Franz Di Cioccio: continua la protesta contro le norme sul randagismo in Abruzzo

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La situazione legata al randagismo e al benessere animale in Abruzzo continua a far discutere e a sollevare forti proteste, arrivandoanche al mondo della musica. Franz Di Cioccio, storico leader della Premiata Forneria Marconi e originario della Valle Peligna, ha deciso di prendere una posizione netta contro le recenti scelte della Regione e del Comune di Sulmona, annunciando che non si esibirà al Moonjune Music Festival di Teramo e che, finché il quadro normativo e gestionale non cambierà, non accetterà concerti in Abruzzo.

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foto di Orazio Truglio

Già nelle scorse settimane l’artista aveva espresso una forte preoccupazione per le modifiche introdotte alla legge regionale 47 del 2013 su randagismo e benessere degli animali, in particolare attraverso l’emendamento che rivede in modo sostanziale la disciplina dei canili. Secondo Di Cioccio, invece di rafforzare le tutele e migliorare le condizioni di vita dei cani, le nuove disposizioni rischiano di ridurre le garanzie di controllo, trasparenza e accesso pubblico alle strutture, compromettendo il lavoro di volontari e associazioni. Il quadro, a suo avviso, è ulteriormente peggiorato con la decisione dell’amministrazione comunale di Sulmona di non riaprire il canile di via Vicenne, affidando i cani randagi catturati sul territorio a strutture private esterne. Una scelta che il Comitato Tutela cani peligni contesta apertamente, sottolineando come il ricorso ai canili privati non possa rappresentare una soluzione stabile e strutturale. In attesa della riapertura del canile comunale, il Comitato chiede che eventuali strutture alternative garantiscano standard rigorosi di benessere animale, con spazi adeguati, personale qualificato sempre presente e una chiara tracciabilità delle spese sostenute, ribadendo la necessità che i cani tornino quanto prima in una struttura pubblica. Secondo Di Cioccio, la gestione pubblica del canile resta una garanzia imprescindibile di trasparenza amministrativa, controllo civico, promozione delle adozioni e tutela reale degli animali. L’artista insiste inoltre sull’importanza di mantenere un’ampia apertura al pubblico, almeno sei giorni alla settimana e includendo la domenica, con orari compatibili con l’attività dei volontari e dei cittadini, per favorire la conoscenza degli animali e incentivare le adozioni. Una visione che va in direzione opposta rispetto alle recenti modifiche regionali, considerate restrittive e penalizzanti.

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A sostegno di queste richieste, sabato 27 dicembre è previsto un sit-in pubblico a Sulmona (L’Aquila), in Corso Ovidio all’angolo con la scalinata di piazza Garibaldi, dalle 11 alle 18, durante il quale sarà avviata anche una raccolta firme per chiedere la rapida riapertura del canile comunale e il mantenimento della sua gestione interamente pubblica. Una mobilitazione civile che Di Cioccio sostiene apertamente, mettendo in gioco anche la propria attività artistica come forma di protesta simbolica ma concreta, con l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione il tema del benessere animale e delle responsabilità delle istituzioni.Sposta in altoSposta in bassoAttiva/disattiva il pannello: Yoast SEO

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Già nelle scorse settimane l’artista aveva espresso una forte preoccupazione per le modifiche introdotte alla legge regionale 47 del 2013 su randagismo e benessere degli animali, in particolare attraverso l’emendamento che rivede in modo sostanziale la disciplina dei canili. Secondo Di Cioccio, invece di rafforzare le tutele e migliorare le condizioni di vita dei cani, le nuove disposizioni rischiano di ridurre le garanzie di controllo, trasparenza e accesso pubblico alle strutture, compromettendo il lavoro di volontari e associazioni. Il quadro, a suo avviso, è ulteriormente peggiorato con la decisione dell’amministrazione comunale di Sulmona di non riaprire il canile di via Vicenne, affidando i cani randagi catturati sul territorio a strutture private esterne. Una scelta che il Comitato Tutela cani peligni contesta apertamente, sottolineando come il ricorso ai canili privati non possa rappresentare una soluzione stabile e strutturale. In attesa della riapertura del canile comunale, il Comitato chiede che eventuali strutture alternative garantiscano standard rigorosi di benessere animale, con spazi adeguati, personale qualificato sempre presente e una chiara tracciabilità delle spese sostenute, ribadendo la necessità che i cani tornino quanto prima in una struttura pubblica. Secondo Di Cioccio, la gestione pubblica del canile resta una garanzia imprescindibile di trasparenza amministrativa, controllo civico, promozione delle adozioni e tutela reale degli animali. L’artista insiste inoltre sull’importanza di mantenere un’ampia apertura al pubblico, almeno sei giorni alla settimana e includendo la domenica, con orari compatibili con l’attività dei volontari e dei cittadini, per favorire la conoscenza degli animali e incentivare le adozioni. Una visione che va in direzione opposta rispetto alle recenti modifiche regionali, considerate restrittive e penalizzanti.

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A sostegno di queste richieste, sabato 27 dicembre è previsto un sit-in pubblico a Sulmona (L’Aquila), in Corso Ovidio all’angolo con la scalinata di piazza Garibaldi, dalle 11 alle 18, durante il quale sarà avviata anche una raccolta firme per chiedere la rapida riapertura del canile comunale e il mantenimento della sua gestione interamente pubblica. Una mobilitazione civile che Di Cioccio sostiene apertamente, mettendo in gioco anche la propria attività artistica come forma di protesta simbolica ma concreta, con l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione il tema del benessere animale e delle responsabilità delle istituzioni.