Addio ad Alfredo Saitto, anima colta e visionaria della musica italiana

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E’ venuto a mancare venerdì 29 agosto Alfredo Saitto, figura cardine della cultura musicale italiana, giornalista, autore, saggista, consulente e organizzatore instancabile di eventi. Un uomo curioso, colto, brillante, ironico. Un grande professionista e, per chi ha avuto il privilegio di conoscerlo da vicino. Si trovava a Palermo, dove si era trasferito per curarsi per alcuni problemi di cuore.

Nato a Roma il 19 settembre 1950, figlio del direttore d’orchestra Aldo Saitto, Alfredo ha saputo costruire un percorso straordinario, attraversando con eleganza e competenza oltre cinquant’anni di storia musicale, radiofonica e televisiva del nostro Paese. Appassionato cultore dei Beatles – di cui era tra i massimi esperti italiani – ha iniziato la sua carriera come critico musicale negli anni ’70, collaborando con riviste come Super Sound, Nuovo Sound, Best, Rockstar e la prima edizione italiana di Rolling Stone. Il suo talento lo ha portato presto ai vertici della RCA Italiana, dove è stato Direttore del Dipartimento Internazionale dal 1976 al 1985, lavorando con grandi nomi della scena musicale mondiale. È stato il produttore di compilation storiche come Bowie Rare e di dischi di artisti come Lou Reed, Mike Francis, Rettore, Grazia Di Michele, Sergio Caputo. Ma non solo: ha curato progetti per la TV – tra cui Serata Pop, Sanremo Segreto, Viaggio al centro della musica – ed è stato autore di programmi per Rai, TMC, SuperChannel. Con Videomusic e il portale PassMusic ha anticipato il linguaggio dei media musicali digitali. È stato anche un punto di riferimento per l’editoria musicale, firmando saggi come Punkerie, Lou Reed. Il rock in maschera, Meglio Soul, Music Video, Annie & Dave. Tra le sue pubblicazione da ricordare il libro “Yesterday – 1965. La canzone perfetta” (Donzelli), dedicato alla nota canzone dei Beatles. Ha lavorato a Roma, a Londra, nei grandi palcoscenici della cultura, ma non ha mai perso la leggerezza e la passione. Alfredo univa rigore e fantasia, profondità e ironia. Negli ultimi anni aveva continuato a ideare e promuovere eventi, mostre, rassegne, concerti jazz, spettacoli multimediali. Amava insegnare, trasmettere alle nuove generazioni il valore della musica come linguaggio e come mestiere, collaborando con università e istituzioni. Se ne va un protagonista silenzioso ma fondamentale della cultura pop italiana. Una mente libera, una voce competente, una figura poliedrica che ha lasciato il segno senza mai volerlo ostentare.