Irlanda, Bretagna e Scozia alla rincorsa di Coppi e Bartali in questo loro uarto disco. La tradizione folk in debito rispetto, ma anche la testimonianza dell’impegno sociale, PierAngelo Bertoli in primis per poi passare ai Modena City Ramblers, riascoltando Safety dance dei Men Without Hats. La differenza tra la band con Riccardo Ampollini e quella dei fratelli Ivan e Stefan Doroschuk è nel budget: i Lepricorns infatti hanno dato alle stampe il loro cd con un sacco di sacrifici economici, mentre Men Without Hats un quarto di secolo fa avevano dietro una potente major. Ovviamente i due dischi che sono usciti hanno anche altre differenze peculiari: La figlia del vento e’ una dignitosa raccolta di 15 acquerelli dove si racconta in modo naive i sogni fatti con poco dei nostri nonni…. Safety dance invece puntava alle hit parade e sfruttava l’ondata folk sono per convenienza. Nonostante queste congenite differenze, i due prodotti sono sulla stessa sintonia d’onda: ora provate a prendere il brano d’apertura Alla cooperativa di consumo e trasferitelo in Gran Bretagna, sfruttate il budget a disposizione e vedrete che videoclip potrebbe uscirne. Ovviamente invece che danze bretoni, avrete discussioni al tavolo dell”osteria, dove la sfida tra Coppi e Bartali fa da controaltare alle differenze politiche… leghe bianche e leghe rosse….. Bello poi leggere che per questo loro cd, i Lepricorns ringraziano Vincenzo Zitello (forse uno dei migliori arpisti celtici in Europa) che ha fatto l onore di suonare nella canzone che da’ il titolo all album: La figlia del vento, tratta da una bellissima fiaba della Val di Scalve (Bergamo), trasformata qui in un lento dalla musica antica. Anche gli altri momenti/acquerelli del cd alternano favole a brani puramente strumentali, a ringraziamenti alla stagione d’oro dei cantautori (vedasi Ciao, Faber, passando poi ad un traditional bretone tradotto in francese… L’unica pecca del cd e’ la poca dinamicita’, dovuta sia ai mezzi limitati in fase di registrazione che soprattutto alla finale masterizzazione, fatta senza l’expertise giusto dietro il mixer. I Lepricorns sono lieti di annunciare l’uscita del loro primo Cd in italiano, intitolato “La figlia del vento”. i Lepricorns amano particolarmente le tradizioni delle nostre montagne e i temi trattati in questa fiaba: il rapporto tra uomo e natura e l’amore eterno. Il recupero delle tradizioni è un po’ il tema portante di tutto il cd che, nei 15 brani che lo compongono (non pochi, vero?) narra di luoghi, cose e persone incredibili che fanno parte del passato storico del nord ma anche del sud Italia e che oggi molti tendono a dimenticare: antiche danze dell’Appennino, cure fatte con erbe che parevano miracolose, vecchie cooperative agricole, storie di partigiani, filastrocche delle nonne. A queste tradizioni si uniscono quelle dell’Europa a noi più cara, Irlanda, Bretagna e Scozia in particolare, per altrettante canzoni. Proseguendo la lunga tradizione che lega i Lepricorns allo studio di registrazione del musicista e compositore John Toso, nostro caro amico, la band ha deciso di affidarsi alla sua nuova casa discografica Italian Way Music, e in particolare alla propria etichetta Etnoworld, per la pubblicazione e la distribuzione (anche online, come descritto più sotto) del nuovo lavoro dei Lepricorns…. 
Track list di questo disco: 1) Alla Cooperativa Di Consumo, 2) Tin Whistle, 3) Ballata di Bretagna, 4) Tri Martolod, 5) Nascita Di Un Lepricauno, 6) Ninna Nanna per Alice, 7) Manfrina Della Nonna, 8) L’urassiun di Santa Quaresma, 9) La Berlina Del Dossena, 10) Saltarello O Chappeloise, 11) La Figlia Del Vento, 12) Ciao Faber, 13) Giuseppe E La Pianta Miracolosa, 14) Turno Pomeridiano, 15 Danza Del Cinque Di Maggio.
The Lepricorns – La figlia del vento (Etnoworld / Italian Way Music)
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