La tradizione popolare dice che “sotto la neve pane, sotto la pioggia fame“: è un antico proverbio contadino che esprime la saggezza popolare riguardo agli effetti delle diverse precipitazioni atmosferiche sulle colture. Ma cosa volevano dire i nostri nonni in sostanza, quando lo citavano? La neve era vista come benefica per i raccolti, mentre la pioggia, poteva essere dannosa. Il videoclip del brano Sotto la neve il fuoco è per iLuf qualcosa di più e quel grido Grazie che mi hai creato, grazie che mi hai cresciuto ha il potere di crearti un groppo alla bocca dello stomaco e ti domandi se per caso ti è spuntata stanotte l‘ernia iatale di cui tanto si parla: non è quello che la voce di Dario Canossi ti sta raccontando, perché il brano è una preghiera (laica e al contempo profondamente religiosa), ammantata di un pathos che solo il banjo sa dipingere, magari proprio mentre stai riflettendo gustandoti un sigaro. Ma che bello quel video e che emozione leggere quei commenti ed un disco come Jüsto25 non poteva che iniziare così: il lupo che gironzala libero non è solo simbolo di libertà, ma anche (e soprattutto) di un quarto di secolo di militanza per questa band camuna che invita a vivere la vita in una sorte di carpe diem popolare e condito da lunghi pensieri, contro tutte le globalizzazioni forzate e tutti I padroni del mondo, guidati da quell’unico Dio che è il denaro, nato da ragionamenti speculativi. Il nuovo disco rafforza quello che I loro adesivi propongono come motto e quindi la frase Chi ha testa non ha bisogno di un capo, deve essere subito vietata e con editto mondiale: non vorremo infatti che i giovani possano capire che il tempo che stanno vivendo è drammatico, storicamente pericoloso e già si sente qualcuno che inneggia all’uomo forte, come unica soluzione per lenire le bruciature che abbiamo sul corpo. A chi si fa abbindolare da questa bieca propaganda da supermercato, suggerisco lidocaina (per le ferite) e tanta cultura, possibilmente vissuta con la lettura di bei libri, ma soprattutto con alcuni ritornelli del progetto iLuf, veramente per andare verso un altro altrove: non perderete così la Trebisonda o l’orientamento, guarderete sempre avanti e vi farà ridere ripensare a quando eravate disorientati, smarriti ed avete creduto al cantante di turno o a quella pubblicità che vi prometteva tutto bello e subito. La vita è fatica (mentale e fisica) e tutto può cambiare se avrete la fortuna di incontrare qualcuno di positivo, magari quella signora dai lunghi pensieri che iLuf raccontano: la sua storia è nella parte finale di questo bel disco ed al sottoscritto non resta che prendere il fazzoletto e non vergognarsi nell’asciugare quelle lacrime che stazionano da tanti minuti, ma non sgorgano come un fiume in piena, ma in modo slow, pacato, costante. Tracklist di questo disco: Sotto la neve il fuoco 3:34, Vecchio lupo 3:34, Il canto delle manere 3:56, Dove sarai sarò 3:56, Ballata per Vik 4:32, Fiore amore disertore 4:13, Le tapine del caser de toc 3:58, Vento 4:45, Verso un altro altrove 3:54, Sotto il Ponte del Diavolo 3:37, Ave Maria migrante 3:58, Africa 4:57, Sic sac de soc sec 3:28, Pihini 2:46, Vivi la vita ballando 3:08, Signora dai lunghi pensieri 4:02, Trebisonda 2:55.
E’ ovvio che Jüsto25 sia concepito come un momento di riflessione, riprendendo brani del loro repertorio (più o meno lontano) di puro combat folk rock: ma è qualcosa di più, perché Dario Canossi non solo ci invita ad andare in montagna per ritrovare serenità (magari avvolti da un silenzio assordante), ma anche a vivere la battaglia quotidiana in una città, ma sempre pensando (come è successo a lui) di amare la Valcamonica e poi accettare la proposta di fare per quattro anni l’Assessore a Monticello Brianza.
iLuf – Jüsto25 (PerSpartitoPreso PSP018)
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