Innanzitutto faccio i miei personali complimenti a Sandro Vitti per la sua estensione vocale, che ho avuto modo di apprezzare nel nuovo video come anche in altre performance caricare sul Tubo. Passando alle domande non posso non chiedere come è nata la band Ice on Fire? Grazie di cuore per i complimenti! La band nasce nel 2012 da un’idea di Gianfranco Tosi (drummer), alla ricerca di componenti per creare una cover band di power metal (Helloween, Stratovarius, Hammerfall etc). Dopo un paio d’anni, la band inizia a dedicarsi alla stesura di brani inediti. Avete sempre avuto questa formazione? No, nel corso degli anni si sono susseguiti diversi cambi di formazione fino ad arrivare a quella attuale con la quale si è creata un’ottima alchimia. Il percorso di familiarizzazione tra i membri, per voi, quanto è importante? Molto, fondamentale! Riteniamo che una sintonia (alchimia come dicevamo prima) personale oltre a quella musicale sia di vitale importanza per una band. Anche perché se non si va d’accordo, come ci si manda a quel paese in simpatia? Quali influenze caratterizzano i vostri gusti e quindi la vostra musica? Molte, ognuno di noi ha influenze diverse, passando per heavy, classic, power, prog (Iron Maiden, Simphony X, Helloween, Dream Theater, etc) e quando ci troviamo a lavorare a delle nuove composizioni tutto questo si amalgama alla grande! Ascoltandovi mi viene spontaneo, per mia curiosità personale, chiedervi se avete fatto un percorso di studi, o se avete ricevuto una formazione tecnica circa lo strumento che suonate o siete autodidatti? Sandro Vitti ha studiato canto fin da giovane con alcuni maestri privati per poi conseguire un diploma all’accademia. Fabry Treccani ha iniziato da autodidatta per poi perfezionarsi studiando privatamente con diversi insegnanti, approfondendo poi il suo strumento (chitarra) in accademia. Nadir Mutti (basso) come Fabry ha iniziato da autodidatta per poi finire in una scuola privata. Franco Tosi ha iniziato a distruggere pelli direttamente in una scuola privata.

Ho letto sul vostro sito che i vostri primi due album li avete registrati direttamente in sala prove, come da vostro sito, poi vi siete rivolti a Media Factory di Fabrizio Romani. Ci volete parlare di questa scelta? Come si dice, a ognuno il suo! Abbiamo ritenuto necessario rivolgerci ad un professionista per far “uscire” dall’album il nostro vero sound e tutte le sfumature che abbiamo creato in sala prove, durante la stesura dei brani, e crediamo (insieme a Fabrizio Romani) di essere riusciti nel nostro intento. Per questo ultimo album, cosa è cambiato rispetto ai precedenti, nel senso vi siete affidati ad uno studio professionale ma su quale altro fronte siete cresciuti, al fine di portare la vostra musica a quanto più pubblico possibile? Pensiamo di essere maturati come band, oltre che come persone singole, e sempre ricollegandoci all’alchimia di questa formazione, riusciamo a lavorare molto di più sugli arrangiamenti e sui dettagli di ogni brano. C’è qualcuno in particolare uno di voi che ha il timone e sceglie la rotta oppure le scelte sono condivise fra i vari membri della band? Sono ovviamente condivise e ponderate tutti insieme, se parli della stesura dei brani; per quanto riguarda la gestione della band invece, ognuno cerca di apportare il proprio contributo in base alle competenze personali. Dal vivo avete un suono molto pulito, netto, tagliente e orientato verso un certo power metal con venature quasi prog, anche le copertine dei vostri tre album sono improntate verso questo universo, e finora ce lo avete anche detto esplicitamente, vi sentite di dire che questi sono i vostri confini oppure comunque siete propensi ad esplorare altre sonorità? Cerchiamo di essere fedeli al nostro sound ma senza porci limiti o confini, non cerchiamo per forza di cose di essere “power” o “prog”, se una cosa ci piace la suoniamo! In questi 13 anni dalla fondazione della band cosa è cambiato nel vostro modo di approcciarvi alla musica? Sempre che sia cambiato. Rispetto agli inizi, cerchiamo di avere un approccio più professionale, curando particolari e dettagli, che magari in passato non venivano presi in considerazione e riteniamo che questo sia fondamentale per poter fare dei salti di qualità e continuare a lavorare insieme divertendosi. C’è qualche messaggio particolare che volete portare al vostro pubblico attraverso questa intervista? Ovviamente ringraziamo di cuore tutte le persone che ci supportano ai nostri live, che acquistano o ascoltano in streaming la nostra musica e chiunque ci appoggi e ci aiuti a crescere come voi della redazione. Per le realtà underground come noi, l’interesse da parte di webzine, fanzine et c significa molto. E vorremmo spronare le persone ad ascoltare musica e band nuove, l’underground italiano è vivo e vegeto, non fatelo morire! Esiste anche la probabilità che vi piaccia! Infine diciamo a tutti di venire a far casino insieme a noi ai nostri prossimi live! Giovedì 4 Dicembre saranno a Cremona di supporto niente meno che ad un certo Tim “Ripper” Owens, che fra parentesi è accompagnato al basso da una vecchia conoscenze di queste pagine, Francesco Caporaletti.
Stay Metal!