Mauro Mussoni Quintet – Tempo (Barly Records Bd 1866)

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Nella video intervista di Mauro Podini (sul profilo della Agriturismo Stanglerhof Buschenschank), in un contesto rilassato e bucolico, Mauro Mussoni racconta della nascita di questo disco, partendo dal 2018 e dalla voglia di creare un progetto discografico di taglio personale, dopo tante collaborazioni, assai variegate tra loro. Forte ci sembra la considerazione che accompagna la video intervista .. Brioso e riflessivo al tempo stesso, la musica di Mussoni, pur proponendo soluzioni sonore già sentite e non particolarmente “di rottura”, brilla certamente per la gradevolezza dell’ascolto inducendo l’ascoltatore alla meditazione .. Riflessioni che mi vedono d’accordo, compreso il fatto che il titolo dell’album (edito dalla Barly Records di Foligno) potrebbe indurci ad una analisi filosofica, partendo dal concetto che il tempo fugge, così come i granelli di sabbia che prendiamo dalla spiaggia a piene mani e che poi … scivolano via! Diciamo allora che i nove brani ripercorrono il ritmo circadiano di una nostra giornata, fatta di gesti legati al tempo e che questo assume (quasi cromaticamente) aspetti e sapori diversi: al mattino siamo impastati e spesso briosi, nelle pause del ristoro vorremo stare di più a mangiare ed a chiacchierare, mentre la sera la stanchezza fa a pugni con un tempo che vorremo avere per noi per riflettere. Brani come Beware of the dog, Tennis e la conclusiva Midnight sun offrono al quintetto del contrabbassista Mussoni una valenza enzimatica, proprio per esaltare i sentimenti che ci albergano nel nostro animo a seconda se sono le 7 del mattino, il momento del pranzo o quando ci togliamo le scarpe, pronti ad andare a cena .. magari zoppicando un po’! Registrato presso Marzi Recording Studios il 24 e 25 Gennaio 2025, un disco come Tempo vi invita a non guardare con insistenza l’orologio: è stato bravo Antonello Zoffoli (sue sono le foto ed il progetto grafico) a realizzare una copertina in cui l’ombra dell’artista assume certamente la sembianza di una lancetta, ma i numeri romani che segnano le ore sono in periferia, mentre al centro è la trama del pavimento ad essere basilare! Pur essendo fatta di elementi uguali, hanno nelle differenti tessiture una bellissima varietà di sfumature: così è fatta spesso la nostra vita ed un brano come l’iniziale Lapse ne è il pamphlet, anche grazie alla maestria dei 5 compagni di viaggio di Mauro Mussoni. Mi riferisco a Simone La Maida (sax e flauto), Massimo Morganti (trombone), Massimiliano Rocchetta (piano), Manuel Giovannetti (batteria) feat. Achille Succi (clarinetto basso). Due anni fa abbiamo intervistato Mauro Mussoni e così rispondeva alla domanda cardine sulla sua crescita musicale .. Ho cominciato col pianoforte classico da piccolo. Anche se l’ho presto lasciato penso che mi abbia fortemente influenzato. In quel periodo ascoltavo i vinili dei Beatles, di Louis Armstrong, di Mina… spesso cose a caso. Quello che avevano i miei genitori. L’adolescenza è stata il tempo del rock.. Led Zeppelin, The Doors, Jimi Hendrix e chi più ne ha più ne metta. Includiamo anche tutto il periodo grunge e poi il funk. Poi un giorno qualcuno deve avermi fatto ascoltare Art Blackey per caso e da lì non mi sono più riuscito a scrollare di dosso quella cosa incredibile che suonava così diversa da tutto il resto ..

Tracklist di questo disco: Lapse, But not least, Beware of the dog. Timanfaya, Largo. Orizzonte, Tennis, Sweet Evening, Midnight Sun.