Evita Polidoro inaugura il nuovo anno con un progetto che segna un passaggio importante nel suo percorso artistico, mettendo al centro una scrittura sempre più consapevole e un suono che nasce dall’urgenza personale di cambiamento. Il 16 gennaio arrivano su tutte le piattaforme digitali due nuovi singoli, “comelecosechenonvogliofare” e “I See Big Changes”, quest’ultimo impreziosito da una collaborazione d’eccezione con Lee Ranaldo dei Sonic Youth. I brani verranno presentati in anteprima dal vivo il 15 gennaio sul palco di Eurosonic, il prestigioso festival di Groningen dedicato alle nuove traiettorie della musica europea.

I due singoli si muovono come due capitoli complementari di uno stesso racconto, attraversando temi di rottura, rinascita e trasformazione. “Comelecosechenonvogliofare” nasce da un’esplosione interiore, da un ascolto tardivo ma necessario dei segnali del corpo e della mente. È una canzone che parla di salute mentale, di stanchezza e ribellione, del bisogno di dire no e di smettere di compiacere gli altri. Polidoro la descrive come il brano che ha inconsapevolmente preannunciato una nuova fase della sua vita, ed è anche una svolta sul piano produttivo, essendo il primo pezzo realizzato interamente su Ableton, arricchito da strumenti acustici, stratificazioni di batteria, percussioni e chitarre grazie al lavoro condiviso con Lorenzo Anzuini. Il secondo brano, “I See Big Changes”, si colloca in una dimensione più ampia e simbolica, ed è qui che entra in gioco uno degli incontri più significativi di questo progetto. La collaborazione con Lee Ranaldo rappresenta non solo un feat di grande prestigio, ma un vero e proprio dialogo artistico. La presenza di una figura cardine della storia del rock alternativo come Ranaldo amplifica il senso del brano, che Polidoro racconta come una canzone circolare, sospesa tra oscurità e luce, capace di restituire l’altalena emotiva di una rinascita mai definitiva. Prodotto da Ruggero Fornari, come il resto del disco a cui questi singoli appartengono, il pezzo è anche un tributo dichiarato al post-punk, un linguaggio che l’artista sente profondamente suo. In questo contesto, la chitarra e l’immaginario di Ranaldo diventano la “ciliegina sulla torta”, un innesto naturale e potente che rafforza l’identità del brano senza snaturarla. La scelta di presentare questo nuovo materiale a Eurosonic non è casuale. Il festival olandese, da sempre punto di riferimento per la nuova musica europea, rappresenta una vetrina ideale per un progetto che ambisce a superare confini e categorie, confermando la dimensione internazionale di Evita Polidoro. Batterista e cantante dalla formazione jazz, capace di muoversi con naturalezza tra elettronica, canzone d’autore e sperimentazione, Polidoro ha costruito negli anni un percorso ricco di collaborazioni prestigiose, da Enrico Rava a Dee Dee Bridgewater, fino al lavoro con Francesca Michielin e Maria Pia De Vito. Con questi due singoli, e in particolare con l’incontro artistico con Lee Ranaldo, Evita Polidoro afferma una nuova fase del suo cammino, più diretta e radicale, in cui la fragilità diventa forza espressiva e il cambiamento non è solo raccontato, ma vissuto e trasformato in suono.