciò che si sente in giro ultimamente.
La motivazione che ci muove tuttavia è sempre la stessa: l’esigenza!
L’esigenza di esprimersi comunicando attraverso la musica, di dare e ricevere nuove emozioni, di divertirci e divertire ancora cercando di stupire noi stessi e di conseguenza chi ci ascolta.
Per noi scrivere e produrre continuamente nuova musica è un processo tanto entusiasmante quanto necessario!
Sappiamo che certe decisioni possono essere rischiose ma fa parte del mestiere che abbiamo scelto di praticare. Quando ciò che realizziamo ci soddisfa, affrontiamo ogni giudizio, esito o qualsiasi cosa arrivi con molta serenità.”
Nascono così i “BLOOM 06”.
Si ringrazia la Universal Music Italy ed in particolare Mark Imbruglia