Lo straordinario virtuoso della chitarra Julian Lage ha annunciato l’uscita – il 23 gennaio – di Scenes from Above, il suo quinto album Blue Note, il secondo realizzato in collaborazione con il venerato produttore Joe Henry, nonché il suo primo con un nuovo sorprendente quartetto completato dal tastierista John Medeski, dal contrabbassista Jorge Roeder e dal batterista Kenny Wollesen. L’album viene annunciato svelando “Opal“, un’invocazione in musica accompagnata anche dal video catturato dal vivo in studio.

Mentre l’album Speak to Me del 2024, nominato ai Grammy Award®, ha segnato l’affermazione di Lage come leader alla testa di una band di improvvisatori in grado di affrontare un repertorio vario e diversificato, Scenes from Above parla di lui stesso come membro della band, di un Lage che esplora i brani di sua composizione insieme con un ensemble appositamente convocato per l’occasione. Le nove tracce incorniciano un’esperienza quanto mai aperta nei presupposti, ed affrontata con quattro sorprendenti musicisti che danno il proprio contributo, in modo del tutto egualitario, nell’esplorare le composizioni interagendo in tempo reale, in un unico spazio mentale. “Desideravo realizzare questo progetto su base egualitaria, piuttosto che con partire con la classica formula ‘Sono il leader, costruiamo qualcosa intorno a me‘”, dice Lage. “Questa è musica che ha a che vedere con la nostra crescita personale, il nostro sviluppo individuale ma visto dall’interno delle nostre capacità di relazionarci fra noi, senza la pressione generata dal fatto che qualcuno si aspetti qualcosa”. Le nove composizioni dell’album sono il risultato di quello che Lage definisce uno ‘sprint di scrittura’ in vista di un ingaggio di più giorni al festival SFJAZZ che ha segnato il debutto dal vivo della band. Mentre pensava alle singole personalità dei musicisti e ipotizzava come avrebbero potuto interagire, ha impostato un timer su 20 minuti di durata, ha scritto un brano, poi subito registrato – per poi ricominciare da capo. “Il mio sogno di compositore, davvero, è quello di avere qualcosa di cui parlare quando siamo insieme”, dice il chitarrista, “Non è ‘finire-tutto’ per bene, è ‘essere-tutto’”. Per Medeski “Julian pensa davvero a tutto, si concentra sul serio. Ma ne risulta una felice combinazione tra il come dirigere il progetto e l’essere soggetti liberi nel momento in cui tutto accade”. Scenes from Above testimonia entrambe le cose in un tandem ideale, ed è questo che rende l’album così toccante ed immediato“.