Belle emozioni ieri 13 luglio 2025 allo Stadio Euganeo di Padova, al concerto della albionica Vergine di Ferro, al “mezzo” secolo Iron Maiden. Ottima l’apertura degli svedesi Avatar, vuoi per la preparazione tecnica e teatrale del frontman, nonché per la varietà stilistica dei brani seppur di matrice death metal melodico presentati, vuoi perché il suddetto si è saputo spendere nel presentare band e brani in un ottimo italiano. Gli Iron Maiden stanno invece festeggiando, con questo tour, il cinquantennale della loro attività. Contrariamente a quanto ci si può aspettare, in questa unica data del “Run for your lives” tour, hanno eseguito brani che vanno dagli esordi con Paul Di Anno e Clive Burr, fino all’album Fear of the Dark, dei primi anni novanta del secolo scorso, per due ore abbondanti.

Come anche da altre parti, purtroppo non posso esimermi anch’io dal fuoco di fila per la scelta, forse più umana che tecnica, di sostituire Nicko McBrain con Simon Dawson, conosciuto finora per aver suonato con i British Lion, progetto parallelo di Steve Harris. Purtroppo le osservazioni che si possono fare, a freddo, ma evidenti anche durante il concerto, non sono solo stilistiche: giustamente un nuovo batterista ha il suo modo di suonare, però si sono evidenziate a mio parere anche mancanze tecniche e forse una eccessiva reinterpretazione di alcuni passaggi. Del resto dei membri della storica band, Eddy compreso, si può solo sottolineare e confermare il mantenimento di uno standard, scenico e tecnico, di alto livello; di quelli di chi ha passato la vita sui palchi, via via di tutto il mondo. Ci si aspetta questo da una band storica e di fama mondiale e le aspettative sono state oltremodo rispettate.

La scenografia, oramai tutta impostata su maxischermi e sui cambi d’abito di Bruce Dickinson, è stata stupefacente sbaragliando tutte le aspettative, o almeno le mie che non mi ero premunito di andare sul web a cercare video o foto dei concerti precedenti. Favolose e tecnicamente perfette le animazioni digitali che scorrevano a commento di Hallowed by the name, The Rime of the ancient mariner, Aces high, Fear of the dark o Powerslave, con dettagli strabilianti per Wasted years. E così avvenne che mentre la prima volta che li vidi non c’era Bruce, adesso non c’è stato Nicko; speriamo che la terza volta sia quella giusta perché, dopo il concerto di ieri, non può non esserci un domani per la Vergine di Ferro.