Il chitarrista-compositore (berlinese ma bolognese d’adozione) con il contrabbassista Andrea Lamacchia e il featuring del celebre clarinettista Gabriele Mirabassi. In oltre 45 minuti, Homenagem ao Brasil si dimostra un progetto che dovete avere, basato su quattro brani originali e sei arrangiamenti di autori brasiliani (Guinga, Jean Charnaux, Tom Jobim e Yamandu Costa): questo incontro tra musica brasiliana, jazz e musica classica moderna ha indubbiamente un forte carattere cameristico e si avvicina (come ha dichiarato lo stesso Matthias Hopf) ad alcuni grandi compositori classici come Ravel, Mahler, Debussy, Schoenberg e financo Chopin. Per produrlo, si sono affidati all’udinese Artesuono Studio, con Stefano Amerio dietro il mixer. Il gancio che hanno creato tra il grande paese sudamericano e la vecchia Europa è certamente musicale, ma a tratti diventa culturale, come ci dice Matthias Hopf .. Il fascino del Brasile per me è dovuto alla strana combinazione di melodie e armonie europee dal sapore spesso malinconico con l’elemento ritmico vitale della musica africana, una apparente contraddizione .. Il pregio indubbio del disco è la palpabile emozione che i tre musicisti hanno messo nelle composizioni originali, emozione che diventa pathos nei remake: come si fa a non commuoversi con un brano come Luiza, scritta nel 1981 da Antonio Carlos “Tom” Jobim? Il livello del brano, mi sembra il climax dell’intera produzione, al pari della iniziale Canto esquecido, dedicato a Guinga: mi sembra che proprio il 75enne Carlos Althier de Souza Lemos Escobar (in arte Guinga) sia una delle fonti di ispirazione di Homenagem ao Brasil, perché a lui (in un ruolo tra il nocchiero ed il ricercatore) si convogliano i mille aromi di questo disco, perché così tanti sono i sapori che si possono gustare nella musica brasiliana, partendo dalla tradizione delle religioni afro-baiane per arrivare alla bossa nova! Ancora una volta affidiamoci alle parole di Matthias Hopf .. Il fascino che la musica brasiliana ha sempre avuto, mi ha portato a scrivere questo Homenagem ao Brasil, progetto inconsueto per un compositore di musica classica contemporanea. L’essenza di questo incontro è in gran parte una storia di violenza e ingiustizia: penso agli africani deportati dagli europei come schiavi per sfruttare le terre rubate alla popolazione indigena del Sud America colonizzato. Ma la musica brasiliana è proprio una prova del fatto che anche dalle circostanze peggiori possano nascere espressioni artistiche di grande bellezza .. Parole di nuovo (e con vigore) enfatizzano il valore cultural/sociale del disco, oltre all’indubbia sua valenza musicale.
Tracklist di questo disco: Canto esquecido 4:33, Choro pro Helio 3:57, Menino Sonhador 4:32, Cine Baronesa 6:21, Samba de Orfeo 5:03, Luiza 4:44, Celeste 4:10, Senhorinha 3:39, Valsa melanconica 4:01, Elodie 5:27.
Matthias Hopf – Homenagem ao Brasil (Dodicilune Dischi Ed563)
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