Diceva il sommo Plauto .. Maledicano gli dei colui che per primo inventò le ore: quando ero giovane l’unico orologio era lo stomaco .. Da queste riflessioni antiche a quelle più recenti in filosofia, teologia e fisica: tutte sostengono che il tempo infinito implica possibilità illimitate, ma anche la difficoltà di conciliarlo con la nostra esperienza di tempo finito e quindi misurabile. Giampaolo Venditti con questo suo nuovo disco aggiunge altri argomenti su cui riflettere, anche perché lo fa con l’ausilio del pentagramma ed è vero che il cd (edito dall’attiva Dodicilune Dischi) mantiene un delicato equilibrio tra scrittura ed improvvisazione, tra intenso lirismo ed atmosfere rarefatte. Quando cominci a sognare con il primo brano in scaletta (giustamente intitolato Keep Dreaming), capisci che hanno fatto bene ad azzeccare un titolo come Un tempo infinito, perché si rende omaggio referente all’intenso lavoro alla composizione, vera alchimia tra menti pensanti diverse fra loro e financo cervelli anarchici nel seguire un loro percorso, sebbene stare in un trio è qualcosa di apparentemente forzato e con pareti spesse! Vi sono tante zone grigie in molte canzoni, dove ti accorgi che c’è voglia di scappare e di improvvisare, ma non lo si può fare mentre stai registrando un disco e ti sarà sicuramente concesso in un altro contesto, come l’esibizione live: Body and soul e soprattutto la title track, sono simpatiche composizioni che sembrano animali in gabbia a cui perciò non devi far trovare la porta socchiusa, sennò corrono liberi e leggiadri, facendo salti e piroette. Quando abitavo in Valtellina (con tre traslochi tra Berbenno, Chiavenna e Sondrio), mia madre amava arredare casa con i pezzotti, ma ci diceva di stare attenti: se troppo scivolosi, allora erano traditori e non comodi tappetini su cui anche giocarci: il penultimo brano di questo disco si intitola appunto Pezzotto ed è un perfetto (e dolce) viatico verso la conclusione, affidata alla title track. Solo allora ti accorgi che sono passati 48 minuti da quando ha schiacciato il tasto Play ed il tempo è fuggito via. Per il pianista Gianpaolo Venditti aver lavorato con Mario Mazzenga al contrabbasso ed Alessandro Blasi come batterista ha reso alchemico la potenzialità del trio e nel disco i cameo del trombettista Giovanni Amato e del sassofonista Filiberto Palermini sono vere ciliegine sulla torta: un trio che diventa una laboratorio di idee, sensazioni e soprattutto slanci propositivi! Lavoro maturo, fatto di sfumature e voglia di dilatare il tempo, sino al concetto di infinitesima potenza espressiva. 
Tracklist di questo disco: Keep Dreaming, Bread and Flowers, Che’é fitt je outfit, They can take everything away from me but not my brolly, Body and soul, Eucalyptus, La vecchia soffitta, Pezzoto, Un tempo infinito.
Gianpaolo Venditti – Un tempo infinito (Dodicilune Dischi Ed608)
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