La giovane interprete de “L’amore si vede” si racconta a Musicalnews
21 anni appena e alle spalle, fresco di pubblicazione, un singolo luminoso come il suo sorriso, che in soli tre minuti trasuda quasi un secolo di cultura musicale. Quei tre minuti ci hanno incuriosite al punto che abbiamo deciso di andarla a trovare nel chiassoso salotto della sua casa a Cisterna di Latina.

Chi è NAGE?
Nage, nella vita di tutti i giorni, è una ragazza solare, creativa e piena di idee. Ama mettersi in gioco e affrontare nuove sfide con entusiasmo. La mia passione per la vita, in tutte le sue sfumature, penso sia la fonte di ispirazione che alimenta ogni mio progetto. Attraverso la musica provo a trasmettere emozioni vere e a coinvolgere chi mi ascolta: capita di frequente che si crei un legame profondo con il pubblico. Ciò che conta veramente è arrivare dove le parole non bastano, lasciare un segno anche se piccolo, nel cuore di chi ascolta.
Qual è il tuo primo ricordo legato alla musica?
Il mio primo ricordo è di quando ero piccolissima. Riesco ancora a sentire mia madre che suonava musica classica con il suo pianoforte verticale, e io l’ascoltavo sdraiata sul pavimento, con lo sguardo verso il soffitto, completamente persa tra le sonate di Beethoven e i notturni di Chopin.
Che generi preferisci e quali sono gli artisti che più ti hanno influenzata?
Non ho un genere particolarmente preferito: credo che ogni stile abbia qualcosa da offrire, un po’ come ogni artista. Che si tratti di soul, di pop, di jazz o di rock, ogni genere, così come ogni buon brano, esprime qualcosa di diverso: può accarezzare l’anima o scuoterti fino nel profondo. È questa la magia della Musica.
Scegli tre dischi soltanto da portare con te su un’isola deserta, assumendo che l’isola deserta sia dotata di un buon impianto stereo!
Beh… Se dovessi portare con me solo tre dischi, almeno un paio sarebbero inevitabilmente legati a quelle melodie che mi hanno accompagnata fin da quando ero nel grembo di mia madre. Non potrei lasciare le sonate di Mozart né la Carmen di Bizet. L’altro disco che porterei sarebbe probabilmente di Ella Fitzgerald, perché ogni volta che l’ascolto mi sembra sempre la prima volta.
Il singolo con cui hai appena esordito, “L’amore si vede”, è una bossa nova d’autore che interpreti con un piglio jazz che denota una grande padronanza del registro espressivo e una direzione artistica precisa, piuttosto lontana da ciò che il pop mainstream italiano sta esprimendo. Pensi che si possa arrivare al grande pubblico anche senza adeguarsi alle mode del momento (e senza auto-tune)?
Assolutamente sì. La moda può influenzare i gusti del momento, ma quando ci capita di ascoltare gli intramontabili cantautori della musica italiana, per esempio, è come se il cuore tornasse a casa. La musica che resiste nel tempo è quella che parla direttamente alla nostra parte più profonda, quella che non ha bisogno di seguirne le tendenze per “piacere all’universo”. Non ho nulla contro l’auto-tune: è che credo che ci sia una forza nella voce, una verità che riesce a comunicare qualcosa di straordinariamente intimo e reale, proprio come facevano i grandi del passato.
Domanda extra-musicale: hai vinto un concorso e a 21 anni appena compiuti entri come insegnante di ruolo nella scuola secondaria. Sarai probabilmente la più giovane insegnante d’Italia! Che effetto ti fa?
È una grande soddisfazione, ma anche una responsabilità che sento molto. È un traguardo sorprendente, ma non è qualcosa che è arrivato per caso: ho lavorato tanto per arrivare a questo punto. Mi piace pensare di poter essere un esempio vivente di come la scuola, l’impegno e il sapersi mettere in gioco possa davvero fare la differenza. Nonostante la mia giovane età, sono consapevole di quanto sia importante il mio ruolo e sto facendo del mio meglio per avere un approccio fresco e motivante per i ragazzi. È una grande opportunità, e sono pronta ad affrontarla con tutta me stessa.
Un’ultima curiosità: puoi raccontarci da cosa deriva il tuo pseudonimo e perché lo hai scelto?
Il mio pseudonimo Nage, pronunciato “Neig”, è qualcosa di molto speciale per me: l’ho composto prendendo la lettera iniziale del mio nome e quella dei miei fratelli in ordine di nascita. Siamo molto legati e mi piace l’idea di portarli con me in ogni mio passo, come una sorta di filo invisibile che ci tiene uniti, anche se saranno sempre presenti in ogni mio progetto con il loro supporto, così come i miei genitori.

Mentre ci salutiamo, mi viene in mente di non averle fatto la classica domanda sui sogni nel cassetto. Poco male, perché credo di conoscere la risposta: tanti e tutti bellissimi.
NAGE su YouTube:
“L’amore si vede” (Emanuele Martorelli – Alessandro Hellmann – ed. Maremosso 2025)
“Storie di ieri” (Marco Chindamo – Alessandro Hellmann – ed. Maremosso 2025)