Il grande batterista Jack DeJohnette sarà in concerto in trio stasera a Roma e il 14 dicembre terrà una master class alla Casa del Jazz organizzata dal Saint Louis College of Music, che il 15 dicembre ospiterà in sede un seminario di Niccolò Fabi.
Il grande batterista Jack DeJohnette (nella foto) sarà in concerto in trio stasera mercoledì 13 dicembre all'Auditorium Parco della Musica di Roma e il 14 dicembre terrà una master class alla Casa del Jazz organizzata dal Saint Louis College of Music, che il 15 dicembre alle ore 17 ospiterà in sede un seminario di Niccolò Fabi.
Il Saint Louis College of Music di Roma ha organizzato due importanti eventi da non perdere per concludere in grande il 2006: una master class di Jack DeJohnette il 14 dicembre alle ore 15 alla Casa del Jazz e un seminario di Niccolò Fabi il 15 dicembre alle ore 17 presso la scuola.
Jack DeJohnette, uno dei più grandi batteristi della storia della musica, racconterà la sua esperienza e si confronterà con il pubblico che interverrà.
Nato a Chicago nel 1942, Jack DeJohnette è considerato uno fra i più grandi batteristi della storia.
Diplomatosi in pianoforte, inizia a praticare lo studio della Batteria (influenzato da musicisti come Max Roach, Art Blakey, Roy Haynes, Elvin Jones, Philly Joe Jones, Art Taylor, Rashied Ali, Paul Motian, Tony Williams, Andrew Cyrille) e della Percussione.
Esordisce in gruppi di R&B e si fa notare a fianco delle avanguardie musicali di Chicago, raccolte sotto l'egida dell'A. A. C. M. tra cui Richard Abrams, Roscoe Mitchell, Joseph Jarman, Sun Ra.
DeJohnette è anche un acclamato Leader di gruppi che hanno vantato la collaborazione di artisti come Lester Bowie, John Abercrombie, Keith Jarrett (di cui è il batterista storico nel celeberrimo trio con Gary Peacock), Dave Holland, David Murray, Rufus Reid, Howard Johnson, Arthur Blythe, Chico Freeman, Greg Osby, Michael Caine, Lonnie Plaxico, Gary Thomas, John Purcell.
Dotato di grande tecnica, DeJohnette ha utilizzato gli stili più diversi (hard bop, fusion al free jazz al post bop).
Il suo drumming si evidenzia per un notevolissimo senso del tempo, grande inventiva e capacità d'improvvisazione.
Jack De Johnette, Foday Musa Suso e Jerome Harris presentano “From The Hearts of The Masters” in concerto stasera all'Auditorium Parco della Musica di Roma.
La sottile, articolata concezione poliritmica di Jack DeJohnette si incontra con l'Africa in un emozionante dialogo fra culture al contempo vicinissime e lontane. E lo fa attraverso uno dei personaggi più eclettici e sensibili emersi da quel continente negli ultimi anni: Foday Musa Suso. Nato in Gambia Musa Suso è un eccezionale interprete della kora, strumento a corde con una timbrica vicina a quella dell'arpa e soprattutto è erede di una tradizione antichissima, quella dei griot, musicisti e poeti dell'Africa Occidentale, che hanno l'importante funzione di raccogliere e preservare le storie e i miti tribali, tramandati per via orale. Musa Suso ha collaborato con artisti quali Bill Laswell, Herbie Hancock, Philip Glass, Pharoah Sanders, Ginger Baker, Medeski, Martin and Wood e si è esibito in Africa, Asia, Europa e Nord America. Jerome Harris, bassista e chitarrista di fama internazionale dalle caratteristiche versatili e dallo stile intenso, collabora da tempo con DeJohnnette formando, insieme a Danilo Perez e John Patitucci, unquartetto che si esibisce attualmente nei teatri più importanti del mondo.
Jack DeJohnette: batteria, percussioni, piano
Foday Susa Muso: kora, dusongoni, voce
Jerome Harris: chitarra elettrica, basso
Mercoledì 13/12/2006
Auditorium Parco della Musica
Sala Sinopoli, ore 21
Posto unico: 15.00 euro
JACK DE JOHNETTE (master class)
Giovedi 14 Dicembre alle ore 15:00
presso la Casa del Jazz
Via di Porta Ardeatina, 55 Roma
Partendo da un'idea iniziale melodico-letteraria, il seminario di Niccolò Fabi dal titolo “Percorso all’interno di una Canzone” si propone di studiare le possibilità espressive di una canzone attraverso l'analisi di diverse soluzioni stilistiche di arrangiamento ed esecuzione.
Niccolò Fabi ha respirato musica fin dall'infanzia: a 3 anni già frequentava gli studi di registrazione; a 5 anni ha seguito le orme della nonna paterna (insegnante di pianoforte) che lo ha introdotto allo studio della musica classica; a 6 anni si aggirava curioso nel backstage dei concerti storici della PFM.
Niccolò ha coltivato la passione per la musica da un punto d'osservazione privilegiato: la sua costante presenza dietro le quinte assieme al padre Claudio (musicista e produttore fra i più attivi e stimati della scena rock-progressive italiana degli Anni 70), infatti, gli ha permesso di vivere a stretto contatto con gli artisti di maggior talento degli Anni 70/80.
In seguito ha cominciato a suonare la chitarra acustica, strumento ideale per manifestare la passione per i cantautori americani tipo Bob Dylan, Joni Mitchell e James Taylor, che sono stati i suoi principali punti di riferimento.
Dalla chitarra al basso il passo è stato breve, soprattutto per un musicista poliedrico come lui.
Nei primi Anni 90 si è esibito in diversi locali di Roma accostandosi ad altri artisti come Daniele Silvestri, Max Gazzè, Federico Zampaglione e Riccardo Sinigallia.
Il debutto è stato esaltante: il primo singolo "Dica", del 1996, ha riscosso ampi consensi fino alla vittoria della selezione Sanremo Giovani, che ha lo proiettato alla ribalta del Festival di Sanremo '97 (Sezione Giovani) dove si è aggiudicato il Premio della Critica con il brano "Capelli".
Promosso fra i "big", nel 1998 è tornato al Festival di Sanremo.
Convinto che "Capelli" avesse monopolizzato esageratamente l'attenzione generale, Niccolò ha voluto mostrare un ulteriore strato della sua personalità con la canzone "Lasciarsi un giorno a Roma".
Dopo due anni vissuti senza respiro, ricchi di riconoscimenti ma anche assai concitati, Fabi si è concesso una lunga pausa di riflessione, concretizzata nel terzo album "Sereno ad ovest", registrato e pubblicato nel 2000.
Dopo varie esperienze personali che lo hanno visto impegnato nel sociale, è tornando alla musica e nel 2005 ha partecipato all'album "La fantastica storia del pifferaio magico" di Edoardo Bennato, che ha affidato ciascuna canzone del disco a un artista o gruppo italiano.
Niccolò ha interpretato la canzone "Non è amore" con particolare emozione.
Nel 2006 Niccolò Fabi festeggia 10 anni di carriera.
NICCOLO’ FABI
“Percorso all’interno di una Canzone”
accompagnato da AGOSTINO MARANGOLO e LORENZO FELICIATI
Venerdi 15 Dicembre alle ore 17,00
presso il Saint Louis College Of Music
Via Urbana 49/a Roma
(prenotazioni al Saint Louis 06-47825954 / 0648913059 - info@slmc.it)