Dal 25 settembre nelle sale del Triveneto e dal 2 ottobre al cinema in tutta Italia “Le città di pianura” di Francesco Sossai, presentato in concorso a Cannes, un road movie alcolico con Pierpaolo Capovilla (Il Teatro degli Orrori) e le musiche di Krano.

Carlobianchi (Sergio Romano) e Doriano (Pierpaolo Capovilla), due spiantati cinquantenni, hanno un’ossessione: andare a bere l’ultimo bicchiere. Una notte, vagando in macchina da un bar all’altro, si imbattono per caso in Giulio (Filippo Scotti), un timido studente di architettura: l’incontro con questi due improbabili mentori trasformerà profondamente Giulio nel suo modo di vedere il mondo e l’amore, e di immaginare il futuro. Un road movie nella sterminata pianura veneta che viaggia alla velocità con cui si smaltisce una sbronza. “Unica possibile parafrasi italiana di Shakespeare a colazione, Le città di pianura è un road movie imbevuto di alcool, di ribellismo e di una malinconia che non cede mai al disfattismo e al nichilismo. Sossai mescola la commedia all’italiana con Jarmusch e Kaurismaki, e traccia una mappa geografica, antropologica e psicologica di un territorio tanto fisico (la provincia veneta) quanto interiore, per raccontare la voglia testarda e sventata di vivere una vita di cui sfuggono sempre segreti e significato“. (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI).
Il cantautore psichedelico veneto Marco Spigariol in arte Krano ha composto la colonna sonora originale del film “Le città di pianura” prodotto da Vivo film con Rai Cinema in coproduzione con Maze Pictures, da cui è stato estratto il brano singolo “Ti”. La pellicola, presentata in concorso a Cannes 2025 (sezione Un Certain Regard), è stata acclamata come un piccolo gioiellino dalla stampa internazionale e racconta una storia ambientata nel Veneto “profondo”, un road-movie che attraversa un territorio in grande trasformazione interpretato da Filippo Scotti – esordiente in “È stata la mano di Dio” di Sorrentino – Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla (Il Teatro degli Orrori), Andrea Pennacchi (il “Pojana” nella parte del Genio) e Roberto Citran (il Cavalier Fadiga).

La colonna sonora del film composta da Krano – in uscita per Maple Death Records il prossimo autunno – prosegue il suo personalissimo viaggio da outsider totale, ma al contempo figura di riferimento per l’underground europeo. Una colonna sonora che unisce la desolazione del Piave e la nebbia della laguna con il folk stralunato e rarefatto che ha da sempre contraddistinto l’autore. Nel 2016 il suo lost-album “Requiescat In Plavem”, piccolo capolavoro country-psichedelico, un canzoniere veneziano per il Piave avvolto nel mistero e nella meraviglia, aveva portato Krano alla ribalta della stampa specializzata internazionale con articoli su NPR, passaggi su BBC6 e sui migliori media specializzati italiani. Nel 2022 “Lentius Profundius Suavius“, un’incredibile raccolta di canzoni che parlano di perdita, solitudine, morte, oscurità (Profundius) e di dolcezza, devozione e amicizia (Suavius), aveva proseguito la sua narrazione con un twang trascinante, un’americana elettrica e cosmica, un honky-tonk mistico, un gotico noir e un rock’n’roll spirituale e fuzzeggiante.
Così il regista Francesco Sossai risponde alla domanda sul ruolo che hanno il suono, la musica di Krano e il paesaggio sonoro nel film: “C’è un rumore costante di fondo in Veneto, che sembra esserci sempre come una bassa frequenza che risuona nella nostra testa: quello del motore a scoppio, dello spostamento delle merci. Automobili, camion, motociclette, aerei: il paesaggio sonoro nel quale viviamo è scandito da questa cacofonia costante di suoni più o meno indistinti. Nel film ho ricreato questa sensazione di transito costante, alla quale fa da contrappunto la colonna sonora di Krano: straziante e spensierato, Krano racconta il Veneto cantando in dialetto ma con un suono che si rifà alla grande tradizione folk americana degli anni ‘70. Mi piaceva la contrapposizione tra questi due aspetti: la cacofonia del traffico e la leggerezza delle melodie di Krano“.
