Manca un battito d’attesa alla nuova edizione dello Special Festival. Domenica 21 dicembre, alle 17.30, il Teatro Civico de La Spezia si prepara ad accendere le luci su una serata che negli anni è diventata molto più di un appuntamento musicale: un rito collettivo, un ponte in cui arte, talento e inclusione si riconoscono e si rafforzano. Quarta edizione, stesso spirito fondativo, una promessa mantenuta e rinnovata: dimostrare che la creatività, quando è condivisa, sa farsi energia pura e trasformare un palco in un territorio senza barriere.

L’iniziativa nasce dall’intuizione di Anffas La Spezia e Premio Lunezia, ma ciò che oggi definisce lo Special Festival non è semplicemente un concerto. È un percorso che dura un anno: selezioni, prove, affiancamenti professionali, incontri artistici, studio sulla voce e sulla presenza scenica. È un laboratorio umano, prima ancora che musicale, che culmina in una festa teatrale in cui artisti con disabilità e protagonisti della musica italiana si ritrovano fianco a fianco. Regione Liguria, Comune della Spezia, Anffas Regionale Liguria, Special Olympics Italia, Lions e Nazionale Cantanti sostengono la manifestazione, riconoscendole un valore sociale e culturale che va ben oltre lo spettacolo. Sul palco 2025 saliranno dieci coppie artistiche pensate per sorprendere. Ognuna porta un frammento di mondo: generi diversi, storie diverse, caratteri diversi. Cecilia Batignani e Ilaria Ghinka si uniranno a Paolo Meneguzzi sulle note di “Musica”. Mariano Dall’Argine incrocerà la voce con Lorenzo Licitra omaggiando “Caruso”. Mattia Morandi, che il pubblico conosce come Mettew Moon, duetterà con Blind in “Cuore nero”. Adriana Caldarella e Marco Guano condivideranno “Fiumi di parole” insieme ai Jalisse. Simone Maghernino, in arte Magos, con Luciano Curziotti divideranno il palco con Johnson Righeira per “L’estate sta finendo”. Gabriele Arduc accoglierà Luca Dirisio con “Calma e sangue freddo”. Deborah Cuomo e Desy Cervelli Nardelli incroceranno la voce di Ruggero in “Senza una donna”. Tommaso Tagliafierro e Eddie Brock sceglieranno “Come nelle favole”. Sofia Testa e Gaia Figlia si uniranno a Francesca Miola per “Il mio canto libero”. Giovanni Signorato si misurerà con i Nomadi in “Io voglio vivere”.

Il premio finale, consegnato al termine della serata, non è solo un riconoscimento: è un gesto scolpito nella materia. Il maestro Giuliano Tomaino ha creato per l’occasione una scultura dal titolo “Mani”, simbolo del contatto umano, della collaborazione, dell’affetto che diventa linguaggio comune. Mani che si cercano e si intrecciano, come avviene sul palco, come avviene nell’esperienza del Festival, in cui la vittoria non è mai competizione ma incontro. A firmare un momento particolarmente atteso saranno Simi Bianchi e Michelangelohwk. La loro esibizione è stata pensata come dichiarazione scenica dell’inclusione, come punto focale di una narrazione che vuole dire al pubblico che il talento non ha confini. La presenza in sala del ministro per le disabilità Alessandra Locatelli aggiunge un tassello istituzionale che riconosce allo Special Festival un peso culturale preciso: qui si costruiscono immaginari alternativi, qui si smantellano gli stereotipi, qui la società guarda se stessa da un’angolatura nuova. Chi ha seguito le precedenti edizioni sa che questo evento non crea etichette, le elimina. Sul palco non esistono categorie né distanze: esistono corpi in movimento, voci che cercano la nota giusta, emozioni che sfumano una nell’altra. Il pubblico si trova davanti un viaggio emotivo che non filtra e non giudica, lasciando che la professionalità degli artisti e la freschezza dei performer si incontrino e producano quella zona franca dove la musica non è più solo intrattenimento, ma strumento identitario e linguaggio universale. Nelle parole di Alessia Bonati e Beppe Stanco, che accompagnano la direzione dell’iniziativa, lo Special Festival è la prova che la musica può davvero oltrepassare ogni barriera. È un palcoscenico in cui nessuno rimane indietro, dove i talenti si incontrano e si contaminano, dove l’aggettivo speciale diventa sinonimo di unicità condivisa. Domani, al Teatro Civico, il pubblico non assisterà soltanto a una serata di duetti celebri: assisterà alla dimostrazione concreta di cosa può accadere quando le mani si tendono davvero verso l’altro.