Ozzy Osbourne muore a 76 anni

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C’è una foto recente di Ozzy insieme agli altri Black Sabbath seduti intorno ad un tavolo, proprio qualche giorno prima del concerto che li ha riuniti. Una foto che ha colpito molto chi sta scrivendo questo articolo. Quattro persone che hanno fatto della musica, prima la loro passione, e poi il loro lavoro e che hanno reso “iconici” determinati elementi ormai tradizionali del Metal. In quelle foto erano persone con i loro problemi di salute e alla fine di una grande carriere musicale. I Black Sabbath sono stati i padri di un genere che almeno fino agli anni 90 si è tramandato di generazione e in generazione. E se Bowie ha trasmesso la sua eredità musicale con il suo ultimo disco, Ozzy lo ha fatto cantando seduto su una poltrona regale nel suo concerto d’addio. E chi pensava che quella reunion riguardasse solo il vile denaro (considerando anche il concerto di pacificazione dei Gallagher degli stessi giorni), si è sbagliato, c’era molto altro. Ozzy ci ha lasciato e lo ha fatto nel modo migliore, a 76 anni, cantando per l’ultima volta sul palco, insieme alla sua band, glorificato da tanti artisti, anche semplici spettatori come Brian May. Il padre dell’heavy metal ha avuto nell’ultimo periodo tanti problemi di salute. Nel 2020 ha rivelato di avere il morbo di Parkinson, poi problemi al collo e alla schiena per un grave incidente nel 2003. Nonostante tutto Ozzy ha sempre mostrato una notevole resilienza e un forte desiderio di fare musica. E’ stato anche protagonista di un reality con la sua famiglia molto apprezzato dal pubblico. La sua morte di oggi rende ancora più commovente la sua performance a Birmingham. Se va uno degli ultimi paladini del rock, un genere che ora appare meno innovativo sia da un punto di vista stilistico che immaginifico. Paranoid è la bibbia di chi si approccia al Metal e la Bibbia di un genere oscuro e ribello e Ozzy ha incarnato molto bene questo ruolo.