L’avvocato pianista Baudo ed il suo legame con la musica

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Una carriera vasta e variegata, segnata anche da leggende metropolitane che lui stesso (durante interviste televisive) ha smentito o confermato. Ma c’è un episodio che mi sembra sintomatico del suo stile di vita e della caparbietà che ha messo in ogni sua attività: la sera prima della discussione di laurea, era sul palco (a Chiaramonte Gulfi, Ragusa) per presentare il concorso di bellezza Miss Sicilia ed è ripartito all’alba dopo aver ottenuto un passaggio su un camioncino ed arrivando all’ Università di Catania appena in tempo. Sempre dal piccolo schermo nel 2006 raccontò del suo amore per la musica .. Amavo suonare, ma preferito lo swing, il jazz, la musica americana e i grandi classici italiani e ogni volta che mi esercitavo a fare Mozart e Chopin finivo per pensare a Gershwin. ho sempre amato il pianoforte … Con l’aiuto economico dei genitori, al Conservatorio si diploma in pianoforte classico con specializzazione per la direzione d’orchestra ed inizia la sua carriera professionale suonando nei complessi locali. Altre notizie sulla sua carriera globale, leggendo l’articolo Addio a Pippo Baudo, l’amato conduttore che ha lanciato Sanremo, perché è giusto conoscere il suo ruolo nell’importante kermesse canora. Quando viene ammaliato dalla televisione, la sua notorietà decolla e si diletta nel comporre una 80ina di brani (raramente ad interpretarli), spaziando dai 45 giri alle sigle, dai musicarelli alla musica classica, facendo così l’allora moglie Katia Ricciarelli, sopranno all’epoca di fama internazionale.

Quando ho trasmesso dalla sede di Firenze per Rai Stereo Uno, un funzionario (mentre visitavo gli studi) mi disse che i primi passi come conduttore tv Baudo li aveva fatti proprio in questa sede, ma sembra che anche questa sia una leggenda metropolitana. Ma la più clamorosa è legata alla fortunata trasmissione Settevoci (poi copiata e clonata i tanti programmi similari, visto che i cantanti dovevano riconoscere canzoni di altri dal semplice ascolto di poche note): la bobina con la puntata del telefilm Le avventure di Rin Tin Tin non perviene in tempo per essere trasmessa il 6 Febbraio e questo fatto costringe la Rai a trasmettere la puntata pilota di Settevoci, che era stata registrata a Milano e poi giudicata «intrasmissibile» dai vertici dell’azienda. Però si tratta di una fake news, perché i due programmi andavano in onda in giorno diversi e quindi uno non poteva surrogare l’altro: ma la leggenda metropolitana rafforza il valore e la notorietà di Settevoci, quiz decisamente innovativo negli anni 1966/1970.

Come talent scout le sue intuizioni sono assai note e vanno da Eros Ramazzotti a Giorgia, da Andrea Bocelli a Laura Pausini, da Lorella Cuccarini a Heather Parisi: quando si emozionava per un giovane artista e ne intuiva il potenziale, non lo suggeriva, ma (stando a quello che hanno più volte dichiarato i suoi collaboratori) lo perorava, arrivando ad imporlo.. ma sembra con il garbo che gli era consono! Ad esempio per la sigla di chiusura di Domenica In 1978 , chiese ai Matia Bazar un brano nuovo e loro gli proposero lo scanzonato Mister Mandarino, di cui sono autori Aldo Stellita come testo e la coppia Piero Cassano / Carlo Marrale per la musica. Come ben sanno i collezionisti di rarità musicale, di questo 45 giri esistono diverse copertine per il mercato italiano, ma anche una cantata in spagnolo.

Come autore ricordo che ha composto Donna Rosa (1968), cantata da Nino Ferrer e Nino Taranto, La quadriglia (1965) cantata da Sacha Distel, Una domenica così (1967) cantata da Gianni Morandi, W le donne (1968), cantata da Nino Manfredi. Come interprete ha inciso un solo disco, Gingì, nel 1970 ed è molto interessante i suoi cameo nei musicarelli, come Il suo nome è Donna Rosa (con Albano e Romina Power) e Zum Zum Zum, dove il figlio di Peppino De Filippo è interpretato da Walter Brugiolo che nel 1967, all’età di 5 anni, partecipò allo Zecchino D’Oro con la canzone Popoff, uno dei brani che noi bambini cantavamo a squarciagola mentre andavamo a scuola …