In viaggio con gli Inti-Illimani: a novembre tour con Giulio Wilson e i fratelli Coulon

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Un’altra avventura, incroci e incontri, storie che si intrecciano ancora una volta per crearne di nuove: è lo spettacolo “In viaggio con gli Inti-Illimani. Uno spettacolo di storie e canzoni”, con protagonisti i fratelli Jorge e Marcelo Coulon dello storico gruppo cileno, il cantautore fiorentino Giulio Wilson e lo scrittore Federico Bonadonna.

Un percorso di memoria e futuro, di musica e racconto, che attraversa l’Italia e riaccende le emozioni di una storia lunga sessant’anni. La tournée partirà il 5 novembre dal TEN (Teatro Eliseo Nuoro) di Nuoro, proseguendo il 7 novembre al Teatro Celebrazioni di Bologna, il 9 novembre al Teatro Politeama di Genova e, sempre il 9 novembre, al Teatro Social di Piangipane (RA) con un doppio spettacolo alle 18:30 e alle 21:30. Il 10 novembre lo spettacolo sarà al Teatro Manzoni di Milano, il 15 novembre al Teatro della Città di Cascina, il 16 novembre all’Auditorium San Francesco al Prato di Perugia, il 17 novembre al Teatro Olimpico di Roma, il 21 novembre al Teatro Alessandrino di Alessandria e il 22 novembre al Teatro Astoria di Fiorano Modenese (MO). I biglietti sono disponibili in prevendita su www.internationalmusic.it, www.ticketone.it, www.vivaticket.com e nei punti vendita autorizzati. “In viaggio con gli Inti-Illimani” è un cammino teatrale e musicale che simula un treno immaginario capace di collegare idealmente l’Italia al Cile, attraversando città reali e simboliche come Firenze, Roma, Bucarest e Berlino. Su questo treno salgono amici, testimoni, compagni di viaggio. A bordo, Giulio Wilson e Federico Bonadonna incontrano Jorge e Marcelo Coulon, fondatori e memoria vivente degli Inti-Illimani, gruppo che ha segnato la storia della musica latinoamericana e della lotta civile, nato nel 1967 nelle aule dell’università cilena insieme a Horacio Durán, José Seves, José Miguel, Horacio Salinas e Max Berrù. Gli stessi che, dopo il golpe militare dell’11 settembre 1973, giunsero in Italia per un esilio che sarebbe durato quindici anni, portando con sé la musica come forma di resistenza.