Il 30 Marzo l’album è stato recensito dal nostro Silvio Mancinelli, attento a tutte le novità che girano per il mondo discografico italiano: il disco Canto Conte è arrivato nella cinquina finale della categoria Migliore Album di Interprete per le Targhe Tenco 2025, contendendosi la vittoria con Ginevra Di Marco, Giulia Pratelli & Luca Guidi, Mia Martini ed Ornella Vanoni … perciò mi sento di dire mica pizza e fichi e quindi non è un risultato che tutti possono conquistare. Per questo ho chiesto allo Studio Alfa di Roma (che ne cura la promozione stampa) di farmi arrivare una copia, perché voglio dire la mia su questo progetto, anche a distanza di mesi dalla sua uscita. Devo premettere che artisticamente seguo questa cantautrice sin da tempi non sospetti ed infatti molte volte sulle emittenti che mandano in onda il mio format Il Re del Gancio, potete ascoltare le mie lodi con in soffondo un suo brano vecchissimo: si tratta di Piuma, tratto dal vecchio cd Femminile Singolare, dove mille ossimori (celati e non) la fanno diventare una perla preziosa di un femminile così singolare da essere normale e popolare. Tra I suoi esordi e la sua attuale maturità artistica, ecco il progetto dedicato alle canzoni di Paolo Conte, in cui Pilar è in veste di interprete in complicità con il direttore d’orchestra e arrangiatore Angelo Valori. Come ha ben scritto Silvio Mancinelli, l’album è ricolmo di interpretazioni che portano alla luce il canto sottotraccia dell’universo contiano lasciandone intatto il mistero, sostenute ed esaltate dagli arrangiamenti di Valori e del suono degli archi della Medit Orchestra. Sono d’accordo, ma mi sembra si debba considerare questo una pagina di una carriera che deve ancora deve essere apprezzata ulteriormente, nonostante Pilar sia una passionale amante dei frutti di stagione, dei boschi, della borgogna e delle parole che la rincorrono: sul palco è sempre con un filo di perle, mentre in questo Canto Conte in copertina gioca a fare la cantante snob francese anni’60, a metà tra Françoise Hardy e Sylvie Vartan, ma con un look che avrebbe soddisfatto i fans di Dalida e/o Brigitte Bardot, compresa la sigaretta tra le dita. Il richiamo alla Francia (che per prima accolse Paolo Conte) è forte e lampante, quasi iconografico: l’interpretazione di Ilaria Pilar Patassini dei suoi brani è pieno, con alcune tonalità portate al livello della voce femminile ed il risultato è perciò apprezzabile, anche se gli altri 200 colleghi (che hanno votato per le Targhe Tenco) non l’hanno premiata totalmente, pur facendole raggiungere un ragguardevole traguardo. Ribadito che in Canto Conte sono coinvolti Angela Valori & Medit Orchestra, con Manuel Trabucco clarinetto e sassofono, Danilo Di Paolonicola fisarmonica ed Alessandro d’Alessandro organetto è lo special guest, invito I fans dell’avvocato astigiano a prestare orecchio a questi riusciti remake di una (per loro) sconosciuta artista. 
Tracklist di questo disco: Alle prese con una verde milonga, Come di, Un vecchio errore, Gli impermeabili Dancing, Dal loggione, Madeleine, Architetture lontane, Spassiunatamente, Una giornata al male, Reveries, Messico e nuvole, Snob, Azzurro, Elisir, Via con me, Come mi vuoi, Il maestro.
Ilaria Pilar Patassini – Canto Conte ( Parco della Musica Records MPR189CD)
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