Fra gli artisti più autentici della scena giovanile, il rapper conquista nuovo pubblico con il nuovo album ed un tour a metà fra opera teatrale e rap. Sabato 25 ottobre in scena a Napoli.

Si è sempre distinto fra i colleghi sin dagli esordi e dalla affermazione ad X-Factor. Il linguaggio dirompente, schietto e diretto, mai violento e volgare, ne fanno oggi una vera mosca bianca di una canzone d’autore autorevole e moderna, fra rap e canzone. Anastasio ha fatto parte del mainstream, ha inciso per la Sony, non si è adeguato al commerciale, ha continuato a cantare e a raccontare come sa e come sente. Non ha nulla a che vedere con colleghi usa & getta proposti dall’industria. Pubblica dischi con onestà di ispirazione, mai a comando. Ha saputo stare in disparte quando le major hanno dimostrato di non voler appoggiare il suo modo di fare musica libera. Ha valutato poi la proposta di una label piccola, puramente indie ma storica come la Woodworm Label e si è affidato ad un management napoletano che da sempre studia, con occhio attento, i talenti campani (Full Heads/AreaLive).

L’album Le macchine non possono pregare sta riconquistando pubblico gradualmente, grazie ai concerti, ad un passaparola autentico. E’ lo stesso pubblico ad aver apprezzato la sua sincerità nel vedersi costretto ad annullare di recente, le date di Bari e Perugia per mancanza di biglietti venduti. Senza inventarsi storie o scuse o millantare finti sold out. Lo stesso apprezzamento che ha avuto Salmo nei suoi confronti, invitandolo come ospite, al proprio concerto al PalaSele di Eboli. Le altre date sono un successo e lo è anche questa di Napoli, con ormai pochissimi biglietti disponibili al Teatro Bolivar. Con lui sul palco, l’attore Giacomo Lliu, e la sua band composta da Marco Lancs Lanciotti alla batteria e Gregorio Calculli alla chitarra e tastiere. Federico Cicinelli è l’indispensabile partner con cui ha lavorato alla scrittura dello spettacolo.

Vinile e cd di Le Macchine non possono pregare

Marco Anastasio in scena, denuncia con coraggio la tecnologia invasiva che deforma la realtà del vissuto, le interviste pilotate, il rapporto travisato fra artista e pubblico. La coerenza nuda e cruda nel dover dar conto di ogni parola, di ogni cantato e gesta sul palco, innanzitutto agli occhi dell’artista stesso ed alla propria coscienza. Tutta la luce della verità, la grinta e il rigore di un artista, sul palco dell’LMNPP Tour.