Il silenzio dopo la nota: addio a Peppe Vessicchio, anima gentile di Sanremo

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Addio al maestro Peppe Vessicchio, figura iconica nel panorama musicale italiano. Nato a Napoli il 17 Marzo 1956 e impegnato per decenni come direttore d’orchestra, arrangiatore e volto della televisione, Vessicchio si è spento Sabato 8 Novembre 2025 a Roma, all’età di 69 anni, a causa delle complicazioni di una polmonite interstiziale.

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Fin dai suoi esordi, Vessicchio ha portato la sua sensibilità musicale fuori dalle righe: figlio di un impiegato nell’ambito dell’amianto a Bagnoli, Napoli, ha vissuto un’infanzia segnata dal tema della salute e della consapevolezza – lui stesso ha raccontato di aver giocato con materiali pericolosi e di aver visto amici e parenti colpiti da malattie legate al contesto in cui era cresciuto. La sua affermazione artistica arriva tra gli anni ’80 e ’90, soprattutto grazie all’attività come arrangiatore per tanti artisti e come direttore d’orchestra al Festival di Sanremo, dove ha partecipato per decenni contribuendo a dare un volto riconoscibile alle edizioni della kermesse. Tra i suoi punti di forza: unire tradizione e sperimentazione, saper stare sia sul palco che dietro le quinte, e avere una presenza che ha conquistato generazioni. Negli ultimi anni alcune vicende hanno attirato l’attenzione mediatica attorno al maestro. Vessicchio aveva denunciato un contenzioso con la RAI per i diritti di utilizzo di musiche da lui composte e prodotte, dichiarando che l’azienda di Stato gli aveva “bloccato” diverse richieste di collaborazione a causa della disputa. Nell’agosto del 2023, il tribunale di Roma gli aveva poi dato ragione: la sentenza stabilì che la RAI doveva riconoscere i diritti di utilizzazione delle sue composizioni per alcuni programmi televisivi, definendo la decisione “storica per il futuro della tutela degli artisti”. Sul piano personale, il maestro aveva più volte raccontato il suo legame profondo con Napoli, la durezza dell’infanzia trascorsa in una zona segnata dal rischio ambientale e sanitario, e come quelle esperienze lo avessero formato sia come uomo che come artista.

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Beppe Vessicchio con Luciano Cannito

Uno degli ultimi progetti in cui il maestro era coinvolto vedrà la luce come testimonianza della sua instancabile passione: un progetto di collaborazione col cantautore Ron intitolato “Ecco che incontro l’anima”, tour teatrale che avrebbe preso il via nel marzo 2026. In tale occasione, Vessicchio avrebbe curato gli arrangiamenti e diretto l’orchestra, mentre Ron avrebbe fornito voce e presenza scenica: un incontro tra due figure significative della musica d’autore italiana. “Se ne è andato un fratello”, ha dichiarato commosso Ron, “In un momento importante per lui e per me: c’eravamo rivisti quasi un anno fa al Paladozza di Bologna e, nel silenzio di un camerino, c’eravamo guardati negli occhi e poi…una gran risata. ‘E se facessimo una tournée insieme? Che ne dici?’, rispose immediatamente di sì. Questo progetto si stava realizzando e, il prossimo marzo, avremmo iniziato la nostra avventura, i concerti con orchestra, stavamo lavorando già agli arrangiamenti delle canzoni: lo stava facendo anche in questi giorni in ospedale, ci sentivamo e parlavamo di musica. Abbiamo condiviso tantissimi momenti dove la musica, appunto, era tutto per entrambi. Mi sono fidato di lui sempre! Sapeva parlare e comporre con una grande sapienza. C’è una canzone che ho scritto, si chiama “L ‘uomo delle stelle“, lui l’amava tanto da condividerla con me sul palco dell’Ariston al Festival di Sanremo. A lui vorrei dedicarla in questo momento”.

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Beppe Vessicchio al 65o Festival di Castrocaro

Profondo il cordoglio espresso dai musicisti e dagli esponenti del mondo dello spettacolo. “Per alcuni anni”, ha dichiarato Carlo Conti all’agenzia ANSA, “ho avuto il privilegio di condividere con lui anche le scelte musicali per lo Zecchino d’Oro e ho avuto l’occasione di apprezzare da vicino la grande competenza. Dobbiamo essere grati per il suo importante contributo alla musica italiana ed al successo di tanti artisti”. La perdita di Vessicchio lascia un vuoto nel mondo della musica e dello spettacolo: non solo per le sue direzioni d’orchestra al Festival di Sanremo, ma per l’umiltà, la passione e la capacità di parlare a tutti – dal grande pubblico agli addetti ai lavori. Le sue apparizioni erano spesso accompagnate da un sorriso discreto, quella barba bianca che lo rendeva immediatamente riconoscibile, e da quell’annuncio al microfono «Dirige l’orchestra il maestro Peppe Vessicchio», che per molti è un rito, entrato in casa degli italiani con grande familiarità. Grazie maestro Peppe Vessicchio, uomo che ha fatto della musica uno strumento di bellezza, testimonianza e cultura. Nel ricordo restano le note, la bacchetta che si alzava, i sorrisi, e soprattutto quel modo di rendere ogni concerto un momento speciale. Fiorella Mannoia ha scritto che “il nostro applauso va a te amico mio. Vola leggero, cosí come hai vissuto”. Fiorella Mannoia saluta così il maestro Peppe Vessicchio, scomparso oggi a Roma”. Cordoglio espresso anche da artisti come Massimo Ranieri, Francesco Renga, Stash dei The Kolors, Elio e le storie tese, Samuele Bersani, il maestro Enrico Melozzi, Emma, Alessandra Amoroso, Jalisse, Stefano De Martino, ma anche dal mondo politico come il presidente della commissione cultura della Camera dei deputati, Federico Mollicone, e da Roberto Fico (M5S).