Tony Scott e' morto ieri a Roma, uno dei più grandi clarinettisti del jazz moderno nonché ex accompagnatore arrangiatore di Billie Holiday, Sarah Vaughan e Harry Belafonte.
Tony Scott e' morto ieri a Roma, uno dei più grandi clarinettisti del jazz moderno nonché ex accompagnatore arrangiatore di Billie Holiday, Sarah Vaughan e Harry Belafonte.
Scott, il cui vero nome era Anthony Sciacca, aveva 86 anni era nato a Morristown, New Jersey, nel 1921 e da almeno 40 si era stabilito in Italia.
Cresciuto in una famiglia di musicisti, dopo aver frequentato i corsi della Juillard School, a partire dagli anni 40 ha lavorato con Buddy Rich, Ben Webster, Trummy Young, Sid Catlett, Earl Bostic e perfino Duke Ellington prima dell'ingaggio con Billie Holiday che gli ha dato la fama.
Dopo un lungo soggiorno in Oriente è tornato negli Usa dove è diventato celebre come uno dei pochi grandi solisti di clarinetto del jazz contemporaneo oltre a Buddy De Franco. Non per niente tra le incisioni più belle e famose della sua carriera c'è un album inciso con Bill Evans, uno dei simboli del pianoforte jazz. Negli anni '60 si è stabilito a Roma e per decenni è stato una presenza fissa della scena jazzistica italiana (ha suonato anche con Sergio Caputo) dove ha svolto un innegabile ruolo nella crescita artistica delle nuove generazioni di musicisti italiani. Personaggio estroso, tra i primi nel mondo del jazz a tentare la contaminazione con la musica orientale, con la sua testa alla Kojak, il pizzetto lungo, gli stivaloni e il cappello nero, Tony Scott e' stato uno dei pochi jazzmen americani con un passato di alto livello a scegliere l'Italia per viverci e suonare.
Sul piano stilistico, era uno specialista di ballad che conosceva benissimo la tradizione ma il suo territorio d'elezione era il jazz moderno dove si concedeva le sue proverbiali escursioni dentro e fuori la tonalità.