Baro Prog “Prog-Jet IV: Aionverse” (Andromeda Relix, 2025)

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Alberto Molesini, mente creativa e organizzativa del progetto Baro Prog, prosegue nel suo viaggio di esplorazione musicale che da oltre quattro decenni lo spinge ad essere, oltre che un attento ascoltatore, anche un musicista capace di dare forma alle sue tante idee, sempre legato al panorama del rock progressivo e dintorni. Questa volta Alberto ha alzato nettamente l’asticella, rispetto ai due pur ottimi precedenti album “Lucillo & Giada/Topic Wurlenio” (2019), sorta di raccolta con materiale scritto nel passato e poi (ri)elaborato per questa pubblicazione e il successivo “Utopie” (2021), sviluppato quasi interamente con materiale inedito. “Aionverse”, su Andromeda Relix con distribuzione MaRaCash Records, è infatti una vera e propria opera rock che affronta, con un atteggiamento letterario direi dal fare antico, il tema della famiglia, come nido del presente, del futuro e dell’infinito, inteso come immortalità dell’anima. Un autentico viaggio, dove non mancano i punti di contatto con temi religiosi cattolici, elaborati con otto brani, alcuni semplici appunti altri sorta di mini suite, sempre ricche di melodie a stacchi, dove tastiere e violini la fanno da padrone. Citando gli Yes come punto di riferimento primario non credo di offendere il buon Molesini, ma vorrei anche portare a galla sensazioni di Ayreon, Spocks’ Beard, Neal Morse, Moon Safari e i nostri PFM e New Trolls, soprattutto nell’approccio delle voci, spesso corali e in generale tutti quei gruppi che abbracciano il prog con inserti rock e un’idea melodica ampia.

Gli ospiti sono tanti, soprattutto i cantanti che devono alternarsi per interpretare i vari personaggi della narrazione, insieme al titolare Alberto. E cito solo Jacopo Meille (Tygers Of Pan Tang, Sainted Sinners), Andrea Vilardo (Blind Golem) e Heather Findlay (ex Mostly Autumn), per evitare una lunga lista che sarebbe preziosa, vista il loro valore, ma onestamente noiosa, tuttavia trovate tutti gli ospiti nell’immagine del retro cd, posizionata in fondo alla recensione. Naturalmente, come prog vuole, i brani più significativi sono quelli lunghi, dove si sviluppano trame ardite, ricche di parti strumentali, che trovano tutte un’idea comune, pur affrontando con modalità diversa, come dimostrano “Flow Of Life”, “Biz.R World”, “Mom And D(e)ad” e “Crossing Pathways pts d e f  g”, il brano dove forse l’album raggiunge i massimi vertici di espressività, sia per le costruzioni armoniche, che per gli incastri ritmici, con il tutto ben amalgamato ad ispirate parti vocali. Accompagnato da un esauriente libretto, con testi, note e foto di tutti i musicisti che hanno contribuito all’opera, “IV Aionverse” è l’ennesima conferma di quanta musica di qualità, ispirata e suonata in modo eccellente ci sia nei cunicoli sotterranei, lontani dalle vetrine del mainstream e del finto business a cui tutti si affacciano, impedendo al vero talento di farsi strada. Se amate il prog rock classico questo è l’album che dovete ascoltare, con la certezza che non durerà una stagione, perché è musica destinata a superare gli ostacoli del tempo.

Alberto Molesini: bassista, cantante e compositore dei Baro Prog