Sabato 18 Ottobre ero uno dei relatori e mi sono trovato dalle 18 alle 19,30 (nel bel Caffè Letterario di Via Fanfulla) a parlare della storia delle fanzine, partendo dalla loro nascita sancita nel 1930. Con l’aiuto di uno schermo, abbiamo proiettato una decina di immagini che costellavano i vari passaggi del mio navigare all’interno della galassia fanzine: ho fatto vedere alcune tesi universitarie che hanno raccontato (nell’ultimo quarto di secolo) come il movimento delle fanzine si sia evoluto anche in Italia. Molta la curiosità che si è creata, diverse le domande giunte dal pubblico .. ma prima devo spiegarvi il contesto in cui eravamo inseriti…
FanzOff infatti è un settore del più vasto Festival della Fotografia Etica, evento dedicato al fotogiornalismo che nasce nel 2010 con l’intento di focalizzare l’attenzione del grande pubblico su contenuti di rilevanza etica, avvicinandolo a tematiche sociali. Anche questa 16a edizione ha proposto un ricco programma di mostre di fotoreporter internazionali dedicate ai grandi temi della nostra contemporaneità. E ancora talk d’autore, workshop, videoproiezioni, visite guidate, presentazioni di libri, laboratori creativi per bambini, progetti per studenti e famiglie e tante altre iniziative. Oltre 20 mostre fotografiche distribuite nei luoghi più suggestivi della città: palazzi storici, piazze, giardini, chiostri… ed il Caffè Letterario era uno di questi! 

Proiettare le copertine delle fanzine punk Sniffin’ Glue e Maximum RockNRoll, ha fatto emozionare il pubblico: raccontare che grazie alla mia fanzine Solid Rock ho avuto la possibilità di trasmettere due anni a Rai Radio Uno (nel mio 1986/87 si chiamava Rai Stereo Uno), non solo parlando dei Dire Straits ma anche di tutte le altre che esistevano, è stato storicamente importante! Tanta gloria dunque per la nostra associazione (fondata davanti ad un notaio nel Luglio di 29 anni fa) che riprende il titolo di quella mia esperienza radiofonica ossia Ululati dall’Underground, Fan Club and Fanzine Meeting of Italy. Ancora più simpatia è arrivata dal mostrare la cartina dell’Italia ripiena di nomi delle fanzine punk degli anni 70&80, lavoro certosino di Paolo Palmacci meglio conosciuto come Paul Shiva. Ho poi accennato ad una forma di creatività nata dalle fanzine che è la mail art o arte postale!

Davanti a me e Roberto Menardo con Francesco Bondioli (i coordinatori della rassegna FanzOff) qualcuno però si è meravigliato di come il nostro narrare delle fanzine non era perfettamente in sintonia con gli interventi che mi hanno preceduto (o seguito nella mattina della Domenica 19 Ottobre): eravamo noi fuor contesto o gli altri? Io ho solo raccontato la mia esperienza in un movimento che (come detto) ha quasi 100 anni e quindi ho utilizzato ganci storici per legarlo alla società e le tesi universitarie non hanno fatto che puntellarlo: il problema era forse che le altre conferenze usavano il termine fanzine per parlare di altri tipi di pubblicazioni che hanno la loro dignità e di cui gli autori devono essere orgogliosi. Ma quelle non sono fanzine se sono stampate in tipografia, su carta chic, con foto bellissime e propongono (tanto per fare un esempio) un reportage fotografico, una mostra di quadri, poesie miscelate ad elaborati grafici. Va trovato un altro nome per definirle, ma fanzine non rende l’idea di cosa siano…
Fanzine (e non) a Lodi per la rassegna FanzOff
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