Prosegue con intensità ed emozione il tour “Dove lo sguardo si perde”, che celebra i cinquant’anni di carriera di Mimmo Locasciulli, cantautore, musicista e medico, figura tra le più coerenti e raffinate della musica d’autore italiana. Una lunga avventura artistica iniziata nel 1975, che oggi trova compimento in una serie di concerti pensati come un viaggio nella memoria, nella bellezza e nella complessità dell’esperienza umana, attraverso le sue canzoni più significative.

Il tour ha preso il via con grande successo a maggio dal Teatro Comunale Verdi di Salerno, per poi proseguire in varie città italiane, tra cui Marsala, Lonate Ceppino, Pescara e Lettomanoppello. Una delle tappe più attese sarà il concerto del 25 settembre al Teatro Polivalente San Carlo di Padova, mentre la chiusura ufficiale avverrà il 18 dicembre nella prestigiosa Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone a Roma, per un evento speciale che vedrà la partecipazione di artisti e amici che hanno attraversato il percorso umano e musicale di Locasciulli. A sottolineare il valore di questa lunga carriera è arrivato anche il Premio Tenco 2024 alla carriera, consegnato lo scorso 18 ottobre sul palco del Teatro Ariston di Sanremo. Nella motivazione si riconosce in Mimmo Locasciulli una voce che ha saputo raccontare mezzo secolo della nostra storia con delicatezza, profondità e un pensiero musicale sempre rigoroso e poetico. Un testimone prezioso della canzone d’autore italiana, capace di unire tradizione e innovazione, sentimento e impegno.
Il cuore di questo anniversario è rappresentato dall’album “Dove lo sguardo si perde”, pubblicato per l’etichetta HOBO e distribuito da ADA/Warner Music Italy, coprodotto con il figlio Matteo Locasciulli. Si tratta di una raccolta di dodici brani tratti dal repertorio dell’artista, riorchestrati per pianoforte, contrabbasso e quartetto d’archi, a cui si aggiunge il brano inedito “L’amore dov’è”, che chiude anche l’album in una versione intima ed emozionante, eseguita con il Quartetto Pessoa. Una canzone che funge da filo conduttore di tutto il lavoro, in cui l’amore, nelle sue molteplici forme e contraddizioni, diventa chiave di lettura del vissuto, della memoria e del desiderio.

In occasione della consegna del Premio Tenco, Locasciulli ha eseguito “L’amore dov’è” con gli “strumenti del mare”, realizzati da detenuti del carcere di Opera con il legno delle barche dei migranti naufragate nel Mediterraneo, un gesto simbolico e potente che unisce arte, giustizia e memoria. Il videoclip ufficiale del brano, pubblicato sul canale YouTube dell’artista, è firmato da Max Berio per la produzione Melunera, con la fotografia di Sergio Defeudis, e restituisce in immagini l’intensità di una riflessione artistica che non smette di interrogarsi sul senso dell’esistenza e del tempo. Mimmo Locasciulli racconta che “lo sguardo si perde dove lo porta la mente, ma con il visto del cuore”, ed è proprio questa commistione di razionalità e sentimento, pensiero e poesia, che attraversa il suo cammino. Le sue canzoni sono fotografie, alcune nitide, altre sfocate, ma sempre capaci di restituire la verità delle emozioni vissute e donate. Cinquant’anni dopo quel primo disco pubblicato dal Folkstudio, l’augurio di non “rimanere là” si è pienamente avverato. Locasciulli ha continuato a camminare, a cercare, a raccontare. E oggi quel percorso si fa sentiero condiviso con il pubblico, in un tour che è molto più di una celebrazione: è un atto di gratitudine verso la musica, la vita e chi, in questi anni, ha scelto di accompagnarlo.