“I want my MTV”. Era il ritornello-manifesto di “Money For Nothing” dei Dire Straits, una canzone che negli anni ’80 celebrava – e allo stesso tempo ironizzava – il potere della televisione musicale. Oggi quel verso suona come un’eco lontana: MTV si spegne. O meglio, non è più quella presenza costante e musicale che ha segnato un’epoca.

Con la conclusione del 2025, il network ha infatti chiuso diversi canali storicamente dedicati alla musica, ponendo fine alla programmazione musicale 24 ore su 24. Una scelta che sancisce la fine di un’era, travolta dai nuovi sistemi di fruizione della musica: streaming, social network e piattaforme on demand hanno progressivamente sottratto alla televisione il ruolo di grande cassa di risonanza globale. Il primo canale MTV fu lanciato l’1 agosto 1981 negli Stati Uniti. Il debutto non fu casuale: il primo video trasmesso fu “Video Killed the Radio Star” dei Buggles, una dichiarazione di intenti che annunciava il sorpasso dell’immagine sul suono. Quasi un cerchio che si chiude: lo stesso video, negli ultimi minuti del 31 dicembre, ha accompagnato la fine della programmazione di MTV Music. Altri canali hanno scelto brani altrettanto simbolici per l’addio. MTV 90s, per esempio, ha salutato il pubblico con Goodbye delle Spice Girls, come sottolinea People. Una scelta esplicita, quasi didascalica, per dire addio a un format che per decenni ha dettato gusti, mode e linguaggi. Secondo la BBC, sono stati spenti MTV Music, MTV 80s, MTV 90s, Club MTV e MTV Live in diversi Paesi, tra cui Regno Unito, Irlanda, Francia, Germania, Austria, Polonia, Ungheria, Australia e Brasile. Una chiusura ampia e coordinata, che riguarda mercati storicamente centrali per il brand. Come riporta Rolling Stone, né MTV né la sua casa madre Paramount hanno fornito spiegazioni ufficiali sulle ragioni della decisione. Ma il contesto è evidente: la musica non passa più dalla tv. O almeno, non ha più bisogno di passarci. In Italia, MTV arrivò nel 1997, diventando rapidamente molto più di un semplice canale musicale. Fu un laboratorio culturale, capace di italianizzare il linguaggio globale di MTV e di costruire un rapporto diretto con il pubblico giovane. Accanto ai videoclip, arrivarono programmi, eventi, interviste e format originali, con una generazione di VJ italiani che divennero veri e propri volti simbolo: Victoria Cabello, Andrea Pezzi, Daniele Bossari, Giorgia Surina, Marco Maccarini, tutti preceduti da Enrico Silvestrin, già protagonista su MTV Europe. MTV Italia non raccontava solo la musica: raccontava uno stile di vita, una sensibilità generazionale, un modo nuovo di stare davanti allo schermo. Col tempo, anche qui la musica lasciò spazio a reality, show e programmi di intrattenimento. Oggi MTV Italia resta in onda, ma con palinsesti non musicali, lontani anni luce da quel flusso continuo di videoclip che aveva educato all’ascolto e all’immagine intere generazioni. MTV non scompare del tutto, ma smette di essere ciò che l’ha resa leggendaria. La chiusura dei canali musicali 24/7 non è solo una scelta industriale: è il segno di un cambiamento profondo nel modo in cui consumiamo la musica. I videoclip vivono ancora, ma frammentati, dispersi tra YouTube, TikTok e piattaforme social. La tv, ormai, non è più il luogo dove “scoprire” un suono o un artista. E così, mentre le note di “Video Killed the Radio Star” scorrono per l’ultima volta sullo schermo, diventa chiaro che non è stata solo la radio a essere “uccisa” dal video. È stata la televisione stessa a perdere il suo ruolo centrale, superata da un ecosistema digitale in cui MTV resta soprattutto un ricordo potente. Un logo, un jingle, un’epoca che ha insegnato a guardare la musica.