Pippo Baudo: l’addio commosso da parte delle star della musica italiana

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È un addio lungo e struggente quello che l’Italia sta dando a Pippo Baudo, scomparso sabato 17 agosto all’età di 89 anni. Il saluto si è svolto in questi giorni al Teatro delle Vittorie di Roma, dove tra lunedì 18 e martedì 19 agosto è stata allestita la camera ardente. Più di 10 mila persone si sono messe in fila, silenziose e commosse, per rendere omaggio a quello che è stato molto più di un conduttore: un vero monumento della televisione italiana. Il luogo scelto non è stato casuale. Il Teatro delle Vittorie, storica sede di molti dei suoi programmi Rai di maggior successo, ha accolto volti noti dello spettacolo, esponenti istituzionali e tantissima gente comune, accorsa da ogni parte d’Italia per portare un fiore, un saluto, un ricordo.

Pippo Baudo al Teatro Sistina

Tra i presenti si sono visti volti che hanno fatto la storia della televisione e della musica insieme a Baudo. C’erano Katia Ricciarelli e Mara Venier, abbracciate alla figlia di Pippo, Tiziana, in un dolore che è sembrato familiare a tutti. Poi Carlo Conti, Gianni Morandi, Fiorello, Laura Pausini, Giorgia, Eros Ramazzotti, Paola Cortellesi con il marito Riccardo Milani, Lino Banfi, Giucas Casella, Massimo Lopez, Alessandro Greco, l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, il direttore generale della Rai, Roberto Sergio e tutti i consiglieri di amministrazione della Rai (oltre ai vari direttori ed ex direttori, come l’ex direttore di Rai 2, Massimo Liofredi) e ancora tanti altri amici, artisti e colleghi. Le immagini della carriera di Baudo scorrevano all’ingresso del teatro, e sembravano quasi contrappuntare i ricordi sussurrati a bassa voce tra i presenti: Sanremo, Fantastico, Novecento, Domenica In. Programmi che non erano solo televisione, ma cultura popolare. Profondamente commosso Rosario Fiorello, che si è trattenuto a lungo in raccoglimento con la moglie accanto al feretro. “Qualunque cosa sia stata detta su Pippo e qualunque cosa possa dirvi io, lui è sempre un po’ di più. Non c’è un aggettivo che basti a descriverlo. Ha tracciato un solco enorme che tutti noi abbiamo seguito. Ha insegnato a tutti noi, bastava guardarlo lavorare. A volte mi chiedo oggi chi insegnerà ai giovani a fare la tv.” Ha anche lanciato un’idea simbolica: “Ho sentito che vorrebbero fargli una statua a Sanremo, ma dovrebbero farla davanti a viale Mazzini, al posto del cavallo della Rai”. Poi, con ironia e amarezza insieme, Fiorello ha aggiunto: “Ieri sera riguardavo Papaveri e papere. Mi ero quasi dimenticato com’era la televisione di una volta. Oggi non puoi più fare un monologo di 15 minuti o una sigla da cinque: ti direbbero che sei pazzo. Ma sai che c’è? Chi se ne frega. Non vorrei che si perdesse quello che ci ha insegnato”. Nel suo lungo ricordo, Fiorello ha sottolineato anche l’orgoglio di essere conterraneo di Baudo: “Per noi siciliani è sempre stato un vanto. Lo seguivamo anche su Antenna Sicilia, al Festival della canzone siciliana, dove faceva il 100% di share. In privato scherzavamo in dialetto: lui mi diceva ‘non dobbiamo mai dimenticare le nostre radici’ e io rispondevo ‘hai ragione… suca’, e lui rideva: ‘forte!’”.

Pippo Baudo con l’ex direttore Rai Massimo Liofredi

Amadeus, all’uscita dalla camera ardente, ha parlato della difficoltà di fare oggi una televisione che abbia lo stesso respiro di quella di Baudo. “È difficile fare oggi la televisione di una volta. Non è detto che non si possa provare, ma è difficile. Parlando di Fiorello, secondo me è l’unico nome oggi che può fare il grande varietà Rai.” Parole che indicano quanto la figura di Baudo resti un punto di riferimento inarrivabile. Tra i tanti omaggi, anche quelli di chi a Baudo deve l’inizio di una carriera. Laura Pausini ha scritto sui social: “Per ogni volta che mi hai sorriso, mi hai dato un consiglio e mi hai cambiato la vita. Grazie, Pippo”. Jovanotti ha voluto ricordarlo con parole piene di affetto: “Ti ho voluto tanto bene e me ne hai voluto tu, e io lo sentivo e mi riempiva di gioia. Conoscerti e lavorare con te è stato fantastico. Sei stato un gigante dello spettacolo, un uomo splendido, colto, generoso, divertente e appassionato. Nessuno come te c’è mai stato e nessuno ci sarà mai più”. Anche Claudio Baglioni ha sottolineato quanto l’assenza di Baudo sia un vuoto difficile da colmare: “Ci ha scoperto tutti e tutti, senza di lui, siamo più scoperti. Era tante cose, molte di più delle tante che ha fatto. SuperPippo. Davvero il più grande”. Tantissimi anche gli omaggi istituzionali. All’interno del Teatro delle Vittorie spiccavano le corone della Presidenza del Consiglio, della Camera e del Senato, accanto a quelle della Rai, della Regione Lazio e del Comune di Roma. L’amministratore delegato della Rai, il ministro della Cultura e il vicepremier Tajani hanno tutti presenziato in segno di gratitudine e rispetto. La Rai stessa ha annunciato che valuterà di intitolare proprio il Teatro delle Vittorie alla sua memoria, mentre il Teatro Sistina ha deciso di intitolargli la sua poltrona storica in prima fila. Una perdita incolmabile quella del mondo dello spettacolo con la scomparsa di Pippo Baudo. “Pippo era un grande “amico” del Sistina: nel 2013, subito dopo l’insediamento, Piparo lo volle protagonista del suo primo cartellone con “Sistina Story”, un grande omaggio alla grande tradizione del tempio del varietà e della rivista musicale in cui Pippo –accanto ad Enrico Montesano- fece da ineguagliabile narratore”, si legge in una nota della direzione del Teatro, “Il suo saper spaziare dalla musica colta al pop, attraversando tutti i generi musicali esistenti, la sua competenza, la sua ineguagliabile esperienza, la sua sterminata cultura, sono stati per tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di lavorarci insieme, linfa a cui attingere per una crescita artistica oltre che umana. Non servono altre parole per raccontare la sua grandezza e la sua importanza, se non rilevare l’altrettanto enorme vuoto che adesso lascerà. Quella poltrona in prima fila centrale che sempre era riservata per lui al Sistina gli sarà intitolata in suo ricordo perché Pippo sarà sempre lì seduto ad applaudire e argutamente commentare. Ciao Pippo”.

Claudio Baglioni e Pippo Baudo

Mercoledì 20 agosto, Baudo tornerà nella sua amata Sicilia. I funerali si terranno alle ore 16, a Militello Val di Catania, suo paese natale, nella Chiesa di Santa Maria della Stella. II funerali si potranno seguire in diretta televisiva su Rai 1, con uno speciale a cura del Tg1. Inoltre, per chi andrà a Militello ci saranno dei maxi schermi per seguire la cerimonia. “In occasione delle esequie di Pippo Baudo, la Regione, d’intesa con Trenitalia, ha voluto garantire un servizio di trasporto adeguato per consentire, a quanti vorranno, di partecipare in modo ordinato e sicuro. È un sentito e doveroso atto di rispetto verso un grande figlio della nostra terra: il compianto presentatore ha rappresentato un patrimonio unico per la Sicilia e per l’Italia intera”: lo dice l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Alessandro Aricò, commentando il potenziamento dei collegamenti in autobus (la linea ferroviaria è attualmente chiusa per lavori). Sarà un ultimo abbraccio alla terra che gli ha dato le origini, e da cui ha saputo partire per diventare uno dei simboli più grandi della televisione italiana. Un uomo che ha insegnato a tutti a fare spettacolo con intelligenza, rigore e, soprattutto, umanità.