I Tortoise in Italia nel 2026 con tre concerti

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Il ritorno dei Tortoise in Italia segna uno dei momenti più attesi della nuova stagione musicale, con un tour che accompagna l’uscita di Touch, l’album pubblicato lo scorso ottobre e già accolto come una svolta nella lunga storia del collettivo di Chicago. L’annuncio iniziale aveva previsto un unico appuntamento, quello del 25 gennaio 2026 al Teatro del Pavone di Perugia, andato esaurito con largo anticipo e capace di testimoniare quanto il pubblico italiano fosse pronto a ritrovare la band dopo quasi dieci anni di assenza dai palchi europei. Alla luce di questo entusiasmo, il gruppo ha deciso di aggiungere due nuove tappe primaverili: il 17 aprile a Milano, negli spazi della Santeria Toscana 31, e il 18 aprile a Bologna, al Link 2.0, per completare un trittico di concerti che promette di trasformarsi in un vero viaggio sensoriale.

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L’attesa è alimentata non solo dalla rarità delle loro apparizioni, ma anche dal fascino che da sempre accompagna le loro esibizioni dal vivo, descritte da Rolling Stone come un equilibrio miracoloso tra rigore e spontaneità. Ogni concerto dei Tortoise è un mosaico in continuo movimento, costruito da una formazione che da oltre trent’anni incarna un’idea di musica collettiva, libera da gerarchie e indefinibile entro un solo linguaggio. Non sorprende quindi che il ritorno sulle scene abbia generato un interesse capace di unire veterani del post-rock e nuove generazioni curiose di scoprire un gruppo che, pur rimanendo fedele alla propria identità, non ha mai smesso di mutare. Touch, pubblicato da International Anthem e Nonesuch Records, rappresenta un nuovo inizio per i cinque membri del collettivo, oggi sparsi tra Los Angeles, Portland e Chicago. È un disco che attraversa territori differenti, alternando eleganza jazz e pulsazioni krautrock, derive cinematiche e groove elettronici dal calore palpabile. I singoli che ne hanno anticipato l’uscita hanno tracciato la direzione del viaggio: Oganesson, definito dal New York Times come un brano funk in 7/4 intriso di atmosfere da film di spionaggio, e Layered Presence, che Pitchfork ha descritto come un’esplorazione di tensioni in equilibrio tra ipnosi ritmica e melodie in mutazione. La storia dei Tortoise, fin dagli anni novanta, è intrecciata con l’evoluzione della musica strumentale contemporanea. Album come Millions Now Living Will Never Die, TNT e Standards hanno ridefinito il panorama sonoro di un’epoca, aprendo strade a generi e artisti che ancora oggi citano il loro lavoro come un punto di svolta. Il loro metodo, come ha scritto Pitchfork, continua a essere quello di un’entità in costante metamorfosi, frutto dell’incontro tra decine di progetti e sensibilità differenti, capace di muoversi senza un centro unico perché la sua forza è proprio la molteplicità. Il tour italiano del 2026 non è quindi soltanto una serie di date, ma un’occasione per assistere a una fase del tutto nuova della loro vita artistica. Perugia, Milano e Bologna diventano tre stazioni di un percorso che unisce teatro storico, club milanese e centro culturale bolognese, offrendo tre modi diversi di immergersi in un suono che rifiuta la superficie e invita all’ascolto attento. I biglietti, disponibili sui principali circuiti di prevendita e sul sito di ponderosa, sono la chiave per accedere a un’esperienza che promette di essere, come sempre quando si parla dei Tortoise, qualcosa da assaporare lentamente, come un puzzle sonoro che si completa soltanto nella dimensione viva del palco. Per informazioni: https://ponderosa.it/