
Abbiamo incontrato Ava (vero nome Laura Avallone) e abbiamo parlato un po’ del suo singolo e del futuro e perché mai si definisce un un mostro affamato di beat, moombahton e afro trap che infuocano le dance hall ..
Qual è il genere musicale principale o la fusione di generi che caratterizza “Vida Lenta Vida Loca”, e in che modo si differenzia dai suoi lavori precedenti?
Diciamo che “Vida Lenta Vida Loca” rimane nell’ambito dell’Urban Pop ma con forti sfumature latine, nel caso specifico direi che c’è un pizzico di bossa nova, ma giusto un pizzico e non sono nuova a questi ritmi, diciamo che sono molto ispirata da tutto ciò che è Sud Americano, anche se mi piace variare molto.
Quale dualismo o messaggio intendi trasmettere attraverso il contrasto presente nel titolo, tra la “Vida Lenta” e la “Vida Loca”? E’ una sorta di gioco di parole scherzoso, come se a un certo punto la vida folle abbandonasse la velocità e i luoghi affollati per rivelarsi in contesti più “lenti” e privati, con piccoli atti rivoluzionari come non andare a lavoro un giorno per ritagliarsi un pò di spazio per sé stessi, o rimanere in ciabatte sul divano mentre il resto del mondo va a 200 all’ora.
C’è un artista che in qualche modo ha influenzato il sound che ha una sapore un pochino elettronico e latino? In realtà no perché di solito gli artisti sono molto “mono genere” nel senso che o sono dichiaratamente latin o dichiaratamente elettronici. A me piace fare mischioni di cose quando scrivo e produco, poi quello che esce esce e se piace bene, se non piace bene lo stesso! Quale pensi che sia la reazione dei fan a questo singolo? Spero positiva… Chi mi segue e mi conosce sa che mi piace passare da un genere all’altro senza grosse motivazioni. Quali sono i progetti dopo l’ uscita del disco? Mi auguro di trovare una label e abbandonare la totale indipendenza per finire il prossimo disco che è già mezzo pronto! Qualcuno mi vuole? Ah ah ah ah ah ah ..