Quasi tre decenni di attività per questa grande famiglia che si esibisce vestita di verde, con grandi cappelloni ed una discreta produzione discografica: ho incontrato Riccardo Ampollini e sua moglie Milena Nigrisoli a Lodi, ai margini del mio intervento di Sabato 18 Ottobre alla rassegna FanzOff ed è stato molto bello parlare degli anni trascorsi, ma anche del prossimo loro evento natalizio …
Un bentrovato a Riccardo Ampollini: con il progetto Lepricorns da circa 27 anni proponi musica e atmosfere irlandesi, scozzesi e folk … davvero un bel traguardo! Grazie Giancarlo. Correva infatti l’anno 1997 quando ci trovammo per la prima volta insieme in un locale della periferia milanese, uniti dall’idea di portare la tradizione scozzese nei pub italiani, come novelli cantastorie nordeuropei. La formazione iniziale dei Lepricorns era costituita solo da Ivan Zarrilli (violino), dal sottoscritto (chitarra/voce) e da Paolo Gramegna (cornamusa/percussioni). La maggior parte del repertorio era stata scovata tra i libri e i cd recuperati anche durante i nostri viaggi in Scozia. Poi Paolo, attratto sempre più dalla Scozia, ha lasciato tutto per iniziare là una nuova vita, nei pressi di Edimburgo. Ma al suo posto sono entrati subito due elementi che hanno reso i Lepricorns più forti di prima: Andrea Baroni (percussioni e cori) e quel geniaccio di Alessandro Trezza (fisarmonica) hanno dato alla parte musicale un ritmo e una tecnica strumentale davvero coinvolgenti. Oggi i Lepricorns intendono cimentarsi anche in contaminazioni con altri generi musicali diversi dal folk e in qualcosa di più italiano, o lombardo, emiliano… chi può dirlo? 
Mi piace molto quando definisci i Lepricorns come una “grande famiglia” che accoglie musicisti da varie parti della Lombardia a seconda del tipo di spettacolo da organizzare e del luogo in cui si tiene … Il riferimento al cd dei Modena City Ramblers è decisamente voluto, dato che ci è stato di grande ispirazione sin dall’inizio del nostro percorso: dal 2007 ha forse segnato questa strana svolta dei Lepricorns verso una formazione sempre più allargata, ma anche alla nascita di tante nuove amicizie… anche internazionali! Abbiamo anche collaborato con una leggenda della musica italiana: l’arpista, polistrumentista e compositore Vincenzo Zitello, che ci ha fatto l’onore di suonare con noi in studio nel brano La figlia del vento (cd omonimo del 2010) e dal vivo al festival Bustofolk del 2023 ..

Che spettacolo pensate di proporre il 19 Dicembre 2025 alla birreria Las Vegas, locale che si trova nella Corte Grande del borgo antico della milanese Castellazzo vicino a Bollate? Con me ci saranno certamente: Andrea Baroni, Milena Nigrisoli, Ferdinando Piras e Alessandro Trezza. I brani scelti dal nostro repertorio avranno quindi al centro le voci e la fisarmonica e andranno dalle canzoni scozzesi delle origini fino agli standard irlandesi e ai più recenti pezzi in italiano, nostri o dei Modena City Ramblers. In 3-4 brani si aggiungerà poi alla chitarra elettrica la guest star Carlo Garofalo, musicista professionista per tanti anni, ma al quale siamo particolarmente legati perché ci ha dato sempre ospitalità come gestore del locale di Bollate (Milano) “La Casa del Tempo”, dove abbiamo registrato un live nel 2001, e della stessa birreria “Las Vegas” fino al 2021. Le date successive certe saranno invece: venerdì 13 marzo 2026, “Aspettando la festa di San Patrizio”, sempre al Las Vegas di Bollate; venerdì 3 luglio 2026, nella piazza centrale di San Colombano al Lambro (Milano), per il Columban’s Day 2026 (XXVII Meeting internazionale delle Comunità Colombaniane, legate al santo irlandese che ha attraversato mezza Europa ed è sepolto nel monastero di Bobbio, in provincia di Piacenza).


Quali artisti amava Riccardo Ampollini da ragazzo? Quali quelli che invece ora ti attraggono / convincono di più? Ho iniziato ad ascoltare musica alla radio e a registrarla sin dal 1979-1980, quindi sono stato influenzato da tutti i chitarristi che si potevano ascoltare in quegli anni. Ma, tra quelli, mi ha forse influenzato maggiormente Mark Knopfler, dato il fatto che, dal 1989 a oggi, ho sempre tentato di unire folk e rock come ha fatto lui con i Dire Straits, ma soprattutto con i suoi album da solista. E mi sa, caro Giancarlo, che questo ci lega particolarmente… I miei generi preferiti sono appunto quelli che consentono di suonare a volumi non troppo alti: il folk, il blues e il jazz, con riferimenti che vanno da Bob Dylan, Cat Stevens, John Denver a Jethro Tull, Pentangles, Alan Stivell, John Renbourn, Beatles, Blues Brothers e musica soul varia, fino ai jazzisti George Benson, Wes Montgomery, John Scofield e Pat Metheny. In Italia mi hanno sempre interessato i cantautori e principalmente De Andrè, Vecchioni, Branduardi, De Gregori, oltre ai già citati Modena City Ramblers. 

Ma è vero che negli spettacoli più piccoli del vostro repertorio (dove c’è meno budget o spazio sul palco), pure tu accenni dei passi di danza? Hai situazioni simpatiche al riguardo da raccontarci? Sì, è vero. Insieme a mia moglie Milena, che ho conosciuto proprio durante una serata di danze irlandesi, cerchiamo di far ballare un po’ il pubblico quando possibile e soprattutto in occasione di feste di matrimonio o compleanno. Abbiamo suonato spesso per scuole di danza professionali in Lombardia ed Emilia Romagna, ma, secondo me, la cosa più bella è vedere la gente comune unirsi a noi che insegniamo dal vivo quei pochi passi di danza che abbiamo imparato dai Gens d’Ys, dalla Tara School, dalla Gannet School o dal circolo Arci di Nova Milanese. Dalle danze, e dalle canzoni irlandesi che prevedono il battito di mani del pubblico, è nata proprio l’idea di far diventare i nostri concerti degli eventi più “interattivi”, con la voglia di riprodurre quel clima di allegra partecipazione che si respira nei pub scozzesi e irlandesi, quando gli spettatori interagiscono con i musicisti all’insegna del puro divertimento. Cantate, quindi, battete le mani, oppure lanciate semplicemente uno “hippie, ah, yeh!” in modo da far sentire che ci siete anche voi!


Grazie per essermi venuto a trovare Sabato 18 Ottobre alla rassegna FanzOff a Lodi e di avermi ricordato quella mia recensione sul vostro cd La Figlia del Vento … In effetti quella tua recensione del 2010 aveva sorpreso tutti i The Lepricorns. Mi ricordo infatti che mi avevi scritto .. 114 mila lettori .. Un dato pazzesco, frutto anche del vostro lungo seminare… E poi avevi addirittura aggiunto che: “È rimasta per settimane nella Top 5 degli articoli di Musicalnews.com. In altre parole: grazie al numero record di 114 mila lettori, l’articolo è stato tra i cinque più letti di tutto il sito”. Per questo volevo ringraziarti di persona già da allora, ma, si sa, a causa della distanza e degli svariati impegni di entrambi, non c’era mai stata l’occasione. Ho provato a rimediare partecipando insieme a Milena alla rassegna FanzOff di Lodi e devo dire che è stato bello ripercorrere la storia delle fanzine italiane e internazionali grazie al tuo interessantissimo intervento, pieno di aneddoti e curiosità.
L’incontro con Riccardo Ampollini, deus ex machina dei Lepricorns, band padana, irlandese e scozzese
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