Sentito omaggio alla compositrice ed attrice Abbey Lincoln (vero nome Anna Marie Wooldridge), nota anche per essere stata portavoce dei diritti civili durante gli anni ’60: nel 1956 apparve nella commedia musicale Gangster cerca moglie (The Girl Can’t Help It), con un abito che Marilyn Monroe aveva indossato nel film Gli uomini preferiscono le bionde ed interpretò la canzone principale insieme a Benny Carter. Sono brevi cenni biografici, così da farci entrare nel personaggio e farci capire anche l’importanza sul fronte musicale: davanti a cotanta icona, come poteva la vocalist pugliese Lisa Manosperti porsi se non con un profondo senso di rispetto? Ogni singola canzone di Uncaged Bird (prodotto da lei e l’inossidabile Maurizio Bizzochetti) appare ammantato di semplicità, ben suonato e con la voce in primo piano, come se fosse uno strumento: Massimo Stano al Mast Rec Studio di Bari ha perciò fatto un egregio missaggio, cogliendo in pieno la peculiarità narrativa di Lisa Manosperti ed esaltandola. I compagni di viaggio in questo cd sono Roberto Ottaviano ai sassofoni, Umberto Petrin al pianoforte, Silvia Bolognesi al contrabbasso e Cristiano Calcagnile alla batteria: li troviamo sorridenti all’interno del deluxe cd della Dodicilune Dischi, ma anche nel teaser video che vi invito a vedere, canticchiando The Music is the Magic. Indubbiamente questa è una delle perle del progetto discografico, ma trovo assai divertente You Gotta Pay the Band con un megafono che ci chiama raccolta, così come faceva Abbey Lincoln in uno dei suoi tanti momenti di ribellione sociale, creando una partecipazione collettiva, controllata da un nucleo esagerato di polizia schierata! Ma non pensate che questo disco sia un mero omaggio, perché firmati da Abbey Lincoln con altri artisti (Mal Waldron e Charlie Haden) ci sono due brani (Straight Ahaed e First Song), mentre gli altri nove brani solo tutti usciti dalla creatività di questa interessante artista americana, sulla quale Lisa Manosperti ha dichiarato .. Quando ho ascoltato per la prima volta il trittico ”Prayer, Protest, Peace” interpretato da Abbey Lincoln nella suite di Max Roach “We Insist! Freedom Now Suite” ho pianto. In quelle grida, quei sospiri, quella rabbia, c’e molto più di una voce o di una interprete .. Parole scolpite nella pietra, a cui fa eco Luigi Onori .. Lisa Manosperti ha deciso di non “rifare” la Lincoln ma di rileggerla e interpretarla con nuovi arrangiamenti in una felice e personale scelta antologica che va dal 1959 al ‘98, privilegiando il maturo decennio dei ’90 della produzione francese Polygram/Verve sotto l’egida di Jean-Philippe Allard .. Chiudo nel consigliarvi il disco e vi faccio notare che Uncaged Bird si chiude con il brano Caged Bird: per uno strano connubio sincronico, qualche giorno dopo l’uscita del disco della Manosperti, è apparso sul mercato asiatico un dramma cinematografico cinese dal titolo Caged Bird …
Tracklist di questo disco: Should’ve been 6:24, Straight ahead 5:13, The music is the magic 5:27, And it’s supposed to be love 6:23, Bird alone 5:56, The world is falling down 2:14, Let up 4:57, Trow it away 5:18, You gotta pay the band 2:30, First song 8:11, Caged bird 4:14.
Lisa Manosperti – Uncaged bird (Dodicilune Dischi Ed572)
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