Dalla sede storica di via Luca Giordano, la notte del 14 Dicembre 2007 è stato trasferito nella nuova e moderna sede di viale Pieraccini, sulle colline di Careggi e Gaia Nanni ha vissuto questo momento come testimone oculare. La struttura dispone di 226 posti letto multi-specialistici (di cui oltre 50 di day hospital) ed è dotato tra l’altro di rianimazione con posti letto per cure intensive e sub-intensive.

Un caldo bentrovato a Gaia Nanni: corre voce che hai pronto uno spettacolo che ti coinvolge particolarmente .. La Notte dei Bambini parte da un fatto di cronaca avvenuto in una singola notte: il trasferimento dell’intero Meyer. Io quella notte mi misi a veglia nell’officina di Maurino, il mio elettrauto, con le persone del mio condominio. Il 14 Dicembre 2007: la mia Firenze stette col fiato sospeso su un percorso protetto che vide il passaggio di ambulanze silenziose, motociclette della Polizia e dei Carabinieri, taxi, auto mediche, pulmini, autobus pubblici. Intorno a loro 200 vigili urbani volontari, 230 volontari della protezione civile, 50 agenti di Polizia e Carabinieri. Scesero in strada anche gli abitanti, a veglia, portando delle sedie, delle lucine colorate, dei palloncini per allietare il passaggio dei bambini dell’Ospedale, bevande calde e coperte per i volontari.

Il particolar rapporto tra l’Ospedale Pediatrico Meyer e la città di Firenze, è un caso di cui esistono solo un altro paio di esperienze similari in Italia: credo che noi fiorentini ne siamo coscienti? Il fiorentino, ma potremmo dire chiunque, sente la grandezza di un ospedale che si prende cura della persona in quanto persona e non soltanto della sua malattia. E quella notte un piccolo ospedale pediatrico lo stava facendo e tutti noi, comuni cittadini eravamo con loro; La notte dei bambini è la storia di una comunità che si riscopre felice di essere solidale e sentimentale, che riconosce i mille fili invisibili che ci legano gli uni agli altri e tutti insieme alla nostra umanissima fragilità. È anche il racconto di un evento soglia che separa idealmente il mondo della cura in due episodi, quello di un passato recente e quello del presente, che avanza veloce verso un futuro non del tutto rassicurante.

Queste tue parole dimostrano sia la tua vena artistica, ma anche il fatto di essere mamma .. Assolutamente, da mamma e da cittadina dico con forza che si meritano molta più attenzione i manutentori degli esseri umani: medici, infermieri, insegnanti. Se deve esistere un senso di appartenenza alla nazione che lo sia sull’aderenza al valore della cura universale in cui si accoglie, nello stesso identico mondo, il figlio del notaio e il figlio dell’operaio.

Nell’intervista per il libro che ho scritto a favore dell’onlus Vincere il Dolore mi hai detto … Dove ci sono gli artisti c’è sofferenza, sempre. Più patisci, più crei .. È abbastanza facile pensare all’artista maledetto e sofferente, sarebbe bello innestare un nuovo modello. Più virtuoso. Credo che per passare attraverso mondi emotivi, fatti di ascolto delle vite degli altri, serva soprattutto empatia. L’altro sono io, lo accolgo, non lo giudico e lo metto in scena. Esibirsi è un atto violento, esporsi per un ideale, una voce, una vita da raccontare può essere un passaggio più organico ed entusiasmante. Ricordiamo allora l’appuntamento con lo spettacolo La Notte dei Bambini … È uno spettacolo stupendo, credetemi, dove si ride e ci si sorprende commossi. Vi aspetto al Teatro di Fiesole dall’11 al 14 Dicembre. Sono già stati venduti 700 biglietti!
Intervista a Gaia Nanni, pronta a farci emozionare con lo spettacolo sull’ Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze
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