
A distanza di anni da “Le promesse del mondo”, Flavio Giurato torna con un disco che è un manifesto di libertà artistica assoluta. Registrato seguendo le fasi lunari e, come dichiarato dall’artista stesso, senza l’ausilio di alcun metronomo (né analogico né digitale), “Il Console Generale “è un’opera organica e vibrante. La caratteristica principale del disco è che Giurato ha cercato di abbattere ogni diaframma tra il microfono e il suono puro. L’album si compone di tracce che mescolano visioni oniriche, cronaca e riflessioni filosofiche con la title track che funge da perno narrativo, un’allucinazione nel deserto che parla di orientamento personale e resistenza all’allineamento sociale. In un’epoca di musica prodotta “in serie” e corretta digitalmente, Giurato consegna un lavoro che è l’antitesi della perfezione fredda. È un disco sporco, autentico e coraggioso, che tratta l’ascoltatore come un complice di un rito magico.
La tracklist
- Intrepid cosmonaut
- Tahiti Tamurè
- La prossima liberazione
- Laura e il Cubano
- Atene 4
- Il Console Generale
- Ricarica
- Caravan