Artina trionfa alle audizioni di Promuovi la tua musica

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La vittoria di Artina alle audizioni di Promuovi la tua musica non è stata una sorpresa: l’aria in sala è cambiata non appena ha iniziato a cantare, come se la sua presenza avesse la capacità naturale di richiamare attenzione, emozioni, verità. Non un trionfo costruito, ma conquistato. La giuria presieduta da Antonio Vandoni ha riconosciuto subito ciò che il pubblico ha percepito in pochi istanti: un’artista che non ha paura di mostrarsi intera, con tutta la grinta e la delicatezza che la contraddistinguono. Artina non porta solo una voce, porta un’energia che vibra, una sensibilità che si espande, un’urgenza di dire chi è davvero.

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Dietro quella determinazione c’è un motore che lei stessa definisce imprescindibile: il coraggio. Ne parla con una semplicità disarmante, come se fosse un istinto naturale. Dice che senza quel fuoco tutto si spegnerebbe, che per il suo sogno sarebbe capace di gesti che non farebbe per nessun altro. In quelle parole c’è la chiave della sua vittoria: una passione che non conosce compromessi, una fame di vita che trabocca in ogni nota. Quando la conversazione tocca il tema dei sentimenti, Artina sorride. Affronta l’argomento con ironia e leggerezza, quasi fosse un capitolo che conosce fin troppo bene. Racconta di essere concentrata su se stessa, di vivere una solitudine scelta e luminosa. Sola come il sole, dice, e nel modo in cui lo dice non c’è malinconia, ma un orgoglio quieto, la consapevolezza di appartenersi prima di tutto. La sua bussola è la fede, un punto fermo che non esibisce ma custodisce. Per lei pregare è un gesto quotidiano, naturale quanto respirare. Cantare è pregare due volte, confessa, e a sentirla parlare si comprende come la sua spiritualità sia parte integrante della sua musica, un sottofondo che la sostiene quando tutto il resto vacilla. Il concetto di casa, per Artina, non è un luogo, ma una sensazione. È circondarsi di persone che la fanno sentire vista davvero. Negli ultimi tempi ha iniziato a selezionare con più attenzione chi tiene accanto, un atto di protezione verso se stessa e verso la propria energia. E poi ci sono quei piccoli rituali, come il calore del phon che la rilassa e la coccola, gesti semplici che diventano rifugi quotidiani. Ma c’è anche un gesto enorme, quello che ha cambiato la sua vita: iniziare un percorso di psicoterapia. Lo definisce un investimento, il più grande fatto per la sua felicità. Un punto di svolta che le ha permesso di riprendersi quando tutto sembrava troppo pesante. La sua filosofia è limpida. Vuole vivere in modo da non avere rimorsi, da potersi guardare indietro e riconoscere ogni tentativo, ogni caduta, ogni slancio. E infatti sogna in grande: una collaborazione importante, un palco ancora più grande, un pubblico che magari un tempo non credeva in lei e che ora deve ricredersi. Sta già lavorando al prossimo brano, forse a un album, e lo dice con l’entusiasmo di chi sente che il viaggio è appena iniziato. Quando le chiedono dei detrattori, Artina risponde senza esitazioni. Crede che la gelosia sia il vero motore delle critiche, un ostacolo che però non riesce a frenarla. Corre comunque, corre sempre. Perché se non ci crede lei, chi potrebbe farlo davvero? E poi ci sono le emozioni, tante, forse troppe, come dice lei stessa. Vive immersa in ciò che sente, si commuove per una parola, piange spesso, ma allo stesso tempo procede come un treno, forte e inarrestabile. È un miscuglio sorprendente di dolcezza e determinazione, un equilibrio instabile che però funziona, che anzi diventa la sua cifra artistica. Artina è questo: una fiamma viva che non si lascia spegnere, una sensibilità che si intreccia a una volontà ferrea, una giovane artista che Milano ha già iniziato a notare. E qualcosa fa pensare che questa vittoria non sia un punto d’arrivo, ma l’inizio di un percorso destinato a brillare.