Sammy Hagar & The Best Of All Worlds Band – The Residency

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Ci sono dischi dal vivo che fotografano un momento e altri che diventano una dichiarazione definitiva. Sammy Hagar & The Best Of All Worlds Band – The Residency (Big Machine Rock) appartiene senza dubbio alla seconda categoria: probabilmente il miglior live mai pubblicato dal Red Rocker, un’opera che rende finalmente giustizia tanto alla sua storia con i Van Halen quanto al suo percorso solista.

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Registrato durante l’acclamata residency del 2025 al Dolby Live di Las Vegas, il doppio CD da 19 brani è una celebrazione ad altissimo voltaggio di oltre quarant’anni di carriera. Non è un’operazione nostalgia né un tributo di maniera: è, come lo stesso Hagar ha più volte sottolineato, una vera celebrazione, suonata e cantata da musicisti che questa storia l’hanno vissuta in prima persona. La Best Of All Worlds Band è semplicemente straordinaria. Michael Anthony è ancora oggi una colonna portante: basso granitico, groove costante e soprattutto quelle armonizzazioni vocali che restano un marchio di fabbrica irripetibile nella storia dell’hard rock. Kenny Aronoff affronta un repertorio ritmicamente complesso con potenza e precisione impressionanti, mentre Rai Thistlethwayte aggiunge profondità con tastiere, chitarre e cori, risultando fondamentale per restituire fedelmente arrangiamenti spesso tutt’altro che semplici. E poi c’è Joe Satriani. La sua presenza eleva l’intero progetto a un livello superiore. Satriani non imita Eddie Van Halen e non cerca di metterci sopra un ego fuori luogo: affronta quei brani con rispetto quasi filologico, mantenendo intatte le parti iconiche e inserendo il suo tocco solo quando serve. Ascoltare “Summer Nights”, “5150”, “Poundcake” o “Best Of Both Worlds” con questa formazione è un’esperienza che fino a pochi anni fa sembrava impensabile. Il cuore del disco è ovviamente rappresentato dal periodo Van Halen con Sammy Hagar alla voce, qui esplorato in profondità come non accadeva da oltre vent’anni. “Why Can’t This Be Love”, “Right Now”, “When It’s Love”, “Top Of The World” e “Love Walks In” suonano vive, potenti, attuali. Non c’è nulla di stanco o celebrativo in senso negativo: queste canzoni respirano ancora e lo fanno con una forza sorprendente.

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Particolarmente significativo è anche lo spazio dedicato all’era pre-Hagar. “Panama” e “Ain’t Talkin’ ’Bout Love” non risultano fuori contesto, ma contribuiscono a rafforzare l’idea di un unico grande racconto chiamato Van Halen, affrontato senza steccati ideologici e con grande rispetto. È musica che fa parte di questa storia, ed è giusto che venga celebrata come tale. Sul fronte solista, Hagar non dimentica il proprio passato: “Eagles Fly”, “There’s Only One Way To Rock”, “Mas Tequila”, “Heavy Metal” e “I Can’t Drive 55” si inseriscono perfettamente in una scaletta pensata più per la coerenza artistica che per l’autocompiacimento. A 78 anni Sammy canta con intelligenza e consapevolezza, adattando le tonalità quando serve, dividendo le parti vocali con la band e mantenendo intatti carisma, intonazione ed energia. La voce ha perso qualcosa in estensione, ma non in personalità e credibilità. La qualità audio è eccellente, la scelta dei brani è quasi ideale e l’esecuzione è impeccabile. “The Residency” non è soltanto un grande disco dal vivo: è il live che molti fan di Sammy Hagar e dei Van Halen aspettavano da decenni, un punto fermo capace di riassumere e valorizzare un’eredità musicale enorme. Come ulteriore conferma di un momento artistico ancora vitalissimo, Sammy Hagar ha già annunciato che tornerà in tour anche nel 2026. Negli Stati Uniti il tour di Sammy Hagar prende il via l’11 marzo 2026 a Las Vegas, con repliche il 13, 14, 18, 20 e 21 marzo sempre a Las Vegas. Dopo questa prima residency, i concerti riprendono il 13 giugno 2026 a St. Louis, il 14 giugno a Noblesville, il 17 giugno a Mt. Pleasant, il 19 giugno a Clarkston, il 20 giugno a Cuyahoga Falls, il 22 giugno a Holmdel, il 24 giugno a Mansfield, il 26 e 27 giugno a Oxon Hill. L’8 agosto 2026 Sammy Hagar si esibisce a Sturgis, mentre la seconda residency di Las Vegas è fissata per il 18, 19, 23, 25 e 26 settembre 2026. In Europa il tour arriva nel Regno Unito a luglio 2026, con un concerto il 4 luglio a Manchester, seguito dal 5 luglio a Birmingham, dal 7 luglio a Leeds e dal 9 luglio a Londra. Un itinerario che conferma la forza e la continuità di un progetto capace di riempire arene e di celebrare, sera dopo sera, una delle storie più importanti del rock americano.