Carlo Verdone suona la batteria a Radio2 Social Club

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«Quando vedo una Ludwig non riesco a resistere!» ha esclamato Carlo Verdone a Radio2 Social Club, appena prima di sedersi alla batteria e regalare alla Social Band una performance sorprendente e piena di energia. Una parentesi musicale – irresistibile quanto improvvisata – che ha accompagnato l’intervista con Luca Barbarossa ed Ema Stokholma, nella puntata di giovedì 27 novembre 2025.

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L’attore e regista, atteso dal 28 novembre con la quarta stagione di Vita da Carlo, ha ripercorso innanzitutto l’esperienza del suo 75° compleanno, quando è stato “sindaco per un giorno” di Roma per iniziativa del sindaco Roberto Gualtieri. Una giornata intensa soprattutto nelle periferie, dove Verdone ha percepito un’umanità speciale: «È stato bello soprattutto il contatto con le persone. Nonostante le difficoltà, c’è un calore, un’affettività, una spontaneità che al Centro non trovi». Un’esperienza tanto affascinante quanto stancante: «Un giorno mi è bastato e avanzato. È un lavoro di una fatica improba». Spazio anche al suo lato più ironicamente fragile: la celebre ipocondria. A Barbarossa che gli raccontava di un torcicollo, Verdone ha risposto con la naturalezza di un medico improvvisato: «Vai da un bravo massaggiatore, prendi un blando antinfiammatorio con protezione gastrica… Io sono uno che alle nove di sera dà consigli sanitari, ma non mi disturba affatto». Parlando del set di Vita da Carlo, ha rivelato che le risate più memorabili nascono spesso dall’improvvisazione, soprattutto con Claudia Gerini: «A volte ci trattenevamo per non buttare la scena, mi sono fatto proprio male per non ridere». E ha sottolineato quanto conti il clima sul set: «Il regista dà il clima e il climax. Se trasmetti serenità e il gusto di divertirsi, ma anche la serietà del lavoro, tutto diventa facile». Verdone ha poi ricordato i suoi inizi, dagli anni timidi da assistente volontario alla gavetta necessaria per arrivare alla regia: «Con discrezione, imparando e obbedendo. Se vuoi comandare un domani, devi imparare a obbedire». Non sono mancati gli aneddoti assurdi e quasi cinematografici dei suoi fan più insistenti: dal vicino che gli lascia sotto casa idee e sceneggiature reclamando una risposta in pochi giorni, fino alla videocassetta “incredibile” del ’93, tra dediche improbabili, una pistola e un ultimatum surreale: «Una cosa da neuropsichiatria, io ero terrorizzato».