Start – Frequencies From Nowhere (Virgin Music Group, 2024)

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Gli Start debuttano con un album che ci riporta nel cuore del rock anni ’80!

Progetto artistico nuovo, nato recentemente per iniziativa di due musicisti con una lunga esperienza: il cantante Andrea Vettore e il tastierista Riccardo Fazion, che si sono circondati di collaboratori di valore e di qualche ospite importante, come il chitarrista Jonathan Gasparini (Mamamicarburo, Marco Ligabue, Michele Luppi Band) e nel pezzo “Start”, un power pop dinamico, lo stesso Michele Luppi, che ricordiamolo è il tastierista dei giganti Whitesnake, al basso.

L’obiettivo della band è riportare in superficie l’hard rock melodico degli anni ’80, quindi un incrocio di energia, ritmi decisi, ritornelli di presa immediata e cascate di cori, il tutto con una cura raffinata del suono e della produzione. L’intento viene raggiunto in modo ottimale, infatti le undici tracce, più l’introduzione “Dream”, diventano un viaggio tra le atmosfere sopra descritte, quando Bon Jovi, Europe e Def Leppard dominavano le classifiche d’oltreoceano.

Dai pezzi più rock, ad alcune ballate, è tutto un rievocare quegli anni e quel suono, che recentemente sembrano ritrovare nuova vitalità e non solo per spinte nostalgiche. Colpisce anche l’utilizzo dell’italiano e dell’inglese che in alcuni casi si alternano all’interno dello stesso brano, creando un effetto inizialmente straniante, che poi diventa molto suggestivo. “Silence For You” è un hit sin dal primo impatto, mentre “Dark” spinta da un riff da tastiere è uno dei pezzi più belli, con “Life” si passa ad un’atmosfera da power ballad, con un’interpretazione di Andrea intensa e sentita. “Would You Love Me?” è un heavy rock vecchia maniera, che mi ha ricordato i sottovalutati Winger. E arriviamo così al singolo “Kids Of The Dragon” a cui bastano i dieci secondi iniziali, per trasformarsi in una calamita, un brano a cui è impossibile resistere, a cui segue “Break Me Down”, un’altra gemma di hard melodico, con un coro che non si dimentica, mentre “Lonely” profuma di Toto. “Everything” è un lento vellutato che ti culla con melodie dolci ed un crescendo da cantare insieme, con un bellissimo assolo di chitarra. E a tal proposito ho avuto l’opportunità di verificare la tenuta della band anche in concerto, ed è una garanzia. Anche nella parte finale il disco non cede e la qualità è eccellente, con il picco di “Time Hunters II”, con le tastiere in primo piano, in pieno stile Europe.

A dare ulteriore valore all’album c’è una confezione curata in ogni aspetto, un cd digipack a tre ante, con un libretto ricco di disegni e colori, di stampo fumettistico, con immagini che evocano visioni cinematografiche, con riferimenti alla fantascienza.

“Frequencies From Nowhere”, pur essendo un debutto è un album maturo, che colpisce sin dal primo ascolto. Ora deve solo trovare un pubblico. Fatevi incuriosire, dalle atmosfere degli Start, non resterete delusi.

PS: questo album doveva uscire per la mia etichetta Andromeda Relix, poi è arrivata la proposta della Virgin che ha sparigliato le carte. Sono onorato di aver intuito per primo l’enorme potenziale degli Start. Scrivo questo per zittire eventuali malelingue che vedendo il marchio Andromeda Relix sul retro, potrebbero pensare ad un conflitto di interessi. In realtà è solo un gesto di cortesia della band nei miei confronti, un modo per dirmi “grazie”.

Sito band: https://www.glistart.com/