E' uscito il terzo disco della Periferia Del Mondo, tra le migliori prog italiane, porta semplicemente il loro nome ed esce per la Electromantic, sulle orme di Banco, Area e PFM.
E' uscito il terzo disco della Periferia Del Mondo, tra le migliori prog italiane, porta semplicemente il loro nome ed esce per la Electromantic, sulle orme di Banco, Area e PFM.
Tra le migliori progressive band italiane, la Periferia Del Mondo si segnala per un percorso artistico che si lega ai gruppi storici degli anni’70 come Banco, Area e PFM.
Sono nati nel 1996 grazie al drummer Tony Zito e il valente fiatista Alessandro Papotto, che entra a far parte molto giovane del Banco, partecipando a tour importanti. A loro si aggiungongono il bassista Claudio Braico, il chitarrista Giovanni Tommasi e poi Bruno Vegliante alle keys. Al primo disco della PDM “In ogni tempo in ogni luogo”, pubblicato nel 2000 dall’Akarma, fa seguito tre anni dopo “Un milione di voci”, disco ambizioso che ospita due nomi imprescindibili del rock italiano, Mauro Pagani e Vittorio Nocenzi. Purtroppo il progetto non è sostenuto a dovere dalla label.
Oggi esce il terzo disco per la Electromantic Music di Beppe Crovella degli Arti & Mestieri e porta semplicemente il nome del gruppo, quasi un nuovo punto di partenza. L’eterogeneità è un punto di forza della PDM, e riflette le varie influenze personali. Se la title-track è un accorato manifesto sociale, “Chiaroscuro” è più vicina alla canzone d’autore mentre il riff compatto di “Synaesthesia” mi riporta ai Gentle Giant. Il momento migliore è “Suite Mediterranea”, sulle strade etniche degli Indaco con cui Papotto ha collaborato. Le parti vocali sono affidate a Papotto, pur non essendo un vocalist di ruolo cerca di interpretare al meglio gli interessanti testi. Una musica raffinata e complessa, ricca di spunti tecnici, sempre ben dosati.