Jovanotti torna al centro della scena musicale con un progetto che unisce nuove canzoni, un viaggio globale e un tour in Italia che culminerà al Circo Massimo di Roma. Un percorso artistico e umano che si snoda in più direzioni, ma che ha un’unica radice: il desiderio di cambiare prospettiva, di non restare fermo, di riportare la musica al suo luogo più naturale, quello dell’incontro.

Il cuore del ritorno di Lorenzo Cherubini è l’album “Niuiorcherubini”, in uscita il 20 novembre. È un disco nato quasi per caso, come spesso accade quando la creatività trova il contesto giusto: tredici brani inediti registrati dal vivo in una sessione intensa e spontanea a New York, dentro uno studio dal sapore anni settanta. “Mi sono chiuso in una bolla a New York con mia moglie e mia figlia, in uno studio dal sapore anni ’70”, ha raccontato l’artista in occasione della conferenza stampa che si è tenuta al Teatro della Cometa di Roma, “Al terzo giorno ho capito che stava nascendo un disco”. È un lavoro che respira libertà, che rifiuta le logiche troppo rigide di un mercato discografico in continua accelerazione. “Quello che mi interessa è sfuggire dalle cose programmate. Voglio essere libero all’interno di un mercato rapidissimo”, afferma Jovanotti. Nell’era dello streaming, secondo lui, la musica vive e muore con una rapidità che può diventare una trappola: “Un pezzo arriva al numero uno e un attimo dopo è già passato. Siamo assuefatti dalla velocità e le cose invecchiano all’istante”. L’artista affronta questa realtà a modo suo, con una dichiarazione quasi programmatica: “Il disco sarà un grande successo anche se lo ascolteranno solo in cinque persone”.

Mentre l’album prende vita, Jovanotti presenta anche “L’arca di Loré”, un progetto colossale che unisce viaggio, musica, scoperta e partecipazione. La prima parte si svolgerà a livello internazionale, toccando realtà dove la sua musica non aveva ancora varcato i confini: sarà un giro che lo porterà in Australia (Brisbane e Adelaide), in Africa (Kinshasa, Congo), e poi in Europa (Pula in Croazia, Monaco in Germania, Eisenstadt /Vienna in Austria, Barcellona in Spagna, Montreux in Svizzera, Vaduz in Liechtenstein) per poi ritornare in Italia. “Andremo a suonare ovunque, anche dove non siamo mai stati e nessuno sa chi sono. Per dimostrare che i confini sono solo dentro la testa e nelle culture”, racconta Jovanotti. È un viaggio che coincide con un momento personale significativo: l’artista compirà sessant’anni nel 2026 e questo percorso diventa anche un modo per guardare avanti. “Non si tratta tanto di scegliere cosa salvare dei miei sessant’anni, ma di decidere cosa portare di me nel futuro”, afferma. E la conclusione è chiara: “Tra le cose che voglio salvare ci sono la musica e il ritmo. Voglio portarli dove non sanno chi è Jova”. La seconda parte del progetto riporterà l’Arca in Italia con il “Jova Summer Party”, da svolgersi interamente in bicicletta. Dopo le polemiche delle edizioni precedenti, Lorenzo sceglie luoghi nuovi, lontani dagli arenili, per costruire feste itineranti che celebrano la musica come punto d’incontro. Dall’inizio di agosto a metà settembre, l’artista attraverserà la penisola partendo dal sud: Olbia il 7 agosto (Arena Sound Park), Montesilvano il 12 agosto (Music Arena), Barletta il 17 agosto (Music Arena), Catanzaro il 22 agosto (Calabria Music Arena), Palermo il 29 agosto (Ippodromo La Favorita), Napoli il 5 settembre (Ippodromo di Agnano) e infine Roma il 12 settembre al Circo Massimo per la festa conclusiva, un evento pensato come un ritorno a casa e allo stesso tempo un nuovo inizio. A collegare una tappa e l’altra sarà il “Jovagiro”, un percorso interamente affrontato in bicicletta, una sorta di canto itinerante che richiama il leggendario Cantagiro degli anni ‘Sessanta’60 ma riletto in chiave sostenibile. Una scommessa non solo artistica, ma culturale, perché promuove l’idea di un turismo lento, capace di unire sport, musica e comunità. Ogni arrivo diventerà una piccola celebrazione dentro il viaggio grande, creando un racconto che si compone strada facendo.

Sul palco Jovanotti sarà accompagnato da una band che definisce più una comunità che un semplice gruppo musicale. È un ensemble internazionale, versatile e pronto a cambiare fisionomia a seconda del luogo e del momento. Ne fanno parte Saturnino, al suo fianco da trentacinque anni, Adriano Viterbini alla chitarra, Christian Rigano alle tastiere elettroniche, Franco Santarnecchi alle tastiere analogiche, Carmine Landolfi alla batteria, Moris Pradella alla chitarra e ai cori, Micol Touadi e Jennifer Vargas alle voci, Leo di Angilla e Kalifa Kone alla sezione ritmica e gli ottoni guidati da Gianluca Petrella con Camilla Rolando alla tromba e Sophia Tomelleri al sax. Una formazione pensata per respirare insieme al pubblico, capace di trasformare qualunque brano in un episodio unico e irripetibile. Sul fronte della sostenibilità, il progetto segue la linea già tracciata con il PalaJova 2025, primo show italiano a superare il cento per cento di riduzione delle emissioni di logistica grazie all’uso di biometano. Anche il Summer Party 2026 sarà interamente alimentato da energia rinnovabile, con la collaborazione di A2A e di numerosi partner tecnici e istituzionali. La gestione dei rifiuti sarà affidata alla cooperativa Erica, con l’obiettivo di massimizzare il recupero di materia e di creare progetti di economia circolare. Trenitalia, inoltre, offrirà sconti dal 20 al 75 per cento per raggiungere i concerti con mezzi a basso impatto ambientale. Le prevendite dedicate ai clienti Banca Ifis e Illimity apriranno il 14 novembre alle 15 e rimarranno attive fino al 16 novembre alla stessa ora. La vendita generale inizierà il 16 novembre alle 15 sui circuiti Ticketone e Ticketmaster. Nel suo insieme, “L’arca di Loré” non è solo un tour e non è soltanto un album. È un’idea, un ecosistema, un esperimento collettivo che unisce natura, tecnologia, divertimento e partecipazione. Un modo di ricordare che, anche nei tempi più complessi, la musica può essere un atto di speranza e di leggerezza, una forma di resistenza gioiosa. Per Jovanotti, è soprattutto un modo di restare vivo: “La libertà è l’arte di restare curiosi, e curiosi si resta solo muovendosi”. In questo viaggio tutto si muove: le ruote, le canzoni, le persone. E quando arriverà al Circo Massimo il 12 settembre sarà solo un’altra tappa di un racconto che, come ogni viaggio vero, non finisce mai davvero.