Renato Zero festeggia 75 anni con L’OraZero in uscita il 3 ottobre, in tour dal 24 gennaio

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Renato Zero compie oggi 75 anni e presenta il suo nuovo album di inediti “L’OraZero” in uscita il 3 ottobre al Teatro Brancaccio di Roma in una serata speciale con vari ospiti che hanno partecipato al disco, da Stefano Di Battista a Mariella Nava, dal 24 gennaio L’OraZero in tour nei palasport.

Domenica 28 settembre al Teatro Brancaccio di Roma insieme al suo pubblico di amici e affezionati fan abbiamo ascoltato in anteprimaL’OraZero“, in uscita il 3 ottobre per Tattica e anticipato dal singolo “Senza. Tra gli autori che hanno collaborato ai 19 brani del disco ci sono Alterisio Paoletti (in ben 12 brani), Maurizio Fabrizio e Adriano Pennino (2), Mariella Nava, Lorenzo Vizzini, Phil Palmer e Numa Palmer (1). Queste le nostre impressioni della serata, non è una “recensione” del disco perché un solo ascolto non è sufficiente per avere un giudizio completo ma solo parziale, forse 19 brani sono troppi, comunque almeno 5 brani ci hanno convinto.

1. ASPETTANDO L’ALBA: lento voce e piano con archi apre il progetto tratteggiando un percorso di vita fatto di sfide e sogni difficili, con la musica sempre presente come alleata e fedele compagna.

2. LASCIATI AMARE: brano mid tempo con archi che arriva diretto come invito a liberarsi da paure, giudizi e convenzioni per riscoprire la pace e la libertà interiore. Zero parla dell’Ungheria dove hanno registrato il disco come “il paese più musicale d’Europa”. Ognuno di noi ha una guerra da combattere dentro di sé, a parte le 54 guerre dichiarate che ci sono nel mondo, alla fine il principale nemico siamo noi stessi, la paura oggi è legittima e la prova anche lui, siamo prigionieri di forze al di fuori di noi che non possiamo controllare. Ci auspichiamo la fine del razzismo se non delle religioni, la risposta è sempre l’amore.

3. PIÙ MUSICA: brano mid tempo dove c’è tutto il senso di estraneità e disillusione verso un mondo dominato da violenza e mancanza di valori, dove la musica si eleva a forza vitale capace di guarire, creare comunità e restituire speranza. Se non si soffre non si sta lavorando bene. Scritto con la collaborazione di Phil Palmer e Numa Palmer.

4. VOGLIO REGALARTI UN AVVENIRE: intro elettronico atipico percussivo con cori, uno dei pezzi più rock del disco, dove immagina un futuro luminoso, costruito con passione, lealtà e rispetto, che spinga a credere di nuovo nelle nostre possibilità, mentre intorno a noi “bivaccano i Trump e i vari signori della guerra”.

5. RIFUGIO: una “Cercami” minore che non ce l’ha fatta, il significato profondo racchiuso in questa canzone ruota intorno al bisogno di protezione, accoglienza e rinascita attraverso l’altro.

6. TI MERITI DI PIÙ: la definisce “una frase vigliacca e crudele”, è un appello urgente ai giovani: un invito a non cedere alla rassegnazione, a non lasciarsi ingannare da false promesse e a riconoscere il proprio valore, perché il futuro appartiene a loro, un brano molto movimentato con archi e batteria che scorre piacevolmente, il primo dei due brani scritti con Adriano Pennino.

7. TEMPO: “chi ha tempo non aspetti tempo”, musicalmente ricorda molto “A Wonderful World” di Zucchero, è un inno alla cosa più preziosa che abbiamo. Offre una riflessione esistenziale sul valore del tempo come risorsa preziosa e irripetibile: un’esortazione a non sprecare i giorni, a viverli con intensità, equilibrio e consapevolezza. Nel brano c’è anche un bel solo di sax di Stefano Di Battista. Al termine saluta gli amici del Piper in sala, tra cui c’è anche Mita Medici, e fa un inno alla “nullatenenza” di allora.

Renato Zero (foto Roberto Rocco)

8. SE T’INNAMORERAI: per rintrodurlo dice che “da innamorati si corrono dei rischi, anche restando passivi”, è il solito brano lento con archi. L’amore si fa forza rigeneratrice e rivoluzionaria: una benedizione rivolta a chi si apre al sentimento, il primo dei due brani scritti con Maurizio Fabrizio.

9. SU PER GIÙ: intro blues rock alla Ivan Graziani, tra le più insolite del disco, il secondo brano scritto con Pennino, è un po’ la nuova “Sesso o esse”, una presa di posizione contro i vuoti e le distorsioni dei rapporti affettivi contemporanei. Saluta i “backing vocals” che hanno fatto i cori del disco seduti in platea, tra cui riconosciamo Riccardo Rinaudo.

10. L’ANIMA CANTA: mid tempo con qualche bell’assolo di chitarra elettrica, è una dichiarazione di resistenza interiore e di vitalità creativa, il secondo brano scritto con Maurizio Fabrizio.

11. SENZA: singolo di lancio uscito il 12 settembre, con intro elettronico, scritta con Alterisio Paoletti, lo smarrimento collettivo e personale diventa voglia di riscatto e incoraggiamento a ritrovare voce e speranza. “Senza” è l’essenza, la ricchezza patrimoniale è un falso obiettivo.

12. VORREI PIACERTI: gli piace andare in giro, ascoltare la gente, parla di Gigi Proietti, Lucio Dalla, Gabriella Ferri a cui ha pensato quando ha scritto questo brano (ha sentito il suo riverbero che gli ha ricordato quando lei scappava dal marito e lui con Seva andavano a cercarla), musicalmente è un tango, scritto con Alterisio Paoletti, celebra la vulnerabilità e la sincerità in amore, raccontandolo come bisogno di riconoscimento e come sfida quotidiana.

13. RIPRENDIAMOCI IL MONDO: “se il mondo non avesse confini sarebbe magnifico“, dice che bisogna rivalutare il cambiamento, incita a rialzarsi e costruire insieme un futuro migliore, senza malinconia né rassegnazione.

14. NEL REGNO DEL SOGNO: “riserviamoci uno spazio al sogno che di incubi ne viviamo già abbastanza“, sognare diventa un atto di resistenza e di rinascita.

15. ASCOLTATI: bell’intro di atmosfera, una delle migliori del disco, è un canto di autoconsapevolezza ma anche di rinnovamento collettivo, un monito a guardarsi dentro, riconoscere i propri limiti e valori e affrontare il mondo con coraggio, senza la paura di vivere davvero.

16. IL BATTITO DEL MONDO: scritta da Lorenzo Vizzini, un giovane autore che gli è stato presentato da Mario Lavezzi, intreccia memoria personale e memoria collettiva, raccontando un amore intenso dentro un mondo duro e ferito. Un’ode alla vita come meraviglia inesauribile.

Giorgia Surina, Alterisio Paoletti, Mariella Nava, Stefano Di Battista, Nicky Nicolai, Renato Zero, Adriano Pennino

Ringrazia tutti i musicisti tra cui Alterisio Paoletti (che ha scritto 13 brani), Stefano Di Battista, Mariella Nava, Adriano Pennino, Danilo Madonia (ha mandato una lettera), Gabriele Maier (costumista e sarto teatrale), il parrucchiere Roberto D’Antonio, il fotografo Roberto Rocco, arriva sul palco anche Nicky Nicolai che canta “E se domani” a cappella, davvero brava e coraggiosa (l’unica a cantare dal vivo durante la serata).

17. ANCORA NUOVI GIORNI: testo di Zero, con la musica di Mariella Nava, molto bella, celebra la capacità di rinnovarsi e l’attesa fiduciosa di un futuro più poetico.

18. CHE SIA AMORE: parte lento piano e voce, poi diventa un midtempo, il solito brano in cui trova spazio una riflessione sull’amore come forza viva e bene prezioso da nutrire, proteggere e rinnovare continuamente. Renato confessa l’imbarazzo di lasciare il palco ogni volta prima che i brani comincino senza cantare, poi chiede 1 minuto di silenzio per i bambini morti in guerra.

19. PACE: brano messianico con organi da chiesa dove si parla di una colomba bianca, il disco si chiude con una dichiarazione chiara e accorata: in un mondo travolto da odio e conflitti, un invito a ritrovare umanità, opponendo alla violenza la forza della tenerezza.

Al termine della serata ricorda di quando scrisse “Il cielo” a Ventotene a soli 17 anni, e subito dopo si sentì improvvisamente vecchio e stanco. Quel giovane Renato ora non c’è più, lui dice “lasciatelo stare, ma se non ci fosse stato quel Renato oggi non ci sarebbe questo Zero”. Se c’è qualcosa che si rimprovera è l’eccesso di puntualità, ha anticipato troppo i tempi, già dal primo disco “No, mamma no!” (1973) fino a “Zerovskij” il suo orologio era sempre avanti, la gente lo guardava strano quando cantava di pedofilia nel 1974 (“Qualcuno mi renda l’anima“) o del pericolo di “Contagio” nel 1982 (molto prima del Covid). Forse la sua “colpa” è quella di essersi considerato “vecchio” troppo presto, quando aveva solo 40 anni. Mariella Nava con “Spalle al muro” lo ha riportato al successo di pubblico e di critica dopo un periodo buio (nel 1991 dopo Sanremo si voleva ritirare dalle scene) ma allo stesso tempo lo ha “condannato” ad una precoce arteriosclerosi. Renato dopo “Voyeur” (forse il suo disco più coraggioso e sperimentale del 1989) ha smesso di guardare avanti (almeno musicalmente) ed è tornato al classico con gli archi di Renato Serio, prima “Ave Maria” nel ’93 e poi soprattutto “I migliori anni della nostra vita” nel ’95 hanno fatto il resto spalancando le porte al grande pubblico e al successo che dura ancora oggi che ha 75 anni, e non si può certo più pretendere che faccia ancora la rivoluzione, Renato ha già dato. Tanti auguri Zero!

L’ORAZERO IN TOUR

IL CALENDARIO:

24 GENNAIO – ROMA – PALAZZO DELLO SPORT
25 GENNAIO – ROMA – PALAZZO DELLO SPORT
28 GENNAIO – ROMA – PALAZZO DELLO SPORT
29 GENNAIO – ROMA – PALAZZO DELLO SPORT
31 GENNAIO – ROMA – PALAZZO DELLO SPORT
1 FEBBRAIO – ROMA – PALAZZO DELLO SPORT
11 FEBBRAIO – FIRENZE – NELSON MANDELA FORUM
12 FEBBRAIO – FIRENZE – NELSON MANDELA FORUM
14 FEBBRAIO – FIRENZE – NELSON MANDELA FORUM
15 FEBBRAIO – FIRENZE – NELSON MANDELA FORUM
7 MARZO – TORINO – INALPI ARENA
8 MARZO – TORINO – INALPI ARENA
11 MARZO – MANTOVA – PALAUNICAL
13 MARZO – MANTOVA – PALAUNICAL
18 MARZO – CONEGLIANO – PREALPI SAN BIAGIO ARENA
20 MARZO – CONEGLIANO – PREALPI SAN BIAGIO ARENA
24 MARZO – BOLOGNA – UNIPOL ARENA
28 MARZO – PESARO – VITRIFRIGO ARENA
4 APRILE – EBOLI – PALASELE
8 APRILE – BARI – PALAFLORIO
9 APRILE – BARI – PALAFLORIO
15 APRILE – MESSINA – PALARESCIFINA
16 APRILE – MESSINA – PALARESCIFINA

Biglietti disponibili dal 18 settembre su: renatozero.com e vivaticket.com.