L’intervista a Rosalba Guastella, tra indie folk, epic fantasy e foglie di Ginkgo Biloba

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La foto in copertina all’album Dharma è di Massimo Forchino, mentre l’artwork è un collage realizzato da lei: tra foglie di Ginkgo Biloba, sembra quasi una Venere in pelliccia che esce dalla spuma del mare ed una nostrana grande onda di Kanagawa, quella che il pittore giapponese Katsushika Hokusai ha realizzato nel 1830.

Un bentrovato a Rosalba Guastella: credo che tu stia vivendo un momento artistico ricco e con tante soddisfazioni .. Sì lo è e le soddisfazioni ci sono anche se vorrei avere più tempo ed energia da dedicare alla mia musica. Come è nato Dharma? In modo differente rispetto agli altri tuoi due album? Il primo è stato registrato in una casa di campagna, il secondo in pandemia con sovraincisioni, il terzo in studio di registrazione.

Come sai, abbiamo in comune un amico che si chiama Lodovico Ellena: come descriverlo a chi non ne hai mai sentito parlare? Vico è una persona che ti ispira, esalta le tue qualità e sa arricchire ogni canzone col suo tocco magico ..

Rubber Soul è la tua etichetta, ma anche il tuo negozio di dischi: quanto è difficile nel 2026 portare avanti queste due attività? Nel 2026 vendere e produrre vinili è interessante, non si tratta più di una cosa antica ma di una realtà in evoluzione e trasformazione.

Se ti offro una navicella spazio/tempo, in quale epoca Rosalba Guastella (detta Alba Fairy) si trasferisce? E perché proprio in quella? Ovviamente direi che tra il 1966 ed il 1976 starei proprio a mio agio a San Francisco! Stai già pensando ad un nuovo disco o sei solo concentrata sul promuovere Dharma? Il nuovo disco ha 10 canzoni .. dovevano essere 14, ma ne ho ancora un paio di quaderni pieni.. saranno utili per il prossimo.