Rafael Ithier, monumento vivente della salsa e fondatore dell’iconica orchestra El Gran Combo de Puerto Rico, si è spento sabato 6 dicembre all’età di 99 anni in un ospedale di San Juan, dove era ricoverato per una polmonite. La sua morte segna la scomparsa di una delle figure più influenti della musica caraibica del XX e XXI secolo, un artista che ha contribuito in modo decisivo alla definizione del suono e dell’identità stessa della salsa.

Per oltre sessant’anni, Ithier è stato il cuore pulsante del Gran Combo: direttore, pianista, arrangiatore, guida carismatica e punto di riferimento per intere generazioni di musicisti. La sua visione – fatta di rigore, creatività e profonda conoscenza delle radici ritmiche caraibiche – ha plasmato uno stile riconoscibile e innovativo, capace di unire guaracha, merengue, bolero e altri ritmi popolari in un linguaggio musicale universale. Nel 1962, dopo la separazione dal Combo de Cortijo, Ithier fondò El Gran Combo de Puerto Rico insieme a Martín Quiñones ed Eddie “La Bala” Pérez. Quello che inizialmente era un ensemble di musicisti talentuosi divenne presto un fenomeno internazionale, soprannominato “l’Università della Salsa” per la capacità di formare artisti destinati a segnare la storia del genere. Il primo album, “Menéame los mangos”, con la voce del dominicano Joseíto Mateo, segnò l’inizio di un percorso discografico ricchissimo, che esplose negli anni Sessanta con successi come Acángana (1963) ed El caballo pelotero (1964). Parallelamente, l’orchestra conquistò la televisione portoricana con dodici programmi settimanali per sette anni consecutivi. Gli anni Settanta portarono nuove sfide e una riduzione delle attività, complice la crescente concorrenza di altre orchestre. Ma sotto la guida di Ithier, El Gran Combo seppe reinventarsi, anche grazie al supporto economico di Andy Montañez e alla creazione dell’etichetta Egc Corp, che ne rilanciò la produzione artistica. La notizia della morte di Ithier ha suscitato un’ondata di messaggi di cordoglio in tutto il mondo latinoamericano. Il salsero Víctor Manuelle ha espresso “profonda tristezza” definendolo “uno dei pilastri più importanti nella storia del genere”. Olga Tañón ha ricordato la sua eredità musicale e umana, scrivendo: “La sua contribuzione alla musica segna un prima e un dopo”. Anche formazioni storiche come La Sonora Ponceña e il gruppo colombiano Guayacán hanno omaggiato il maestro, sottolineandone disciplina, dedizione e influenza sulla storia della salsa. Negli ultimi anni Ithier viveva nella sua casa di Bayamón, assistito dalle figlie. Lascia la moglie, Carmela Soto, e cinque figli: Carlos, Pedro, Mérida, Ivonne e Maritza. Con oltre settant’anni di carriera, più di 70 album prodotti e tournée in tutti i continenti, Rafael Ithier consegna alla storia molto più di un repertorio indimenticabile: lascia un modello culturale, una scuola artistica e un’eredità che continua a risuonare ovunque la salsa sia sinonimo di appartenenza, identità e passione. La sua musica rimarrà un ponte tra Porto Rico e il mondo, tra la tradizione e il futuro: un linguaggio universale che continuerà a parlare anche dopo la sua scomparsa.